Nel Comune friulano una strategia unitaria lega sicurezza idraulica e rinnovamento urbanistico con un obiettivo: migliorare la vita dei cittadini
a cura della Redazione
Le piogge improvvise e sempre più violente non sono, purtroppo, un’eccezione. A Fontanafredda, la risposta a questo cambiamento passa anche da opere “silenziose” ma decisive: un nuovo sistema di captazione e smaltimento delle acque meteoriche, pensato per proteggere le zone più fragili del capoluogo e ridurre il rischio di allagamenti. Sono infrastrutture che non si notano nella vita di tutti i giorni, ma che fanno la differenza nei momenti critici. Un po’ come il Mose per Venezia: ci si accorge della loro importanza solo quando scatta l’emergenza. Parallelamente, in centro, stanno prendendo forma interventi che non sono “cantieri isolati”, ma parte di una strategia di rigenerazione urbana: restituire qualità agli spazi pubblici, favorire la mobilità dolce, riportare verde e ombra, ricucire l’asse storico tra piazza e stazione. Si tratta di una visione unitaria, supportata anche da studi dell’Università di Venezia, dove opere nel sottosuolo e riqualificazione in superficie si integrano in un unico progetto. Il quadro si completa con il nuovo Piano Regolatore, in fase di approvazione, che traccia la rotta per una città più sicura, vivibile e sostenibile. Questi lavori richiedono tempo, organizzazione e inevitabilmente pazienza. Ma la direzione è chiara: investire oggi per garantire benefici duraturi domani. A parlarcene è il Sindaco di Fontanafredda, Michele Pegolo.

– Sindaco, perché partire dai lavori sottoterra e non da quelli in superficie?
“Perché la sicurezza viene prima di tutto. Il centro di Fontanafredda, in particolare via Pastrengo, è in una posizione sfavorevole: quando piove molto, l’acqua si accumula e la rete esistente non riesce a smaltirla. In passato questo ha causato allagamenti, disagi e danni. Con il nuovo sistema di collettori intercettiamo l’acqua a monte, alleggeriamo la pressione sulla rete esistente e deviamo i flussi verso il Rio Guizza, il Sentierone e il Meduna. Così proteggiamo non solo il capoluogo, ma anche altri punti del bacino, evitando di scaricare problemi sui comuni vicini. Sono opere invisibili, ma decisive. Una bomba d’acqua può riversare in un’ora decine di migliaia di litri su un ettaro: se la rete non regge, quell’acqua finisce in case, negozi e cantine. Le opere pubbliche sono come un’assicurazione: danno fastidio quando le devi pagare, ma diventano preziose quando servono”.
– Come si lega questa parte“sotterranea” alla riqualificazione del centro?
“Sottosuolo e superficie fanno parte della stessa strategia. Senza la messa in sicurezza idraulica, non avrebbe senso rifare piazze e strade: significherebbe rifare pavimentazioni per poi doverle rompere in caso di emergenze. La rigenerazione urbana riguarda piazza, viale M. Grigoletti, via Pastrengo, via L. da Vinci e gli spazi di sosta. Meno asfalto e più superfici drenanti, filari di alberi autoctoni, nuova illuminazione, Zona 30 per favorire pedoni e ciclisti, accessi controllati e spazi flessibili per eventi. È un disegno unitario che migliora la sicurezza e la vivibilità.”
– Quali sono gli interventi previsti nei diversi lotti delle opere di captazione e come si integrano con la rigenerazione del centro?
“Il progetto è suddiviso in più lotti funzionali, parte di un unico disegno per mettere in sicurezza il centro di Fontanafredda – in particolare la zona di via Pastrengo – e rigenerare gli spazi pubblici in superficie.
1° Lotto – Già realizzato come intervento urgente di Protezione Civile, ha previsto la costruzione di un tratto intermedio del nuovo collettore di scarico dall’innesto con il tombotto sotto la SS13 “Pontebbana” fino all’incrocio con via Pastrengo.
2° Lotto – Prosegue dal sottopasso della SS13 lungo via Guerrazzi fino a via Grassi, con un manufatto ripartitore per mantenere al Rio Paisa le portate di magra e di prima pioggia, evitando ulteriori criticità.
3° Lotto – Dal manufatto di via Grassi il tracciato sottopassa la ferrovia Venezia–Udine, prosegue verso il Rio Guizza e, tramite un nuovo scolmatore, devia le portate verso il Rio Sentirone, a monte dell’impianto ittiogenico, fino al fiume Meduna.
4° Lotto – Estende il collettore dal tratto del 1° lotto verso nord lungo via Carducci fino alla Latteria di Fontanafredda, per poi piegare a ovest attraversando aree pubbliche e private. Realizzato con scatolari dotati di nuove prese stradali e costituisce la base per la “gronda” di captazione.
5° Lotto – Completa il tracciato iniziato con il 4° lotto fino a via L. da Vinci. Prevede un’opera di presa trasversale su via Leonardo e una presa puntuale in via S. Pellico, collegata alla rete meteorica esistente, per chiudere definitivamente la rete a monte ed evitare afflussi verso la bassura di via Pastrengo. Completati tutti i lotti, la rete potrà deviare in altro bacino fino a 2–2,5 metri cubi al secondo alleggerendo in modo definitivo la pressione sulla rete storica e restituendo piena funzionalità ai collettori esistenti.”
– Quanto costano questi interventi e come sono finanziati?
“Abbiamo messo in fila finanziamenti certi, senza fare contabilità creativa, per coprire ogni lotto in modo chiaro e coordinato. Ecco il quadro:
1° Lotto già completato, costo 1.675.000 euro, di cui 200.000 euro a carico del Comune e il resto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
2° Lotto incarico di progettazione già affidato, importo 1.600.000 euro, parzialmente finanziato dalla Regione F.V.G. e la quota restante con fondi comunali.
3° Lotto in fase di esecuzione, importo 700.000 euro su fondi Protezione Civile – PNRR.
4° Lotto già completato 670.000 euro, quasi interamente finanziato dalla R egione F.V.G.
5° Lotto studio di fattibilità eseguito, importo previsto 850.000 euro da finanziare con fondi propri. Nuovo intervento via Pastrengo per sostituire parte delle condutture che portano verso il rio Paisa. Incarico affidato, 400.000 euro finanziati dalla Regione F.V.G. Questi numeri dicono una cosa: investire oggi dove serve significa evitare di spendere molto di più domani in emergenze, danni e riparazioni. Ogni euro è collegato a un’opera precisa, e ogni opera è parte di un disegno unico.”
– In che modo le opere di captazione si integrano con la rigenerazione del centro?
“I lavori nel sottosuolo e quelli in superficie sono due parti della stessa strategia. Prima mettiamo in sicurezza il centro dal rischio idraulico, poi rigeneriamo gli spazi pubblici in modo definitivo, senza rischiare di dover rifare lavori appena conclusi. La rete di captazione, una volta completati tutti i lotti, libererà la zona di via Pastrengo e del centro storico dalla
pressione idraulica, permettendo di intervenire in superficie con pavimentazioni drenanti, filari di alberi, nuovi arredi urbani, illuminazione efficiente e una Zona 30 per pedoni e ciclisti. In questo modo la rigenerazione urbana non sarà solo estetica, ma strutturale: piazze e vie non saranno semplicemente più belle, ma anche più sicure, fresche d’estate, accessibili e fruibili in ogni stagione. L’obiettivo è far sì che il sottosuolo e la superficie parlino la stessa lingua: protezione, qualità e vivibilità.”
– Cosa prevede la riqualificazione del centro di Fontanafredda?
“È un progetto che non si limita a rifare la piazza, ma ridisegna il cuore del paese per renderlo più bello, sicuro, verde e vivibile. È strutturato in 8 stralci funzionali, pensati per essere realizzati in sequenza e in coerenza con le opere di messa in sicurezza idraulica, così da intervenire una sola volta su ogni spazio e con risultati duraturi.
1° Lotto – Piazza e viale M. Grigoletti. Rifacimento completo delle pavimentazioni, con porfido e materiali drenanti, per dare un’immagine unitaria e di pregio. Creazione di spazi complanari e accessibili, pronti ad accogliere eventi e attività pubbliche. Ridisegno del parcheggio tra la proprietà parrocchiale e la Scuola dell’Infanzia “A. Zilli” con calcestruzzo. Nuove alberature coerenti con il contesto per ridurre l’isola di calore e illuminazione pubblica di qualità.
2° Lotto – Completamento piazza e parte del viale M. Grigoletti. Nuova pavimentazione, nuovi parcheggi e aree esterne dell’edificio comunale Ca’ Anselmi e della sede della Polizia Locale. Filari alberati come mitigazione visiva e ambientale della SP10. Spazi pensati per uso flessibile durante eventi.
3° Lotto – Via Pastrengo e parcheggio su Via Don Pietro Della Toffola. Nuova organizzazione del traffico con senso unico in uscita dal centro. Ridisegno del grande parcheggio con spazi alberati, aree inerbite e attrezzature urbane per trasformarlo in “stanza urbana” e non solo area di sosta.
4° Lotto – Viale M. Grigoletti (tratto ovest). Percorso ciclo-pedonale ombreggiato sul lato sud e nuove piantumazioni autoctone. Mantenimento e valorizzazione delle aree verdi e dei fossi esistenti.
5° Lotto – Rotatoria SS13. Nuovo nodo di ingresso al centro, per rallentare il traffico e rendere più sicuro l’accesso.
6° Lotto – Via L. da Vinci. Collegamento tra la piazza, il futuro parco urbano e le aree scolastiche. Percorso ciclo-pedonale verso via Don Pietro della Toffola.
7° Lotto – Via IV Novembre. Riqualificazione fino alla stazione ferroviaria, con parcheggio in calcestruzzo drenante e nuove alberature. Ampliamento del percorso ciclo-pedonale, migliorando l’accesso al nodo di interscambio. Un filo conduttore: pavimentazioni drenanti, verde e sicurezza. In ogni stralcio, la riduzione delle superfici impermeabili, l’inserimento di filari e gruppi di alberi autoctoni, e l’uso di materiali di qualità hanno lo stesso obiettivo: migliorare il microclima, favorire la mobilità dolce e restituire identità al centro di Fontanafredda.”

– A che punto siamo oggi?
“Abbiamo quasi concluso il primo lotto. Come ripeto è l’intervento più impegnativo per la complessità delle infrastrutture interrate che ci ha permesso di far luce sull’effettivo deflusso delle acque meteoriche. Intervento di 1.470.000,00 finanziato in parte dalla Regione F.V.G. e in parte da fondi propri. Siamo in fase di approvazione del progetto per la realizzazione del secondo lotto, circa 1.200.000 euro e già in fase di progettazione del quarto lotto per il quale abbiamo appena ricevuto 2.000.000,00 dalla Regione F.V.G.”
– Perché la stazione ferroviaria diventa centrale in questa visione?
“Come ha evidenziato lo studio dell’università di Venezia, avere una stazione ferroviaria oggi rappresenta un valore aggiunto per la collettività, perchè è un servizio importante ed è una porta di ingresso quotidiana per studenti, pendolari e visitatori.

È evidente che bisogna metterci mano come è altrettanto evidente che il futuro viale alberato e percorsi sicuri trasmetteranno un messaggio semplice: muoversi a piedi o in bici è salutare e piacevole. Così la città diventa più accessibile e lo spazio pubblico più vissuto. Rigenerare significa anche incentivare abitudini sane, non solo rifare marciapiedi”.
– Come verificherete l’efficacia delle opere?
“Con monitoraggi puntuali: dati sugli allagamenti, tempi di smaltimento dell’acqua, temperature nelle aree riqualificate. Saranno numeri concreti a misurare i risultati, non solo parole.”
– Il verde è spesso la prima vittima dei cantieri. Cosa cambierà su ombra e microclima?
“In questo caso sarà il contrario: i lavori porteranno più verde, non meno. Inseriremo filari di alberi coerenti con l’ambiente locale e superfici drenanti per ridurre l’isola di calore. Gli alberi non sono semplici elementi di arredo, ma vere e proprie infrastrutture climatiche: scegliamo specie resistenti alla siccità, con radici compatibili con i sottoservizi, così da offrire ombra vera e duratura senza danneggiare le reti sotterranee. Come indicato nello studio generale di fattibilità, realizzeremo una piantumazione importante nel grande parcheggio tra via Don Pietro della Toffola e via Pastrengo, e una nuova alberatura di piante autoctone lungo viale Grigoletti, come anche su via IV Novembre. Sarà un investimento in comfort urbano, qualità dell’aria e bellezza, destinato a durare nel tempo.”
– Qual è il legame con il nuovo Piano Regolatore?
“Il PRG è la guida che integra mobilità, ambiente, spazi pubblici e rigenerazione del costruito. Qui non facciamo lavori isolati: ogni intervento dialoga con una visione di medio-lungo periodo. Dal collettore alla Zona 30, dalla piazza ai percorsi per la stazione, ogni pezzo è parte di un unico disegno.”
– Molti vedono i cantieri e si lamentano. Cosa vuole dire ai cittadini?
“È legittimo esprimere opinioni e critiche, soprattutto se costruttive: ci aiutano a migliorare. Ma non possiamo trasformare ogni intervento in un’occasione di lamentela sterile. Un cantiere porta con sé transenne, polvere, deviazioni, rumori: lo so e lo capisco. Vi invito però a guardare oltre la transenna: quello che oggi è disagio, domani sarà sicurezza, vivibilità, verde. Ogni metro di collettore posato, ogni albero piantato, ogni pavimentazione drenante installata è un investimento che durerà decenni. Non stiamo “aggiustando” la città, la stiamo preparando per essere più sicura contro gli allagamenti, più verde d’estate, più comoda da vivere a piedi o in bici, più bella da frequentare. I cantieri sono un passaggio, non la destinazione. Se ci fermiamo al presente, perdiamo di vista il futuro che stiamo costruendo. Per questo chiedo a tutti di sentirsi parte di questo percorso: la Fontanafredda di domani sarà il risultato della pazienza e della fiducia che sappiamo avere oggi. La differenza tra mettere toppe e costruire bene è semplice: il primo serve a tirare avanti, il secondo serve a durare.





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