C’era una volta…Corso Garibaldi e il Cinema Cristallo

Dal debutto del Cinematografo Lumière nel 1899 al Cristallo degli anni ’50, fino a Cinemazero e al tramonto delle storiche sale: un secolo di cinema a Pordenone tra memoria, cambiamento e rinascita culturale.

a cura di Carlo Sam, foto Archivio Carlo Sam

Cinema Cristallo in Corso Garibaldi a PordenoneAll’incrocio tra Corso Garibaldi e via Oberdan, al limitare nord dell’allora centro cittadino di Pordenone, sorgeva il Cinema Cristallo. Inaugurato nel 1955, rappresentava una delle strutture più moderne e apprezzate dagli appassionati della settima arte. Oggi, dell’edificio originario rimane la facciata storica, memoria silenziosa di un’epoca in cui il cinema non era solo svago, ma anche luogo d’incontro, socialità e immaginazione condivisa. Davanti al Cristallo, un tempo, si estendeva il muro del parco di Villa Ottoboni, che faceva da cornice a uno degli angoli più vivi di accesso alla città.

Per comprendere davvero l’impatto culturale e sociale del cinema a Pordenone, è necessario risalire ancora più indietro. Il primo spettacolo cinematografico nella città risale infatti al 1899. Il 4 settembre di quell’anno, il giornale La Patria del Friuli annunciava con entusiasmo: “Fra giorni avremo al Salone Cojazzi i fratelli Salvi col loro grandioso Cinematografo Lumière e con molte novità”. Le proiezioni, iniziate l’8 settembre e ripetute nei giorni successivi, incontrarono un tale favore di pubblico che fu scritto: “anche ieri affollatissimo il Saloni Coiazzi col Cinematografo dei fratelli Salvi”. Quel primo schermo cittadino si trovava nel Salone Cojazzi, all’interno del chiostro dell’ex Convento di San Francesco, in piazza della Motta, un luogo dove l’arte sacra si mise al servizio di una nuova forma di spettacolo.

Con gli anni, il cinema si diffuse in tutta la città. Nel 1926 la Commissione Provinciale di Vigilanza rilevava la presenza di almeno sei sale cinematografiche: il Teatro Licinio in piazza XX Settembre e il Teatro Garibaldi su Corso Garibaldi, entrambi gestiti dalla Società del Teatro Licinio; la sala San Marco all’interno dell’albergo Stella d’Oro; il Teatro Roma su Corso Vittorio Emanuele; l’anfiteatro Verdi in viale Grigoletti; e, nella frazione di Torre, la sala della ex Casa del Popolo, che, dopo il 1925, fu posta sotto gestione commissariale. Anche il Dopolavoro operaio di Torre offriva proiezioni cinematografiche, segno evidente di quanto il film fosse diventato un fenomeno culturale attrattivo.

Il vero periodo d’oro per Pordenone arriva negli anni Sessanta e Settanta, quando la città può contare su quattro sale cinematografiche: il Cinema Capitol in via Mazzini; il Supercinema in viale Cossetti; il Cinema Teatro Verdi, prima che fosse riconvertito in teatro stabile; e, naturalmente, il Cinema Cristallo in corso Garibaldi. Queste sale non erano soltanto luoghi dove si proiettavano film, ma veri poli culturali e sociali, in cui la condivisione dello spettacolo diventava esperienza comune.

Negli anni Ottanta, tuttavia, con la diffusione delle televisioni private e delle videocassette, cominciò un lento declino. Le abitudini di consumo mutarono, e molte delle storiche sale cittadine non riuscirono a resistere alla concorrenza domestica: alcune furono riconvertite, altre demolite, altre ancora chiusero semplicemente. Nei primi anni Duemila il fenomeno delle multisala completò il quadro: il centro perse definitivamente le sue proiezioni cinematografiche tradizionali, mentre la fruizione da grande schermo cambiava volto.

Oggi, le sale storiche di una volta sono diventate ricordi, eccezion fatta per Cinemazero, che rappresenta l’erede vivente dell’epoca d’oro del cinema pordenonese. Nato come realtà culturale alternativa, è cresciuto fino a diventare uno tra i principali centri cinematografici del Friuli-Venezia Giulia e d’Italia. Affiancato dal multisala UCI Cinemas a Fiume Veneto, Cinemazero mantiene vivo l’amore per il grande schermo.

A rafforzare questa vitalità contribuiscono festival di rilievo internazionale. Tra questi, il Festival del Cinema Muto, giunto quest’anno alla sua 44ª edizione, che richiama studiosi, cinefili e appassionati da tutto il mondo per riscoprire e valorizzare le radici del cinema. A queste iniziative si affianca Pordenone Docs Fest, dedicato al documentario e alla narrazione del reale, che offre spazi di riflessione critica sulla contemporaneità.

La storia del cinema a Pordenone, dunque, è un racconto dinamico, attraversato da entusiasmi, trasformazioni e resistenze. Da quel primo proiettore Lumière nel 1899 al Cinema Cristallo degli anni Cinquanta, passando per il fervore degli anni Sessanta e Settanta, fino alla crisi delle sale tradizionali e alla nascita di nuovi modelli culturali, il cinema ha segnato profondamente la città e le sue comunità.

Fine di Corso Garibaldi a Pordenone con il Cinema Cristallo sulla destra e il muro del parco di Villa Ottoboni di fronte

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