La storia di un giovane imprenditore che ha lasciato il Friuli per inseguire nuove opportunità nella capitale del Far East
testo e foto di Massimo Chiaranda
L’Italia gli andava stretta, le opportunità erano scarse, il futuro incerto. Così Davide Pasqualini, classe 1981, originario di Pordenone, ha deciso di attraversare mezzo mondo per ricominciare da capo nelle Filippine. Oggi gestisce “Al Dente Pasta Bar” nel cuore di Manila, dove serve carbonara e amatriciana a una clientela cosmopolita che apprezza la cucina italiana autentica.
La decisione di partire non è stata improvvisa. Pasqualini ci ha riflettuto a lungo prima di compiere il grande passo. “Volevo qualcosa di diverso, volevo mettermi alla prova in un contesto lontano”, spiega. La scelta delle Filippine è arrivata dopo aver valutato diverse opzioni: “Mi ha colpito subito la gentilezza della gente. C’è un’energia diversa qui, più rilassata. E poi c’erano opportunità, soprattutto nel settore food. In Italia è tutto più saturo”.

L’arrivo a Manila, poi, non è stato semplice. Gli ostacoli burocratici, le differenze culturali e la barriera linguistica hanno reso i primi mesi particolarmente difficili. “Piano piano mi sono ambientato. Il contatto con la gente del posto ha fatto la differenza. Ho imparato tanto anche solo ascoltando”, racconta il giovane imprenditore friulano.

L’idea di aprire un ristorante è nata dal confronto con alcuni amici locali. “Vedevo che c’era interesse verso la cucina italiana vera, non quella adattata. Così ho deciso di provarci”, ricorda Pasqualini. Il suo locale propone piatti della tradizione italiana senza compromessi: carbonara, amatriciana, focacce e vino italiano. Le materie prime vengono importate quando possibile, mentre altri ingredienti locali vengono sapientemente adattati per mantenere l’autenticità dei sapori. Nel ristorante producono internamente diversi tipi di salumi e pasta fresca.
La clientela è variegata: filippini curiosi di scoprire i veri sapori italiani, connazionali nostalgici di casa e turisti in cerca di un piatto familiare. “Cerchiamo di restare fedeli alla nostra tradizione, senza forzature. I clienti lo apprezzano”, sottolinea il ristoratore.
La vita quotidiana nelle Filippine ha un ritmo diverso rispetto all’Italia. “Qui la giornata scorre più lenta, ma lavori tanto lo stesso. È solo un altro ritmo. Ho imparato a prendermi i miei spazi, a gestire le cose con più calma. Non è sempre facile, ma è più vero”, riflette Pasqualini. Questo nuovo equilibrio gli ha permesso di guardare la sua esperienza con maggiore serenità, anche nei momenti più difficili.
La nostalgia per l’Italia c’è, inevitabilmente. “A volte mi mancano gli affetti, il cibo di casa, certe abitudini. Ma in fondo ho ricreato qui una mia piccola Italia. E poi oggi, con internet, riesco a restare in contatto facilmente”, ammette. Nonostante questo, quando gli si chiede se pensa di tornare, la risposta è aperta: “Sì, ci penso ogni tanto. Ma per ora il mio posto è qui. Magari in futuro… mai dire mai”.
L’esperienza filippina ha cambiato profondamente la sua prospettiva di vita e di lavoro. Per questo, a chi sogna di seguire le sue orme, Davide Pasqualini offre un consiglio prezioso: “Partite con umiltà. Non pensate di arrivare e spaccare il mondo. Guardate, ascoltate, imparate. E soprattutto: non abbiate paura di sbagliare”.
Una lezione di coraggio che dimostra come, a volte, per trovare se stessi bisogna avere il coraggio di perdersi dall’altra parte del mondo.
Nella foto sotto: Davide Pasqualini con l’autore dell’articolo, Massimo Chiaranda





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