“Cielo, terra, acqua”delle Prealpi Friulane Orientali

Una grande iniziativa tra attività outdoor, riscoperta identitaria e sviluppo sostenibile del territorio montano e pedemontano

di Mauro Fracas

Il territorio della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali rappresenta una singolarità di primario interesse nel mosaico paesaggistico del Friuli-Venezia Giulia, configurandosi storicamente come una vera e propria “terra di cerniera”. In questa specifica area geografica, la pianura perde improvvisamente la sua orizzontalità per inerpicarsi lungo i primi contrafforti della montagna. Questi non costituiscono solo un confine fisico, ma segnano una netta linea di demarcazione antropologica e culturale, che separa il mondo agricolo e industriale delle terre basse da quello silvo-pastorale del paesaggio tipicamente alpino. Anticamera della Carnia isolata e misteriosa, la prima parte di questa catena prealpina ha impressionato per secoli i viaggiatori per la sua natura selvaggia e severa, descritta come un regno di dirupi e aspre pareti, capace però di suscitare una straordinaria fascinazione. In questo scenario spettacolare nasce il progetto denominato “Cielo, Terra, Acqua”, un programma organico di riscoperta paesaggistica, culturale e sportiva promosso e coordinato con determinazione dalla Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali. Non una semplice rassegna di appuntamenti, attività o escursioni stagionali, ma una iniziativa nata dalla consapevolezza che ogni ambiente, se osservato nella sua complessità, custodisce un patrimonio unico di biodiversità, storia e cultura che merita di essere svelato ed individualmente valorizzato in chiave turistica. Ogni singolo paesaggio è un ecosistema capace di offrire esperienze profonde e rigeneranti per un turismo sempre più attento all’ambiente. Le Prealpi FVG rappresentano il perfetto manifesto di questa filosofia, incarnando in modo esemplare la ricchezza intrinseca di ognuno dei tre elementi. Come sottolineano gli organizzatori, l’iniziativa possiede e manifesta le potenzialità per configurarsi come un vero e proprio punto di svolta strutturale, economico, sociale e identitario per l’intero comprensorio.“Il motivo profondo di questa ambizione – spiega Giuliano Cescutti, Presidente della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali – risiede nella capacità intrinseca del progetto di operare una sintesi concettuale inedita: quella di trasformare la complessità degli elementi geografici, ambientali e storici locali in una strategia di marketing territoriale e di sviluppo unitaria. Nelle intenzioni programmatiche dei suoi ideatori e dei pianificatori pubblici, questa visione è destinata a produrre profonde e durature ripercussioni sul tessuto economico del territorio nel medio e lungo periodo, all’interno della costituzione di un vero e proprio brand d’area.” L’Aria (Cielo) identifica Meduno come capitale del volo libero grazie alle peculiarità meteorologiche e morfologiche del Monte Valinis, diventato negli anni un sito d’eccellenza per la comunità internazionale del volo libero (parapendio e deltaplano), uno spettacolare “trampolino verde” affacciato sulla pianura, unico anche per la presenza di corrents ascensionali ideali. La Terra rappresenta invece i sentieri, i percorsi di trekking, le falesie per l’arrampicata e le tradizioni agroalimentari. L’Acqua, infine, valorizza fiumi e torrenti non più solo come risorsa idrica o industriale, ma come vie per lo sport d’avventura e il relax. 

Rafting lungo il Tagliamento
Rafting lungo il Tagliamento
Storia, Natura e Mobilità Lenta

“Questa iniziativa – sottolinea Giuliano Cescutti – ci ha spinto a conoscerci meglio e a compiere una ricognizione sistematica del territorio, indispensabile per identificarne le potenzialità, ma anche i limiti e le aree di miglioramento. L’obiettivo condiviso è valorizzare un formidabile paniere di risorse. Il territorio vanta un capitale ambientale unico in Europa, caratterizzato dal corso del fiume Tagliamento, con il suo alveo a canali intrecciati (braided river). A questo si aggiungono la suggestione dei paesaggi carsici, le spettacolari forre, le fitte e rigogliose faggete e l’ecosistema dei Magredi, la steppa friulana nata sui depositi alluvionali, che testimonia la ricchezza degli ambienti ripariali locali. Accanto alla natura, il comprensorio custodisce un patrimonio archeologico e storico di grandissimo valore, che traccia una linea temporale continua. Si va dai primordi della storia umana risalenti a ben 49.000 anni fa (con le tracce dell’Uomo di Neanderthal), attraversando le epoche del Neolitico e l’enigmatica civiltà dei Castellieri, fino ai resti di epoca romana e alle architetture medievali dei Castelli di Pinzano, Toppo, Solimbergo, Maniago e Spilimbergo. Questa ricchezza è oggi integrata in percorsi di mobilità lenta e turismo esperienziale, come il Cammino di San Cristoforo e il sentiero tematico della Battaglia di Pradis, capaci di unire la memoria storica all’emozione del viaggio a piedi. Accanto al trekking, le vere protagoniste del turismo contemporaneo sono le biciclette. In questo scenario, il comune di Meduno gode di una posizione geografica privilegiata grazie alla stretta prossimità con la Ciclovia FVG 3 (la Ciclovia Pedemontana), infrastruttura d’eccellenza che ha conquistato il prestigioso Oscar del Cicloturismo 2024.

Il Valore dell’Esperienza Autentica

“La sfida attuale e futura – afferma Cescutti – risiede nella capacità di fare rete: organizzare iniziative integrate che sappiano soddisfare le emergenti esigenze del turismo sostenibile, attento alla natura, alla storia e al benessere. Il viaggiatore non cerca solo un godimento di tipo estetico, ma un’esperienza attiva che lo rigeneri. L’approccio adottato permette di strutturare pacchetti che integrano attività che spaziano dal parapendio al trekking, fino al canyoning e al rafting. In questo modo intendiamo allungare la permanenza media del visitatore, trasformando il turismo ‘mordi e fuggi’ della domenica in un indotto reale per alberghi, b&b, ristoranti e botteghe artigiane. Questa iniziativa non è semplicemente un calendario di eventi – specifica il Presidente – è, prima di tutto, l’atto di consapevolezza di un territory che ha finalmente deciso di raccontarsi, proponendo luoghi autentici lontani dal turismo dei grandi numeri, dove l’individualità del visitatore e l’identità del luogo non vengano diluite nel caos indistinto della massa. Vogliamo rendere i partecipanti veri e propri ambasciatori del territorio tramite il passaparola. L’esperienza accumulata ci ha dato riscontri positivi: l’emozione si trasforma facilmente in racconto, e molti tra coloro che hanno aderito alle nostre proposte hanno poi condiviso l’esperienza all’interno della propria rete di conoscenze.” Nata come ambizioso progetto di valorizzazione, l’iniziativa ha vissuto la sua prima e fortunata edizione tra febbraio e maggio del 2026. Forte del successo riscontrato, verrà ufficialmente riproposta la prossima primavera, forse con un format diverso e con un’importante novità strategica: una formula più flessibile studiata per lasciare maggiore autonomia agli operatori turistici locali, che potranno così cucire su misura le esperienze in base alle reali esigenze dei viaggiatori.

I Percorsi di Terra

Il viaggio è iniziato domenica 22 marzo 2026 con il trekking lungo il Cammino di San Cristoforo, nel tratto da Clauzetto a Vito d’Asio. Questo tracciato attraversa territori che per secoli sono stati il punto di incontro tra la cultura latina, slava e germanica. Accompagnati dalle guide professioniste dell’AIGAE, i partecipanti hanno camminato lungo antiche vie di pellegrinaggio e sentieri rurali dove ogni pieve, castello e borgo di pietra racconta storie di viandanti e mercanti. Di seguito, domenica 29 marzo 2026, si è svolta un’escursione cicloturistica tra Montereale Valcellina e Pinzano al Tagliamento, accompagnata da Paolo Emanuele Rossi dell’Associazione Ride and Fun. Un itinerario di grande fascino, dove la pianura incontra dolcemente i primi rilievi delle Prealpi. Sabato 11 aprile 2026, invece, ha avuto luogo un’uscita in mountain bike nel cuore del comune di Vito d’Asio, lungo il sentiero che conduce alle spettacolari Cascate del torrente Arzino. I percorsi dedicati alla terra hanno trovato il loro coronamento domenica 3 maggio 2026 presso la Falesia del Masarach, nella località di Anduins di Vito d’Asio nel punto in cui l’Arzino si apre la strada verso la pianura. Insieme alla guida alpina Francesco Lorenzi, gli sportivi hanno affrontato questa splendida parete attrezzata per l’arrampicata, palestra ideale sia per chi muove i primi passi sulla roccia in totale sicurezza, sia per i climbers esperti desiderosi di migliorare la propria tecnica. Le assolate brughiere di erba e ciottoli dell’alta pianura pordenonese alla confluenza dei torrenti Cellina e Meduna sono state teatro a fine marzo di mini trekking a cavallo. Il Centro Equestre “Magredi” di Vivaro ha ospitato “Alla scoperta dei Magredi”. L’evento proponeva escursioni a sella (per esperti) e in carrozza (per tutti) nella splendida area protetta della Rete Natura 2000.

Gita a cavallo organizzata da Gelindo dei Magredi
Gita a cavallo organizzata da Gelindo dei Magredi
Le Vie del Cielo

Se è vero che, come è stato detto, “in montagna le vette aprono le porte del cielo”, non poteva mancare l’esperienza del volo libero. Sabato 21 marzo 2026 (e nelle successive giornate dedicate), il Monte Valinis ha ospitato voli in parapendio biposto e deltaplano, oltre a escursioni a piedi per godersi lo straordinario panorama prealpino. La sicurezza di ogni esperienza è stata garantita dai professionisti dell’ASD Volo Libero Friuli – Tandem Team.

Parapendio dal monte Valinis
Parapendio dal monte Valinis
Corso di arrampicata in Val d'Arzino
Corso di arrampicata in Val d’Arzino
Le Vie dell’Acqua

Il torrente Cosa, il Meduna, i vicini Magredi e il Tagliamento sono il teatro ideale per attività ludico sportive legate all’acqua. Sabato 18 aprile 2026, alla confluenza tra l’Arzino e il Tagliamento, le correnti del “Re dei fiumi alpini” sono state sfidate dalle energiche pagaiate dei partecipanti alle attività di rafting, coordinati dagli specialisti della Scuola Kayak e Rafting Friuli. Accanto al rafting, il fiume ha svelato la sua anima più innovativa e “slow” attraverso lo SUP (Stand Up Paddle). A differenza delle discese in gommone, sullo SUP si naviga in piedi o in ginocchio su un’apposita tavola.

La Scuola Kajak Friuli
La Scuola Kajak Friuli

Si tratta di una disciplina altamente rispettosa dell’ambiente, che permette di scivolare sull’acqua senza disturbare l’avifauna locale che nidifica sui banchi di ghiaia. Esplorando i canali secondari meno profondi, l’esperienza si trasforma in una sorta di “River bathing”, un bagno fluviale di totale immersione nella natura selvaggia che si affianca idealmente alle pratiche di Forest bathing vissute nei boschi. “Cielo, Terra, Acqua dimostra che le Prealpi Friulane Orientali non sono solo un territorio da visitare – conclude il Presidente Cescutti – ma uno spazio che aspetta solo di essere vissuto: camminando, pagaiando, o, perché no, anche spiegando le vele al cielo.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *