Bentornato latino!

di Alfredo Pasini

Bentornato latino! La scuola rimasta orfana di questa importante materia la recupera alle medie e, si spera a ruota, anche alle superiori. E’ un passo importante per la scuola di cui solamente chi ha studiato il latino durante la propria giovinezza può capire il significato e l’importanza. E’ dimostrato che il latino facilita lo studio della musica e della matematica per la sua complessa strutturazione, la sua grammatica, la sua sintassi; è una palestra per il cervello che forma un pensiero organizzato, ma non per questo meno creativo e divertente come dimostra la lettura dei classici. Gli scritti di Cesare, Catullo, Cicerone, Lucrezio, Marco Aurelio, Seneca ed altri sono validi ancora oggi, a volte più profondi e di maggior spessore di scritti di autori moderni, a dimostrazione che la tecnica e la tecnologia che oggi ci permettono di viaggiare in aereo o di comunicare in tempo reale a grandi distanze migliorano la qualità della vita distribuita a molte più persone, ma non necessariamente migliorano le persone stesse. La reintroduzione del latino sarà un importante aiuto per i giovani studenti, così come la maggiore attenzione all’area umanistica.
Anche i cambiamenti nello studio della storia potranno far amare di più l’Italia e farla sentire casa propria da difendere, anche se forse resterà un pio desiderio che essa venga riscritta non solo con gli occhi dei vincitori, ma anche con quelli dei vinti fra i quali c’è l’Italia, umiliata dall’armistizio di Cassibile, alcuni contenuti del quale sono ancora secretati, ed ancor più dal trattato di pace del 1947 che mutilò la nostra Nazione e dilaniò la Venezia Giulia cedendone l’81 per cento agli slavi dividendo a metà finanche condomini – scala A in Italia e scala B in Yugoslavia – con gli scempi che ne seguirono: questo nonostante tutta la Venezia Giulia fosse etnicamente e culturalmente italiana. In un Paese ostaggio di santuari intoccabili, depositari di una verità imposta è ovviamente ancor più utopico che agli studenti venga raccontata tutta la verità sulla guerra civile avvenuta fra il 1945 ed il 1948, durante la quale vennero commesse vili atrocità contro innocenti anche da parte di quegli italiani che si proclamavano vincitori. Gli italiani di domani devono conoscere tutta la verità, non solo quella di una parte, perché il crimine è crimine da chiunque sia commesso. Scrivere la storia con obiettività sarebbe un grande insegnamento, basilare per formare cittadini equilibrati nelle valutazioni ed equi nei giudizi per un Paese scevro da ipocrisie di fondo che ancora oggi ne condizionano la democrazia.
La scuola ha bisogno di qualità, ampiezza di studio e verità. Le innovazioni del governo vanno in questa direzione: attendiamo gli sviluppi.

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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