Era l’agosto del 1924 quando arrivarono in citta’ i primi sacerdoti salesiani per dare il via al primo anno scolastico. Da allora migliaia di ragazzi hanno frequentato la struttura di viale Grigoletti
di Daniele Rampogna
Lo scorso ottobre si sono celebrati i 100 anni della presenza salesiana a Pordenone: era l’agosto del 1924 quando arrivarono in città i primi sacerdoti per dare il via all’anno scolastico. Da allora, migliaia di ragazzi, oltre 400 salesiani, più di cento suore e una moltitudine di persone, hanno frequentato, magari anche solo di passaggio, la maestosa struttura di viale Grigoletti.
Credo sia impossibile immaginare Pordenone e il suo territorio senza il “Don Bosco”!
La scuola, l’oratorio, la parrocchia, la struttura alpina di Valgrande, le innumerevoli attività (dal doposcuola, al teatro, al cineforum, allo sport, gli scout fino alle Raccolte Carte, ai Punti Verdi e al centro di psicologia), tutto ciò, e molto altro ancora, è stato ed è il “Don Bosco”.
Chi ha operato e animato la casa salesiana in questo secolo di vita ha garantito la crescita umana grazie alla spiritualità, alla condivisione e all’educazione, dove i giovani sono stati formati alla cultura, alla solidarietà e alla fede.
Per questo storico compleanno non poteva mancare il libro commemorativo: una sorta di opera omnia scritta dalla professoressa Giovanna Calvo Di Ronco, dove, oltre a proporre la figura di San Giovanni Bosco, numerose pagine sono dedicate alla storia e alle testimonianze, delineando anche pregevoli figure di salesiani ed exallievi. Il volume è stato presentato nella sala consiliare del Municipio di Pordenone. Presso la casa salesiana si sono svolte le celebrazioni ufficiali, alla presenza del vicario del Rettor Maggiore don Stefano Martoglio, al Vescovo Giuseppe Pellegrini, al Ministro per i rapporti con il Parlamento, l’Exallievo Luca Ciriani, all’assessore regionale Cristina Amirante e al vicesindaco reggente Alberto Parigi.
La giornata è iniziata con la Santa Messa Solenne in parrocchia, alla presenza di circa 30 sacerdoti, autorità civili e militari e tanti giovani, assieme a famiglie, exallievi (nella foto a destra), cooperatori ed animatori. In teatro la prolusione di don Stefano ha davvero fatto vibrare le corde dell’anima con parole emozionanti dal punto di vista educativo e formativo. Numerosi gli interventi successivi che hanno evidenziato l’importanza del Don Bosco, al servizio dei giovani e del territorio. “Quando si celebra un centenario si guarda al passato, ma anche al futuro – ha dichiarato il direttore don Livio Mattivi – nell’ottica di rigenerare le forme pastorali e pensare ad un futuro di speranza per le giovani generazioni”.
Prima del brindisi e della torta del centenario (a destra), il Vescovo ha benedetto la mostra permanente delle foto storiche del don Bosco lungo il porticato, uno dei più belli tra quelli delle case salesiane d’Italia.
Nel pomeriggio il Vicario del Rettor Maggiore ha colloquiato con numerosi giovani dell’Oratorio.




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