Abbiamo passato sotto la lente gli interventi dei quattro aspiranti alla poltrona di sindaco durante il faccia a faccia di ieri sera
di Carlo Sam *
Ieri sera ho assistito al confronto elettorale tra i quattro candidati a Sindaco di Pordenone, organizzato dal Messaggero Veneto al Cinema Teatro Don Bosco.
Durante l’evento, i candidati hanno esposto le proprie posizioni seguendo il canovaccio di domande proposto dal giornalista Antonio Bacci. Il format prevedeva risposte di due minuti ciascuno, un limite pensato per garantire la par condicio in questa fase pre-elettorale. Tuttavia, la sfida di sintetizzare i propri messaggi in così poco tempo si è rivelata ardua per tutti, e non sempre i candidati sono riusciti a centrare l’obiettivo.
Quando Bacci ha posto la domanda scomoda sulla composizione della squadra di governo in caso di vittoria, ogni candidato ha evitato una risposta diretta, adottando strategie comunicative diverse ma lasciando trasparire la consueta logica di spartizione politica. Anche i candidati sostenuti solo da liste civiche hanno seguito lo stesso schema, sintetizzabile così: decideremo in base ai voti ottenuti dalle nostre liste.
L’unico nome esplicitamente citato è stato quello di Alberto Parigi, che verrebbe riconfermato Assessore in caso di vittoria della coalizione di centro-destra, garantendo continuità anche alla candidatura di Pordenone come Capitale della Cultura 2027.
L’incontro sì è poi chiuso con gli appelli elettorali dei candidati, di cui vi condividiamo i video:
Alessandro Basso:
Anna Ciriani:
Nicola Conficoni:
Marco Salvador:
Per riflettere meglio sulle loro promesse e richieste, ho condotto un’analisi rapida dello stile comunicativo e del linguaggio di ciascun candidato, mettendone in evidenza similitudini e differenze. L’obiettivo è offrire agli elettori ulteriori spunti di valutazione in vista della scelta su chi riporre la propria fiducia il 13 e 14 aprile.
Questa l’analisi di ciascun candidato (rigorosamente elencati in ordine alfabetico in base al cognome):
ALESSANDRO BASSO
1. Tono e stile:
• Il tono è politico e istituzionale, con una forte enfasi sulla continuità e l’appartenenza a una coalizione di governo.
• Politico, assertivo.
• Il linguaggio è assertivo e schierato, con una chiara contrapposizione tra “noi” e “loro” (centro-destra vs. estrema sinistra).
• L’uso ripetuto di “perché” crea un effetto retorico che rafforza la posizione dell’autore.
2. Struttura del discorso:
• Ampio uso della ripetizione (“Perché” a inizio frase, “attraverso” per elencare infrastrutture).
• Frasi lunghe e articolate, con molte subordinate.
• Alternanza tra affermazioni di intenti e contrapposizioni ideologiche.
3. Parole più ricorrenti:
1. Perché (5 volte) – Struttura argomentativa basata sulla giustificazione delle scelte.
2. Coalizione (3 volte) – Forte riferimento alla squadra politica.
3. Lavoro (3 volte) – Valorizzazione dell’azione concreta.
4. Territorio (3 volte) – Focus sulla dimensione locale.
5. Squadra (2 volte) – Enfasi sulla collaborazione.
6. Programma (2 volte) – Riferimento alla progettualità.
7. Sinergia (2 volte) – Concetto di collaborazione e integrazione.
8. Centro (2 volte) – Riferimento sia geografico (università) che politico (centro-destra).
9. Moderata (2 volte) – Posizionamento politico dell’autore.
10. Estrema sinistra (2 volte) – Costruzione di un avversario politico contrapposto.
ANNA CIRIANI
1. Tono e stile:
• Il tono è inclusivo e appassionato, con un forte richiamo all’amore per la città.
• Il linguaggio è semplice e diretto, con una costruzione meno articolata rispetto agli altri testi.
• Il messaggio è ottimistico, orientato al futuro e alle nuove generazioni.
2. Struttura del discorso:
• Forte ripetizione di concetti e parole chiave per rafforzare il messaggio.
• Uso frequente del “noi” per creare un senso di comunità.
• Ripetizioni che enfatizzano l’appartenenza e l’impegno (es. “Pordenone” più volte, “pensato” ripetuto per diversi gruppi sociali).
• Chiusura con una dichiarazione d’intenti positiva.
3. Parole più ricorrenti:
1. Pordenone (4 volte) – Focus sulla città.
2. Noi (3 volte) – Inclusione e senso di appartenenza.
3. Città (3 volte) – Identità urbana.
4. Pensato (3 volte) – Attenzione ai bisogni della comunità.
5. Giovani (2 volte) – Orientamento al futuro.
6. Famiglie (2 volte) – Sensibilità sociale.
7. Nuove idee (2 volte) – Innovazione e cambiamento.
8. Futuro (2 volte) – Visione proiettata in avanti.
9. Fondamentale (2 volte) – Rafforza l’importanza dei temi trattati.
10. Istruzione/scuola (2 volte) – Valore dell’educazione.
NICOLA CONFICONI
1. Tono e stile:
• Il tono è formale ma coinvolgente, tipico di un discorso politico.
• Politico, persuasivo.
• Usa molte frasi subordinate per spiegare motivazioni e obiettivi.
• Il linguaggio è persuasivo, volto a creare fiducia e senso di appartenenza.
2. Struttura del discorso:
• Alterna frasi dichiarative (“Io sono nato e cresciuto a Pordenone”) con frasi persuasive (“Se credete in questo progetto datemi fiducia”).
• Fa largo uso della coordinazione per elencare progetti e motivazioni.
• La ripetizione della congiunzione “perché” serve a rafforzare le argomentazioni.
3. Parole più ricorrenti:
1. Perché (4 volte) – Espressione chiave per giustificare il proprio impegno.
2. Città (3 volte) – Riferimento costante a Pordenone.
3. Fare (3 volte) – Azione e pragmatismo.
4. Coalizione (2 volte) – Rilevanza della componente politica.
5. Ascolto (2 volte) – Enfasi sulla partecipazione dei cittadini.
6. Famiglie (2 volte) – Interesse per il benessere familiare.
7. Giovani (2 volte) – Focus sulle nuove generazioni.
8. Anziani (2 volte) – Attenzione alla terza età.
9. Imprese (2 volte) – Sostegno al tessuto economico locale.
10. Progetto (2 volte) – Richiamo all’idea di pianificazione e sviluppo.
MARCO SALVADOR
1. Tono e stile:
• Il tono è emotivo e nostalgico, con un forte legame alla storia della città e delle sue persone.
• L’uso del “noi” crea un senso di comunità e appartenenza.
• Lo stile è meno formale e più colloquiale rispetto ai primi due testi, con frasi più lunghe e a tratti meno strutturate.
2. Struttura del discorso:
• Inizio con un riferimento culturale (docufilm su Lino Zanussi) per introdurre un discorso più ampio.
• Alternanza tra narrazione personale e riflessione collettiva.
• L’uso della ripetizione (“noi”, “nostri nonni”, “nostri genitori”) rafforza l’idea di continuità storica.
• L’ultima parte ha un carattere motivazionale, con una chiara enfasi sul futuro e sulle nuove generazioni.
3. Parole più ricorrenti:
1. Noi (4 volte) – Forte identificazione con la comunità.
2. Nostri (4 volte) – Sottolinea l’eredità intergenerazionale.
3. Città/cittadina (3 volte) – Tema centrale della riflessione.
4. Genitori (3 volte) – Riferimento alla storia familiare e al lavoro.
5. Lavorato/lavoro (3 volte) – Concetto di fatica e costruzione sociale.
6. Ragazzi (3 volte) – Focus sulle nuove generazioni.
7. Storia (2 volte) – Richiamo alla memoria collettiva.
8. Qualità della vita (2 volte) – Valore da preservare.
9. Energia (2 volte) – Importanza dell’impegno giovanile.
10. Futuro (2 volte) – Sguardo proiettato in avanti.
CONFRONTO
• Gli appelli di Basso e Conficoni sono stati decisamente orientati alla politica, con il primo profondamente più schierato ideologicamente.
• Salvador ha tenuto un approccio più narrativo e storico, con enfasi sul legame tra memoria storica e il riscatto sociale.
• Ciriani ha usato il linguaggio più semplice e diretto di tutti, con un tono positivo e un focus su futuro, educazione e sostenibilità.
COSA ACCOMUNA QUESTI QUATTRO APPELLI ELETTORALI?
Le parole comuni a tutti e quattro i candidati sono:
1. Città – Centrale in ogni discorso, segno che tutti i candidati pongono Pordenone al centro della loro visione politica.
2. Noi – Forte senso di comunità e coinvolgimento collettivo.
3. Giovani – L’attenzione alle nuove generazioni è un tema condiviso da tutti.
4. Famiglie – Il benessere familiare è visto come un pilastro della politica locale.
5. Futuro – Tutti i candidati parlano di proiezione in avanti e di sviluppo per la città.
Queste parole rivelano che, nonostante le differenze di tono e contenuto, i candidati condividono (ovviamente, mi verrebbe da dire) la volontà di proporre un miglioramento per Pordenone, con attenzione a cittadini, giovani e famiglie, e con uno sguardo al futuro.
E QUALI PAROLE LI HANNO DIFFERENZIATI DI PIÙ?
Ecco le parole che hanno differenziano maggiormente i candidati tra loro:
ALESSANDRO BASSO
Parole distintive:
• Coalizione – Forte enfasi sulla squadra politica.
• Giorgia Meloni – Riconoscimento della leadership nazionale.
• Moderata/liberale – Posizionamento politico chiaro.
• Sinergia – Idee legate alla continuità amministrativa.
• Infrastrutturazione – Focus su progetti strutturali.
• Estrema sinistra – Forte opposizione ideologica.
ANNA CIRIANI
Parole distintive:
• Amiamo – Enfasi emotiva sul legame con la città.
• Sostenibile/green – Focus su ambiente e futuro.
• Istruzione/scuola – Importanza dell’educazione.
• Nuove idee – Richiamo all’innovazione.
• Concittadini – Linguaggio più inclusivo e comunitario.
NICOLA CONFICONI
Parole distintive:
• Ascolto – Attenzione alle esigenze dei cittadini.
• Servizi pubblici – Interesse per il welfare locale.
• Coalizione diversa – Distacco dalla precedente amministrazione.
• Qualità della vita – Focus sul benessere quotidiano.
• Opportunità – Politiche di sviluppo sociale ed economico.
MARCO SALVADOR
Parole distintive:
• Storia/riscatto – Narrazione del passato della città.
• Nonni/genitori – Richiamo alle radici familiari e al lavoro.
• Fabbriche/campi – Riferimento alla classe lavoratrice.
• Fame/energie – Concetto di lotta e crescita economica.
• Cavalcare la tigre – Metafora di determinazione e sviluppo.
I DISCORSI DI QUALI CANDIDATI HANNO PIÙ COMUNANZE STILISTICHE O DI CONTENUTO?
I più simili tra loro:
N.CONFICONI e A.CIRIANI: entrambi parlano di città, servizi, futuro e famiglie, con un tono più concreto e meno ideologico.
A.BASSO e M.SALVADOR: entrambi enfatizzano una visione più politica e identitaria, anche se con approcci diversi (BASSO punta sulla continuità politica, SALVADOR sulla memoria storica).
I più distanti tra loro:
A.BASSO e A.CIRIANI: Il primo è più politico e ideologico, il secondo più civico e inclusivo.
A voi l’ardua sentenza in cabina elettorale!




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