Frecce Tricolori, parla il Comandante Franco Paolo Marocco (Il video)

C’è un legame storico e affettivo che lega la Pattuglia Acrobatica Nazionale al Friuli Venezia Giulia, che qui ha il suo quartier generale fin dalla fondazione nel 1961

di Piergiorgio Grizzo
Foto e video di Carlo Sam

Ma quanto sarebbe bello se le forze armate, anche quelle di Paesi tra loro ostili, risolvessero le loro controversie sfidandosi in gare di abilità e virtuosismo? Un po’ come fanno le Frecce Tricolori, che, anche nello scorso weekend, durante il quale è stato celebrato il sessantacinquesimo anniversario dalla loro fondazione, hanno amichevolmente affrontato sui cieli di Rivolto le pattuglie acrobatiche degli altri Paesi invitati alla kermesse: Francia, Svizzera e Turchia, risultando – almeno agli occhi di uno spettatore laico e forse un po’ di parte come il sottoscritto – nettamente superiori. Per questo la Pattuglia Acrobatica Nazionale è simpatica anche a chi non sopporta tutto ciò che anche lontanamente odora di armi e guerra. Perché le Frecce Tricolori non mitragliano e non sganciano bombe, ma sono l’emblema di un’Italia che sa esportare nel mondo un’immagine bella e pulita. L’immagine di un Paese che sa essere anche efficiente e tecnologicamente evoluto, dotato di uomini e donne che lavorano con abilità, professionalità e passione. Un vero e proprio simbolo identitario, di cui andare fieri, per l’Italia e anche e soprattutto per il Friuli Venezia Giulia, dove la PAN ha il suo quartier generale fin dalla fondazione nel 1961. È stato un vero piacere, quindi, scambiare due chiacchiere con il Comandante, il tenente colonnello Franco Paolo Marocco, colui che delle Frecce Tricolori è il leader, il portavoce e il frontman.

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