7 Ottobre 1571, Marco Quirini alla “Gran Bataja”

Molti friulani parteciparono alla battaglia, sia comandanti di galea, detti sopracomati, che combattenti. Quirini era il comandante dell’ala destra del corno sinistro dello schieramento cristiano

di Paolo F. Quirini

Lepanto! Questo nome di una città greca ci rimanda ad una delle più importanti battaglie navali della storia, il cui nome le fu dato dai Veneziani storpiando l’originale Nafpactos, il porto dove ai primi di ottobre del 1571 si era ricoverata per l’inverno la potente Flotta Ottomana e da qui uscì il 7 ottobre per affrontare la formazione cristiana della Lega Santa nel vicino golfo di Patrasso.
Oggi Nafpactos è un’importante località turistica molto visitata, anche per il ricordo di quella che i veneziani chiamano “la gran Bataja”, data la preponderante presenza delle loro galee da guerra.

L'odierna Nafpactos
L’odierna Nafpactos

Ma torniamo a quella storica giornata nella quale si fronteggiarono in uno scontro che rese il mare rosso di sangue, più di 400 natanti, tra quelli della Lega Santa e quelli Ottomani, che vide 84.420 Uomini, dei quali 68520 erano italiani, la cui maggioranza era imbarcato sulle galee veneziane che formavano il “Corno Sinistro” dello schieramento cristiano.
Molti friulani parteciparono alla battaglia, sia comandanti di galea, detti sopracomati, che combattenti. Il più famoso fu Silvio di Porcia, delle cui eroiche gesta abbiamo il resoconto grazie alla pubblicazione fatta dallo storico e letterato conte Enrico del Torso, e dedicata al conte Giuseppe di Porcia e Brugnera, della quale, oltre alla citazione di tutte le casate nobili friulane che vi parteciparono, narra le coraggiose gesta del suo antenato Silvio, che vengono riportate da Piergiorgio Grizzo nell’articolo che potere leggere qui:

7 Ottobre 1571, Silvio di Porcia tra gli eroi di Lepanto

Altri personaggi, i cui discendenti ora vivono in Friuli, parteciparono alla battaglia: uno di loro fu Giacomo Zanotto, il quale, travestito da pastore greco, dopo alcuni atti di spionaggio e disturbo agli ottomani, raccolse molte informazioni sui piani di combattimento della Flotta turca, che trasmise ai comandanti della Lega Santa.

Le flotte schierate prima della battaglia in una relazione coeva

Imbarcatosi poi sulla galea Capitana della Flotta sabauda – così ricorda il suo discendente Alessandro Zanotto – “combattè valorosamente assieme al conte Andrea Provana di Leynì.
Per questi atti di grande coraggio, Giacomo Zanotto fu insignito del prestigioso titolo di Cavaliere di San Marco, onorificenza trasmissibile a tutti i discendenti maschi primogeniti.
Un altro veneziano i cui discendenti vivono in Friuli, fu Marco Quirini (o Querini), nominato “Capitano del Golfo” (di Venezia, l’attuale Mare Adriatico), comandante del lato destro del Corno Sinistro dello schieramento cristiano.
Con la sua galea “La Capitana”, dotata di un “Fanò”, il faro a tre luci di poppa, simbolo del comando. Altri membri della famiglia Quirini erano comandanti di galea: Giovanni Battista sulla “Cristo Risorto” e Vincenzo, sulla “Sole”, che perì combattendo.

La relazione di Marco Quirini

Marco Quirini inviò al Senato della Repubblica, il giorno dopo la battaglia, una lettera nella quale descrisse con dovizia di particolari lo svolgersi dello scontro con i turchi.
Questa relazione è ora depositata al British Museum.
Prima di Lepanto, Marco Quirini si rese protagonista di una eroica impresa compiuta nel portare aiuti a Famagosta assediata dalle truppe di Lala Pasha e difesa da Marcantonio Bragadin: di quest’atto ne parla anche lo storico Alessandro Barbero nel suo libro “La Battaglia dei Tre Imperi”, ripreso anche da storici inglesi. Per queste valorose gesta, il genealogista Capellari Vivaro, nel suo “Campidoglio Veneto” del 1474, lo definisce “Capitano Invitissimo, Flagello della Superbia Ottomana” e nel dipinto settecentesco che lo ritrae, presente in Friuli in villa Quirini a Visinale di Pordenone, la didascalia in latino recita: “Marco Quirini, Comandante della Flotta Veneziana a Lepanto nell’Anno del Signore 1571.

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