Il noto dentista pordenonese parte da Erfoud con la scuderia MRC Sport di Brugnera: 2500 chilometri tra dune e rocce per prepararsi all’appuntamento più leggendario del rally raid mondiale
di Fanny Piccoli

Il deserto chiama e il motorismo pordenonese risponde con un progetto ambizioso che unisce professionalità e passione per l’off-road. Riflettori accesi su Federico Buttò, noto dentista pordenonese, che questo weekend darà ufficialmente il via alla sua scalata verso la leggendaria Dakar Classic 2027.
Il primo banco di prova è il Maroc Challenge 2026, una delle competizioni di regolarità più selettive del panorama internazionale, in programma dal 27 marzo al 4 aprile tra le insidie del Nord Africa. Un appuntamento atteso, preparato nei dettagli, che segna l’inizio ufficiale di un percorso biennale.
La sfida con la scuderia MRC Sport

Buttò scenderà in campo difendendo i colori della scuderia MRC Sport di Brugnera, una realtà che continua a portare il nome della Destra Tagliamento sui palcoscenici dei grandi rally raid. La partecipazione al Maroc Challenge non è una scelta casuale: la gara è considerata propedeutica per chi punta all’Arabia Saudita, poiché richiede una gestione millimetrica delle medie orarie e una capacità di navigazione fuori dal comune. Elementi che, tra le dune, contano ben più della velocità pura.
Per affrontare i circa 2500 chilometri del percorso, con base logistica a Erfoud, il pilota pordenonese si affiderà al suo Mitsubishi Pajero DID 3.2 in configurazione T1. Si tratta dello stesso mezzo che sarà protagonista alla Dakar del prossimo anno: portarlo in gara oggi significa costruire quel feeling con il veicolo che, in competizioni di questo livello, fa spesso la differenza. Al suo fianco, nel ruolo cruciale di navigatrice, siederà Gabriella Ascenzo, pronta a misurarsi con le insidie del Marocco in un sodalizio tecnico focalizzato sulla massima precisione.
Un percorso estremo tra sabbia e rocce

Il tracciato si preannuncia durissimo, con tappe giornaliere comprese tra i 300 e i 400 chilometri su un terreno che non smette mai di cambiare volto: piste sterrate veloci, tratti rocciosi e le grandi dune del deserto meridionale, dove un errore di navigazione si paga immediatamente in penalità. In questo contesto, la precisione strumentale è l’unico strumento per il successo.
A rendere la spedizione ancora più significativa per il territorio pordenonese sarà la presenza di un secondo equipaggio, formato da Giulia Buttò e Matteo Grassotto, a testimonianza di una passione motoristica che continua a mettere radici in provincia. Per Federico Buttò e per la scuderia di Brugnera, il countdown è terminato: il sogno Dakar passa per la polvere e la sabbia del Marocco.
L’intera comunità pordenonese e gli appassionati della scuderia MRC Sport seguiranno con attenzione l’evolversi delle tappe, sostenendo un’impresa che porta l’eccellenza del territorio oltre i confini europei. Per Federico Buttò e il suo team, il traguardo di Erfoud sarà solo il primo passo di una lunga e affascinante corsa verso la leggenda della Dakar.




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