Esami attitudinali per i candidati ad amministrare la cosa pubblica

di Gianni Sartor

Vi siete mai chiesti perché per esercitare una professione di un certo livello sia necessaria una laurea specifica? Vi siete mai chiesti perché per guidare un’automobile sia obbligatorio conseguire la patente? Tutto normale vero? Ma sicuramente in pochi vi sarete domandati perché per amministrare un comune, una regione o per diventare Presidenti del Consiglio non sia necessario avere alcun titolo di studio o un requisito particolare. Eppure gli “eletti dal popolo” si ritrovano a decidere investimenti di milioni di euro prelevati dai poveri contribuenti e spesso e volentieri si ritrovano a prendere decisioni che andranno ad impattare sul futuro delle nuove generazioni. Se solo ci pensate un attimo, in teoria ed anche in pratica, affidereste i vostri risparmi a chi, solo perché ha preso le preferenze degli amici? Affidereste i vostri risparmi a chi non ha alcuna competenza amministrativa e magari non conosce le regole della finanza? Io credo di no. Però affidiamo la cosa pubblica a persone spesso sconosciute confidando nella buona sorte oppure, caso assai più frequente, disinteressandoci dei candidati che si propongono e delegando i partiti a scegliere o a subire candidature improponibili. La democrazia, pur essendo la migliore forma possibile di governo, tuttavia ha dei limiti che potrebbero essere superabili con dei correttivi di elementare applicazione. Cosi come esistono gli Albi Professionali per ciascuna categoria, allo stesso modo dovrebbero esistere degli elenchi delle persone candidabili che, al di la del casellario giudiziario immacolato, sostengano e superino un esame specifico per ogni ruolo elettivo al quale ci si candida. Non mi sembra una cosa scandalosa e credo che non sia corretto che personaggi a volte senza arte e ne parte, vadano a fare palestra con le risorse che i cittadini pagano per il funzionamento degli enti pubblici. Per qualsiasi professione pubblica o privata, vengono richieste delle competenze specifiche; nel privato ci sono i colloqui, nel pubblico i concorsi. Per gli aspiranti politici sono richieste solo le preferenze che in se e per se non dicono nulla e spesso sono originate dalle spese folli nelle campagne elettorali o dai prosecchi elargiti a fiumi. Parlando della mia esperienza, mi ero appena laureato in economia e commercio quando sono stato eletto in consiglio comunale, nonostante la mia poca esperienza in materia e sapendo di non sapere, mi trovavo assessori che facevano dichiarazioni quanto meno imbarazzanti e che a malapena sapevano articolare un ragionamento in un italiano mediamente corretto. Però avevano preso le preferenze. In questi casi, è logico che i cittadini trovino scandalosi gli stipendi dei politici che, oltre a generare scandalo, producono spesso pure danni alla società. Quindi, chi si vuole candidare a consigliere comunale, dovrebbe sostenere un esame che riguardi il suo ambito di azione, lo stesso dicasi per assessori, sindaci, consiglieri regionali, ministri e tutte le cariche elettive. Fatto ciò, magari il cittadino medio non si scandalizzerebbe più per gli stipendi dei politici perché in tal caso sarebbero giustificati da competenze specifiche comprovate come in tutte le altre professioni. Ovunque si guardi, l’epoca dei dilettanti allo sbaraglio è finita, resiste solo in politica.

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

Religione e Stato di diritto

2 Comments

  1. Andrea Mauro

    Sono d’accordo che bisogna avere un minimo di conoscenza per saper decidere. Se non l’hanno fatto fin’ora vuol dire che per rubare legalmente non serve nessun esame. In ogni caso superato l’esame non basta essere bravi, bisogna essere migliori. Quindi, il primo esame che fari supera è l’esame di coscienza.

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