Il Museo Interattivo della Radio e della Società di Pasiano di Pordenone sempre più punto di riferimento culturale, scientifico e turistico per il territorio
a cura della Redazione
E’ arrivata nella data più simbolica possibile, la Giornata Mondiale della Radio del 13 febbraio, il prestigioso riconoscimento che consacra il Mirs, il Museo Interattivo della Radio e della Società, come una delle realtà museali più autorevoli nel panorama nazionale dedicato alla storia dei media e della comunicazione. La Fondazione Guglielmo Marconi ha infatti ufficialmente concesso il proprio patrocinio al museo di Pasiano di Pordenone.

Una notizia dal forte valore istituzionale e culturale, che assume un significato ancora più profondo se letta alla luce della ricorrenza internazionale che celebra la radio come strumento di conoscenza, dialogo e democrazia. Proprio il 13 febbraio 1946, infatti, andò in onda la prima trasmissione radiofonica delle Nazioni Unite dalla sede ufficiale di New York, data scelta dall’Unesco per ricordare il ruolo universale di questo mezzo.
Il patrocinio della Fondazione Guglielmo Marconi, istituzione di assoluto rilievo internazionale nella tutela e valorizzazione dell’eredità scientifica del grande inventore italiano, rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita del Mirs, confermandone la qualità del progetto culturale, scientifico e divulgativo. Un risultato che si inserisce in un cammino fortemente voluto e sostenuto dall’amministrazione comunale di Pasiano di Pordenone e da Antique Radio Magazine, prestigiosa rivista italiana e punto di riferimento da oltre trent’anni per il radio collezionismo nazionale, capace, anche in qualità di consulenti scientifici del Mirs, di tessere negli anni il rapporto con la Fondazione Marconi e nel creare le condizioni per l’atto istituzionale.

“Il patrocinio della Fondazione Marconi – commenta il Sindaco Marta Amadio – è un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi e che premia un lavoro lungo, condiviso e lungimirante. Con profonda gratitudine per la generosa donazione del collezionista Piergiorgio Vendramini, l’attuale e la precedente amministrazione, così come la Regione, hanno creduto con convinzione nel Mirs come progetto strategico, non solo per la comunità pasianese, ma per l’intero territorio regionale e oltre. Oggi il museo è una realtà viva, frequentata, capace di parlare a pubblici diversi e di dialogare con istituzioni culturali di massimo livello, rappresentando anche un importante volano turistico ed economico per tutto il territorio”.
A poco più di un anno dall’apertura, il Mirs ha già accolto oltre 7.000 visitatori provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e anche da altre regioni. Un pubblico eterogeneo, che ha riconosciuto nel museo un luogo privilegiato per approfondire la storia della radio, della comunicazione e della società contemporanea attraverso un approccio dinamico, interattivo e coinvolgente. Come riferito dall’assessore alla cultura ed istruzione Martina Vendramini, sono stati oltre 1000 gli studenti che hanno visitato il museo apprezzando la recente apertura dell’Archeopoint Pacilianum.
Un successo che affonda le sue radici anche nel forte valore simbolico che ha accompagnato l’inaugurazione del Mirs, nel dicembre 2024, quando Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi, volle inviare un videomessaggio di saluto e augurio. Il legame è ora destinato a rafforzarsi con una mostra dedicata a Guglielmo Marconi in programma da settembre. L’esposizione, curata dalla stessa Antique Radio Magazine con il supporto della Fondazione Marconi, racconterà le scoperte e le intuizioni marconiane, mettendo in rilievo il forte legame tra la nostra contemporaneità e la visione che l’inventore ebbe più di un secolo fa. “Nel frattempo – ricorda l’assessore al commercio e turismo, Loris Canton – abbiamo consolidato i rapporti tra il Mirs e altri enti: Consorzio Universitario, Consorzio Turismo di Pordenone, PromoTurismo Fvg e le strutture recettive del territorio”.
Il patrocinio della Fondazione, che ha sede a Sasso Marconi, sulle colline dove Guglielmo abitò e dove effettuò i primi esperimenti di telegrafia senza fili, non è quindi solo un riconoscimento formale. Il Mirs è infatti entrato a pieno titolo nella rete dei luoghi che custodiscono e raccontano una parte fondamentale della storia del Novecento e della contemporaneità. A maggior ragione in vista del 2027, quando Pordenone sarà per un anno Capitale Italiana della Cultura.





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