Fabrizio Martinis e il battesimo del fuoco: sette giovani scoprono il rally

Tre giornate di formazione – due di teoria a Brugnera e una pratica sui tornanti di Ampezzo – nate dalla collaborazione tra il pilota pordenonese, Andrea Pezzato di Eliplay, la scuderia MRC Sport di Brugnera e il Team Colonna 

a cura di Fanny Piccoli

Il rombo del motore che sale dai tornanti della Carnia, il casco allacciato, le cinture strette sul torace e, davanti agli occhi, una curva da affrontare per la prima volta in vita propria. Per sette giovanissimi, sabato 23 maggio ad Ampezzo non è stato un fine settimana qualunque: è stato il battesimo nel mondo del rally vero, quello fatto di passione, disciplina e rispetto delle regole.

L’iniziativa porta la firma del pilota pordenonese Fabrizio Martinis e di Andrea Pezzato di Eliplay — realtà specializzata in riprese aeree e copertura elicotteristica delle gare — con il supporto della scuderia MRC Sport di Brugnera e del Team Colonna di Luigi Dapieve e Flavia De Stefani per la parte tecnico-motoristica. Un progetto con un intento preciso: dimostrare che velocità e adrenalina appartengono alle strade chiuse, non alle bravate urbane.

Il percorso è partito lontano dalle curve. Due sessioni teoriche nella sede di Eliplay a Brugnera hanno aperto il programma, concentrate sui regolamenti sportivi e sulle procedure di sicurezza. Valentina Boi, navigatrice e moglie di Fabrizio — sui rally dell’MRC Sport occupa abitualmente il sedile di destra — ha curato la parte regolamentare. A rafforzare la didattica è intervenuto anche Stefano Lovisa, presidente del Knife Racing, scuderia che organizza il Rally Piancavallo.

Poi è arrivato l’asfalto. Ottenute le autorizzazioni comunali, è stato chiuso al traffico un tratto di circa due chilometri e mezzo ad Ampezzo: una speciale a tutti gli effetti. La mattinata è servita per studiare il tracciato a fianco di Martinis, a bordo della Renault Clio stradale di ultima generazione fornita da Autonord Fioretto: traiettorie, punti di frenata, ogni insidia del percorso. “Sono saliti in macchina con me e ho spiegato loro la strada – racconta Martinis. Ho chiesto fin da subito che guardassero e pensassero bene a quello che stavano per fare, perché avevano in mano tante responsabilità.”

Guanti, casco e via

Nel pomeriggio è arrivato il momento per cui erano lì. I sette hanno indossato casco e guanti, allacciato le cinture e si sono messi al volante della Renault Clio da competizione del team PR2, con Martinis sul sedile di destra a guidarli curva dopo curva. L’emozione del debutto si leggeva sui loro volti, ma dentro l’abitacolo è prevalsa la concentrazione. “Stare a destra fa sempre un certo effetto ed è quasi imbarazzante – ammette il pilota – ma i ragazzi sono stati straordinariamente diligenti e attenti. Non volevano fare danni e hanno ascoltato ogni consiglio. In questi giorni si è parlato tanto di scorribande e corse selvagge in centro a Pordenone: ecco, questi allievi sono l’esatto contrario. Sono giovani concentrati, bravi e con una passione sana.”

A supportare i giovani lungo il percorso si sono uniti anche Paolo Carnelutti, navigatore di lungo corso della Carnia, e il pilota Gianpaolo Bori, che insieme agli allievi del corso navigatori di Gemona hanno condiviso segreti e consigli del mestiere.

La giornata si è chiusa nella piazza centrale di Ampezzo con un piccolo buffet e un saluto al paese, dove la vicesindaca Erika Benedetti, assieme a Martinis, ha consegnato a ciascun partecipante l’attestato ufficiale. Tra sorrisi e brindisi, i sette hanno già chiesto a gran voce una seconda edizione.

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