100 anni di CAI a Pordenone, la storia di una passione condivisa

Ripercorriano attraverso le parole di Gianni Furlanetto le tappe più significative di questa lunga e appassionante avventura

a cura di Carlo Sam

Cento anni sono un anniversario importante e vale la pena di ripercorrere le vicende che consentirono di portare il Club Alpino Italiano a Pordenone. Dopo la rotta di Caporetto, Pordenone fu invasa dagli austro-tedeschi che la occuparono fino ad ottobre del 1918. La città ed il territorio circostante furono teatro di saccheggi e distruzioni. Trascorso un biennio difficile, negli anni ‘20 la città conobbe uno sviluppo superiore ad ogni aspettativa grazie al sorgere di industrie tessili, alimentari, meccaniche, fornaci e aziende commerciali. Fu nel 1920, che Piero Tajariol fondò a Pordenone la Famiglia Alpina, con lo scopo di organizzare escursioni per gli associati. Nei primi tempi le gite si svolsero sulle montagne che si affacciano sulla pianura pordenonese, poi furono scelte mete di più ampio respiro e impegno come l’Etna nel 1922 e l’Ortles nel 1923.

Il 29 agosto del 1922, due giovanissimi pordenonesi, Raffaele Joppi e Osvaldo D’Andrea, chiesero come premio per la promozione scolastica l’iscrizione al CAI di Treviso. Nel 1923 il loro esempio fu seguito da numerosi altri concittadini, tanto da costituire il “Gruppo Pordenone”. Le prime due uscite ufficiali ebbero come meta la Cima Manera e si svolsero il 9 settembre ed il 20 ottobre. Nel 1924 le adesioni al Gruppo aumentarono considerevolmente, anche con un forte apporto di alpinisti sacilesi, e il 9 settembre si svolse l’Assemblea dei soci che sancì la nascita della Sottosezione.

Rino Polon, primo Presidente della neonata Sezione di Pordenone del CAI nel 1925
Rino Polon, primo Presidente del CAI – Sezione di Pordenone

Trascorsi solo quattro mesi, il 9 gennaio 1925 ebbe luogo l’Assemblea costituente del Club Alpino Italiano – Sezione di Pordenone. Primo Presidente fu eletto Rino Polon, già ufficiale degli Alpini durante la Grande Guerra. Molteplici e incessanti furono le attività di quei primi anni di vita sezionale. Si organizzarono numerose gite sociali e venne istituita una biblioteca che raccoglieva pubblicazioni di alpinismo. Per celebrare l’arrivo del CAI a Pordenone, appena nove giorni dopo la costituzione della Sezione, il 18 gennaio 1925, validi alpinisti effettuarono la prima invernale al Cimon del Cavallo (Cima Manera). Impresa che destò grande interesse tra i pordenonesi perché era stata fatta sulla montagna di casa, la cornice che è parte integrante del panorama cittadino. Nel 1925 fu inaugurato il Rifugio Policreti al Piancavallo e durante il carnevale del 1926 venne organizzata, per raccogliere fondi da destinare alle opere alpine, la Veglia degli Scarponi, festa danzante che si tenne al Teatro Licinio, oggi Teatro Verdi.
Il 19 settembre 1926 fu portata in vetta al Campanile di Val Montanaia la celebre campana. Autori dell’impresa furono 22 tra i più validi alpinisti veneti
e friulani dell’epoca e tra loro v’erano anche i nostri Raffaele Carlesso, Renzo Granzotto e Francesco Maddalena.

Le attività della Sezione di Pordenone del Club Alpino Italiano, del quale abbiamo ripercorso in breve i primi passi, proseguono da cento anni, interrotte solo dagli eventi della Seconda guerra mondiale, tra il 1940 ed il 1945, nella quale fu durissimo il prezzo pagato dai soci della Sezione. Tredici furono i caduti, cinque di essi insigniti della medaglia d’argento al valor militare. In Piancavallo una Cappella edificata nel 1957 ricorda i loro nomi. Anche i danni materiali della Guerra furono notevoli con il Rifugio Policreti dato alle fiamme ed il Rifugio Pordenone, edificato nel 1930 in Val Montanaia, saccheggiato. Val la pena di ricordare che, a guerra appena conclusa, il 14 luglio del 1945 venne eletto il nuovo Direttivo del CAI pordenonese guidato da Gino Marchi e subito ripresero le attività alle quali parteciparono ben 289 soci.

Gagliardetto del CAI - Sezione di Pordenone, Club Alpino Italiano

Per conoscere tutte le attività pianificate per il centenario, potete visitare la sezione dedicata del sito del CAI – Sezione di Pordenone cliccando qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *