A Casarsa Della Delizia, da oltre un secolo, la famiglia Francescut lavora il marmo artigianalmente, coniugando tradizione e innovazione tecnologica
a cura della Redazione

Il marmo, materiale che meglio degli altri rappresenta una bellezza capace di resistere alle offese del tempo, ha dominato la scena architettonica e scultorea per millenni, elevandosi a simbolo di nobiltà e prestigio. La sua storia come pietra da costruzione è un viaggio affascinante attraverso civiltà e culture, un racconto intessuto di arte, ingegneria e tensione verso il sacro. Già le antiche civiltà dell’Egitto e della Mesopotamia lo trovarono ideale per erigere i più importanti edifici pubblici ed i templi religiosi.
Dal Pantheon di Roma al Partenone di Atene al Taj Mahal nell’India settentrionale, i più importanti edifici della storia dell’uomo furono costruiti in marmo, un materiale che ha anche dominato, e domina ancora, l’arte funeraria. Quale altro materiale può infatti, come il marmo, dare corpo eterno a ciò che il cuore rifiuta di perdere? Diventare marmista non è dunque un mestiere come gli altri; è farsi carico di un’arte che affonda le sue radici nei secoli, ma è anche confrontarsi con le sfide di un mercato dove le opportunità, più che colte, vanno costruite. La storia della ditta Francescut Marmi, situata nella Zona Industriale di Casarsa, risale a più di un secolo fa, negli anni convulsi che seguirono la Prima Guerra Mondiale, quando l’unico imperativo era ricominciare. Angelo Francescut aveva solo 14 anni, pochi per gli standard attuali, ma sufficienti allora per contribuire al bilancio familiare come posatore di manufatti in cemento. Le pressanti necessità del momento non impedirono al giovane Angelo di guardare oltre, di investire nel futuro. Da posatore divenne un produttore in proprio di materiali in cemento, aprendosi a nuove possibilità e nuovi materiali, come il marmo, di cui iniziò a esplorare le possibilità realizzative come artista e scultore. A continuare l’opera del padre furono, nel 1968, i due figli, Franco e Augusto, che dovettero farsi carico delle sfide produttive e di mercato di un paese caratterizzato da instabilità economica e sociale. Era un periodo di profonda ristrutturazione delle politiche aziendali, quando i progressi tecnologici non riuscivano ancora a tenere il passo della diversificazione della domanda proveniente da un mondo, quello dell’edilizia soprattutto, in rapida evoluzione. Nonostante ciò, non era possibile rinunciare a nicchie di mercato se non si voleva mandare in rosso i conti. “Si pensava in grande, ma si lavorava in piccolo, a quei tempi – ricorda Francesco, il figlio di Franco, che ha raccolto l’eredità del padre – le commesse non mancavano, non c’erano computer, solo mani esperte, occhi abituati al dettaglio e un sapere tramandato a voce e a gesti.” L’evoluzione dell’attività ha seguito l’evoluzione della società: “Il marmo”, sottolinea Francesco, “è una pietra viva: risponde solo a chi lo sa ascoltare.”
Oggi, racconta Francesco, la vera sfida è restare artigiano in un mondo che corre veloce. “Un ricorso massiccio alla tecnologia è inevitabile se si vuole rimanere nel mercato”, sottolinea Francesco, “vista la difficoltà nel reperimento della manodopera, sempre meno attratta dalle opportunità occupazionali offerte dal mondo dell’artigianato, ma anche per corrispondere alle esigenze di un mercato che vuole in tempi rapidi, rapidissimi, soluzioni personalizzate.” “Una cosa che la nostra ditta non fa più è la produzione in serie”, aggiunge Michela Francescut, sorella di Francesco, che si occupa della parte amministrativa e del front office. “In questo senso, la nostra ditta rimane ancora artigiana, anche se deve produrre volumi industriali se vuole sopravvivere. La nostra ditta ha infatti a che fare, più che con clienti in quanto semplici destinatari di un servizio, con persone con le loro storie, esigenze, desideri cui dare una forma, una soluzione in termini di prodotto finito.” Tra chi si rivolge a Francescut Marmi, racconta Michela, vi è l’architetto in cerca di un rivestimento in marmo che possa costituire un valore aggiunto in termini di estetica a un ingresso in una casa signorile, un sacerdote che intende ripristinare una fonte battesimale ai suoi antichi splendori, come un’azienda di cucine che ordina una serie di piani di cucina in modo tale da coniugare estetica e funzionalità, un connubio sempre più difficile da ottenere. “A nessuno Francescut Marmi ha detto di no”, assicura Michela. “Anzi, abbiamo imparato ad anticipare il cliente.” A questo proposito, Michela evidenzia un aspetto su cui sempre di più Francescut Marmi investe: il futuro. Nel sempre più delicato equilibrio tra estetica e funzionalità, ad esempio, questa azienda è riuscita a realizzare cucine in cui la piastra a induzione è incorporata nel piano cottura, rimanendo invisibile, pur mantenendo intatta la sua funzionalità. In un’altra recente realizzazione, l’estetica è al servizio della funzionalità, come nei sistemi componibili per l’arredo giardino, resi particolarmente resistenti agli agenti atmosferici da un rivestimento di marmo. Un settore in cui Francescut Marmi vanta una consolidata tradizione è l’arte funeraria. “Ogni lapide che realizzo è un ultimo saluto scritto sulla pietra, una promessa di memoria, una sfida alla transitorietà della vita, perché, a volte, una pietra può dire ciò che il cuore non riesce ancora a pronunciare”, ricorda Michela. “È con questa filosofia che l’azienda si dedica alla creazione di opere che non sono semplici manufatti, ma veri e propri tributi alla vita e al ricordo, realizzati nel dialogo tra committente ed impresa, o, meglio, tra chi soffre il dolore del distacco e noi che cerchiamo di comprendere come esprimere nel marmo il loro lutto. Sotto questo aspetto, la flessibilità offerta dalla strumentazione tecnologica, la nostra esperienza e innanzitutto la nostra passione, ci consentono di realizzare opere funerarie in cui si condensano cura artigianale e rispetto profondo e che raccontano storie di vita, amore e ricordi attraverso la bellezza e la durabilità della pietra.” Un altro settore dove Francescut Marmi eccelle è l’arredo giardino. “Vogliamo che il giardino rappresenti realmente un’estensione degli spazi abitativi, trasformando ogni angolo esterno in un ambiente di comfort e stile, da vivere in ogni stagione”, afferma a questo proposito Michela. “Qui abbiamo predisposto soluzioni che si integrano in ogni spazio, con possibilità di personalizzazione praticamente illimitate”, specifica Michela. “Molta strada è stata fatta, ma il futuro rimane ricco di sorprese. Abbiamo acquisito mercati, know-how e capacità produttive”, conclude Francesco, “ma forse la nostra vera forza è la memoria di chi ha iniziato tutto questo, il nonno Angelo, che, ancora ragazzo, un secolo fa non si è mai arreso alle circostanze, tra polvere di marmo e con le mani sporche di lavoro.”






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