Dal “Peocio” all’Astoria, le due facce del sabato sera negli anni ’60

Tra operai che truccano i contachilometri delle Fiat 600 a Rorai e i “figli di papà” che sorseggiano whisky in via Oberdan, ritratto di una generazione che correva verso il futuro

 di Piergiorgio Grizzo

Eccoli qua i ragazzi della Pordenone anni Sessanta. Giacca e cravatta al sabato sera. Aria da bulli, ma con un certo stile. Sorseggiano birra o Gin Fizz, al tavolino di una nota balera di periferia. Un locale molto frequentato, dove al sabato sera e alla domenica pomeriggio la gente arriva ad ondate e si sgomita per entrare. Sul piazzale antistante un mare di biciclette, moto e qualche Fiat 600. E’ a Rorai Piccolo e il nome ufficiale sarebbe Odeon. Ma siccome è un ambiente piuttosto popolare, frequentato per lo più da operai, impiegati e studentelli senza una lira in tasca, tutti lo chiamano il “Peocio”. Insomma, è un locale da pidocchiosi; così ne parlano con compiaciuta autoironia i suoi stessi frequentatori.

anni 60

Pordenone è un paesotto, che ha meno della metà degli abitanti attuali. La circonvallazione corre appena fuori del centro storico, sull’attuale viale Martelli. I residenti sono circa ventimila, ma sono destinati a crescere repentinamente nel giro di poco, grazie alle fabbriche e alle caserme.

Gli anni Cinquanta sono stati anni duri, di lavoro a testa bassa, di sacrifici, per ricostruire dopo i lutti e i disastri della guerra. Ma già alla fine dello stesso decennio si comincia a respirare un’aria nuova. Dall’America arriva il rock’n roll, che scatena un’energia tremenda. C’è voglia di svago, di divertimento e la nuova musica ne è l’emblema. Le piattaforme in legno  dove si balla alle sagre non bastano più e neanche le Case del Popolo. Nascono i locali veri e propri. Il “Peocio”, appunto, per il popolo; e l’Astoria, un pretenzioso seminterrato in via Oberdan, per la creme cittadina, che vi si raduna soprattutto in occasione delle celebri “Veglie”, come quella in favore della Croce Rossa, un paio di volte l’anno. I rampolli della Pordenone bene passano qui, tra le sue luci soffuse e i suoi tavolini in ferro battuto, i sabati sera a ballare valzer e liscio sulle note della celebre orchesta Simoni.

Al “Peocio” nel frattempo sono le 21. “Cacitti e Baldissera vi da la buonasera”, è il saluto di apertura dell’orchestra omonima, che continuerà a suonare fino a mezzanotte, non oltre.

Franco e Vladimiro hanno noleggiato una macchina per la serata. Sono andati al garage dietro l’osteria Alla Frasca, in via San Valentino, e hanno preso una 600. Poi sono andati a Cordenons a recuperare  Mario e Chechi. Al “Peocio” li raggiungerà Valentino sulla sua motom con manubrio da custom, tirata a lucido e personalizzata con una scritta fiammante sul serbatoio, “Amami”, un tocco   dandy che fa sempre il suo effetto. Quantomeno incuriosisce le ragazze ed è un buon pretesto per attaccare bottone. Valentino è sempre impeccabile. Camicia bianca con le iniziali ricamate, scarpe lucide. Giacca e cravatta, ovviamente. L’abito del sabato sera se l’è fatto fare da Biasotto, il sarto che ha il laboratorio in Corso Emanuele. Studia architettura a Venezia ed è considerato l’intellettuale del gruppo.

Anche gli altri vanno da Biasotto. Chechi si è fatto appena sistemare l’abito che gli ha passato suo fratello maggiore, più alto di lui di buoni dieci centimetri. Franco è andato a farsi girare il vestito vecchio, che dopo tre anni cominciava ad essere un po’ logoro.

Prima di entrare al “Peocio” i tre sulla 600 percorrono un paio di chilometri in retromarcia nelle stradine in prossimità della balera. Il noleggio va in base alla strada fatta e questo è un buon sistema per ingannare un po’ il contachilometri.

Dentro “Cacitti e Baldissera”, che si alternano ai “Cauz”, stanno dando il meglio di loro. La pista è talmente piena che sotto il soffitto si è formata la nebbia. Un caligo incredibile di fumo e condensa.

Nel frattempo all’Astoria Ennio, Gabriele e Alberto stanno sorseggiando wiskey e coca cola  come fanno gli americani. Dopo cena si sono dati appuntamento al Caffè Nuovo in piazzetta Cavour, dove  hanno parcheggiato la Triumph. Quindi si sono diretti a piedi all’Astoria.

L’estate è alle porte e con essa arriveranno nuovi locali e nuove mete. I ragazzi del “Peocio”si sposteranno a ballare sulla piattaforma dell’osteria Turrin, vicino alla latteria di San Giacomo a Cordenons. Oppure qualche volta andranno al “Boschetto” a Malnisio di Montereale.

Quelli dell’Astoria punteranno la Renault Daphin e la Triumph verso Caorle o Lignano, dove accanto alle darsene dei pescatori stanno spuntando gli hotel e le terrazze sul mare.

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