Nelle terre dei Savorgnan

Sul colle che domina Pinzano, splendido belvedere sull’alveo del Tagliamento, i lacerti del castello che fu della potentissima dinastia friulana

a cura di Piergiorgio Grizzo

lo stemma della dinastia friulana dei SavorgnanI Savorgnan stanno al Friuli come i Medici stanno a Firenze e alla Toscana. L’arme di famiglia, o meglio quello del ramo Savorgnan dello Scaglione, è diventato il gonfalone della città di Udine ed anche di Pinzano al Tagliamento, nel passato uno dei feudi più importanti. Perfino la squadra di calcio dell’Udinese lo riporta nel suo logo. Originaria della Germania, la famiglia arriva in Friuli all’inizio del XIII secolo. Il capostipite si chiama Rodolfo Ciprioner, che nel 1235 viene investito dal Patriarca di Aquileia del possesso di un piccolo castello a presidio del torrente Torre, Savorgnano. Il nome del luogo diventa il predicato nobiliare della famiglia, che viene infeudata anche di una parte del castello di Udine e acquista inoltre Flagogna, Osoppo, Savigliano, Ariis, Buia e Pinzano. castello Savorgnan a Pinzano al TagliamentoQuest’ultimo castello ha un ruolo centrale. Qui vengono riscossi i tributi ed installati l’ufficio giurisdizionale e le carceri per tutte le ville dei suoi possedimenti. I lacerti dell’antico fortilizio sono ancora ben visibili sul colle che domina Pinzano, dove peraltro il vecchio palazzo Savorgnan è oggi la sede del Comune. L’altura, toccata da un percorso di trekking, costituisce anche uno splendido belvedere sull’alveo del Tagliamento, sulle prealpi carniche e sul castello di Ragogna che sta giusto dirimpetto. La famiglia, che nei secoli si dividerà poi in tanti rami, nel Trecento fonda il proprio potere sul controllo delle acque ed in particolare su quello del corso del Tagliamento, di importanza cruciale per il trasporto del legname proveniente dalla Carnia e diretto in massima parte a Venezia. Federico Savorgnan nel 1385 viene nominato patrizio veneziano. Il figlio Tristiano è alla testa dell’esercito della Serenissima, che nel 1420 pone definitivamente il Friuli sotto il proprio dominio. Nel 1511 Antonio Savorgnan, signore di Pinzano, è tra i fomentatori della crudel zobia grassa, la rivolta popolare che inizia il giorno di giovedì grasso a Udine per poi estendersi alle campagne. Un bagno di sangue che farà decine di vittime tra le famiglie nobili friulane legate agli Asburgo. Il cugino Girolamo (1466-1529), fu uomo d’armi a capo delle cernide, la milizia territoriale al servizio di Venezia. Quando il Cadore venne invaso dai Tedeschi nel 1508 li sconfisse più volte costringendoli alla fuga. Nel 1513, dopo la sconfitta veneta, si rinchiuse nella fortezza di Osoppo e tanto tenace fu la sua resistenza agl’imperiali che questi finirono col levare l’assedio. castello Savorgnan a Pinzano al TagliamentoGiulio (1516-1595) fu a sua volta un altro fedelissimo di Venezia, che nel 1567 lo creò sovrintendente generale dell’artiglieria e delle fortificazioni di tutto il territorio della Repubblica. Apprezzato ingegnere militare, progettò la famosa cinta con undici baluardi della fortezza di Nicosia a Cipro e anche a Venezia, a Corfù ed a Brescia si trovano altre tracce della sua opera. Portano il suo nome inoltre i primi progetti della futura Palmanova. I Savorgnan, alla maniera dei Medici, furono dunque una dinastia di cripto signori, capaci di incidere nelle vicende politiche e storiche della propria terra ben aldilà delle cariche ufficialmente ricoperte, attraverso un potere divenuto nei secoli tentacolare e grazie a tanti personaggi brillanti, coraggiosi e spregiudicati. A tempi più recenti appartiene Pietro Savorgnan di Brazzà (1852 – 1905), uno dei più famosi esploratori dell’Africa nera nella seconda metà dell’Ottocento, al pari di personaggi come Livingstone e Stanley. Rispetto ai quali si distinse per le qualità umane e per l’aver strenuamente difeso fino all’ultimo le popolazioni indigene dall’avanzata di un colonialismo rapace e brutale, che mise fine a civiltà antichissime e pose in schiavitù migliaia di uomini e donne.

Castello di Pinzano al Tagliamento nelle terre dei Savorgnan
foto credits: Carlo Sam

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