Deutschland über alles

di Alfredo Pasini

Dall’ingresso nell’Unione Europea ci siamo sentiti ripetere all’infinito che il debito pubblico italiano era il male dei mali contro cui tutta la UE si è battuta con energia degna di miglior causa; in particolare Germania e Francia hanno continuamente stigmatizzato l’entità del nostro debito pubblico, approvato leggi europee contrarie ai nostri legittimi interessi, precluso ogni iniziativa economica che a parer loro potesse incrementarlo, barato in modo evidente ed alla luce del sole. I criteri di calcolo del debito sono infatti sempre stati diversi per noi e per loro: a noi non è consentito di comprendere nel debito le banche del territorio, quelle che in Germania si chiamano Landbanks, alla Germania sì; nel calcolo del loro debito non sono compresi gli effetti delle pensioni sul lungo periodo, nel nostro si. A parità di criteri applicati il debito pubblico della Germania sarebbe superiore al nostro come dimostrato da alcuni articoli di autorevoli testate (Il Mattino, Corriereblog, Trend-online…) che guarda caso sono spariti dai radar di internet: sarà un problema di tutela della privacy tedesca immaginiamo… Per non parlare dei sostegni alle aziende pubbliche e/o private proibiti a noi, ma non a Germania e Francia.
Siamo in guerra economica con il resto dell’Europa da 20 anni, con il PIL reale in calo continuo e salari reali inferiori a quelli del 2000 che in Germania, Francia ed altri Paesi sono invece aumentati; abbiamo sofferto e soffriamo l’austerità che è costata la chiusura o il saccheggio di moltissime nostre aziende, l’impoverimento delle famiglie e la forte riduzione della sanità, e adesso, ancora una volta ed ancora peggio, a Germania, Francia e vari microstati il cui voto in sede UE conta come quello dell’Italia, viene consentito di fare ciò per cui noi siamo sempre stati additati come la zavorra dell’Europa. Dopo quattro anni di recessione, con l’industria a terra soprattutto per la suicida politica di aiuto all’Ukraina e di guerra alla Russia, e con il costo dell’energia quadruplicato, Germania, Bruxelles e tutti quelli che dal 2002 si sono accaniti contro di noi cambiano improvvisamente le regole per comperare armi con una spesa di 800 miliardi per la UE nel suo insieme e di 500 miliardi per la sola Germania.
Questa situazione non è solo colpa degli altri, è anche colpa della politica italiana che non ha mai preteso il rispetto dell’Italia anche usando il più potente dei pochi strumenti a disposizione: la non approvazione del bilancio Ue che deve essere approvato all’unanimità pena il blocco di tutti i finanziamenti a chiunque. Dove sono dunque dignità ed orgoglio della politica italiana?
Gli 800 miliardi di euro che la UE vuole dare all’industria delle armi andranno a pochi grandi gruppi, buona parte statunitensi, non alle piccole industrie ed all’artigianato che sono il vero sostegno dell’economia.
Ma come dichiarato pubblicamente in questi giorni, la UE prenderà i soldi del riarmo dal risparmio privato: saccheggerà i nostri risparmi ed i nostri conti correnti; non per la sanità e per le famiglie, ma per le armi.
E non si accontenterà di questo: con il paravento del risparmio energetico per contrastare il cambiamento climatico dovuto solo per il 5% alle attività antropiche, contrasto attuato solo dalla UE, ci toglieranno anche le nostre case sulle quali i venduti di Bruxelles e i più grandi gruppi finanziari stanno scatenando la tempesta perfetta.
Dopo aver distrutto la nostra economia e la nostra sanità e dopo aver impoverito le nostre famiglie adesso mettono le mani sui nostri risparmi, sulle nostre case e ci danno la guerra.
E’ ora di uscire dall’Unione Europea.
Delenda UE. 

 

 

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One Comment

  1. Fanny

    Condivido pienamente la convinzione che l’aspetto economico del conflitto rappresenti una tragedia immensa, pur non essendo né l’unico né il più devastante dei drammi a cui stiamo assistendo. Purtroppo le ripercussioni economiche sono solo una della conseguenze della pazzia che sembra oramai imperversare addirittura sulle piazze.

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