Il celebre bartender friulano torna in libreria con un’opera che abbatte i confini tra bar e cucina, trasformando ogni cocktail in un’esperienza sensoriale completa
a cura della Redazione
Nel mondo del bartending e della mixology contemporanea, il nome di Michele Piagno è ormai sinonimo di ricerca, innovazione e creatività applicata alla miscelazione. Bartender di fama, formatore e innovatore, Piagno ha da poco dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria, “Cucina Liquida”, pubblicata nel 2026 da Corsiero Editore, un volume che rappresenta la naturale sintesi di una carriera poliedrica vissuta sempre al confine tra sperimentazione e valorizzazione della tradizione.
«La mia storia professionale nasce dietro a un bancone, ma negli anni mi ha portato molto più lontano di quanto avrei potuto immaginare», racconta l’autore ripercorrendo i suoi esordi. «Ho iniziato il mio percorso nel mondo del bar e della miscelazione con la curiosità di chi non si accontenta di fare semplicemente un buon drink. Da sempre mi interessa capire cosa c’è dietro un cocktail: gli ingredienti, le tecniche, la ricerca, la creatività e soprattutto la capacità di trasformare una bevanda in un’esperienza». Proprio spinto da questo desiderio di innovazione, Piagno ha lavorato negli anni sulla formazione e sulla miscelazione molecolare, arrivando a sviluppare progetti internazionali come il Glow Sweet & Sour Mix insieme a Mixò Italia, un prodotto liofilizzato e brevettato capace di rendere fluorescente un drink sotto la luce ultravioletta.

Parallelamente all’attività di consulenza per aziende e realtà del beverage e della ristorazione, Piagno si è interessato sempre di più al rapporto tra cucina e miscelazione, al food pairing e alla possibilità di far dialogare il banco bar con l’alta cucina. Un percorso accompagnato anche dalla scrittura: nel 2019 ha pubblicato “El Señor Mojito – Cinquantuno ricette e alcuni segreti”, un lavoro che lo ha portato fino alla Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, a Cuba, dove ha presentato il testo nella prestigiosa Sala Alejo Carpentier e stretto collaborazioni con la Federazione Culinaria di Cuba.

Nonostante la proiezione internazionale, il bartender non ha mai dimenticato le sue origini friulane, dalle quali è nato anche Barancli Gin – Originale Friulano, un progetto sviluppato con la Liquoreria Friulana di Spilimbergo per raccontare il territorio attraverso botaniche e profumi locali. Il suo costante impegno gli è valso inoltre la nomina a Ispettore Federale della Federazione Baristi Italiani nell’ambito del progetto Qualità Italiana. «La qualità non è soltanto avere un prodotto costoso o una bella bottiglia», spiega Piagno a questo proposito, «significa lavorare bene, conoscere quello che si sta facendo, rispettare il cliente, gli ingredienti e il proprio lavoro. Significa anche cercare di mantenere alto il livello della professionalità italiana nel settore del bar».
Il nuovo libro “Cucina Liquida” si propone come un viaggio nella mixology contemporanea, dove il cocktail smette di essere una semplice bevanda per trasformarsi in un’esperienza gastronomica completa. All’interno del testo, frutta, verdura, stagionalità, sciroppi, creme, marmellate, riduzioni e brodi diventano gli elementi cardine per la costruzione del drink. Il volume accompagna il lettore dalle basi teoriche agli aspetti pratici, illustrando strumenti, tecniche professionali e la preparazione di basi artigianali indispensables, fino ad arrivare a un’ampia raccolta di ricette originali. Ogni preparazione è arricchita da suggerimenti, abbinamenti gastronomici e brevi racconti d’ispirazione. Pensato sia per professionisti sia per appassionati, “Cucina Liquida” invita a sperimentare e a trasformare il banco bar in un vero laboratorio creativo dove tecnica, ricerca e passione si fondono in una nuova visione del bere di qualità.





Lascia un commento