Giro delle malghe Cansiglio-Cavallo, un must di ogni estate (Il video)

Un lungo ballatoio che taglia trasversalmente le nostre prealpi. Un’Arcadia di malghe e pascoli affacciata sulla pianura

a cura della Redazione

Uno dei luoghi del cuore di tanti pordenonesi è la dorsale del Cansiglio, la strada che parte dal passo della Crosetta, nel territorio di Caneva, e arriva a Piancavallo, attraverso un lungo teorema di malghe e pascoli. In un’ora di auto dal centro di Pordenone si arriva su questo lungo ballatoio che taglia trasversalmente le nostre prealpi. In mezzo alle nuvole, con lo scampanio degli animali al pascolo, che fa da morbido e costante sottofondo, ci si trova in questa Arcadia affacciata sulla pianura, dove, in giornate di cielo terso, l’occhio può spaziare fino alla laguna di Venezia e la mente è libera di divagare. Nei tre mesi estivi, quando gli armenti sono al pascolo e le malghe sono aperte ci si può rifornire di ottimi prodotti caseari dal formaggio, al burro, allo yogurt alle ricotte, di mucca o di capra.

Oppure rifocillarsi in una delle malghe che solitamente offrono servizio di ristoro con una cucina fatta di prodotti fatti in casa. Si potrà vedere e toccare con mano il mondo della montificazione, un’arte antichissima, per completare questo piccolo viaggio sospeso: nello spazio e nel tempo.
L’itinerario è percorribile quasi sempre anche in macchina, ma è preferibile affrontarlo a piedi o meglio ancora in mountain bike, mezzo ideale per un percorso che sui pedali può impegnarti per mezza giornata, tappe incluse. Ma questi luoghi, che in estate rigogliano, sono altrettanto suggestivi anche in inverno, con la neve, assolutamente meritori di una bella passeggiata sulle ciaspole.
Volendo si può allungare il viaggio attraverso la Val Caltea fino a Barcis e al suo lago, degna conclusione di una gita memorabile. Ne parleremo diffusamente nei prossimi numeri.

Malga Fossa di Sarone
Malga Fossa di Sarone in versione invernale

Il Friuli è una terra strana, forse unica. In mezz’ora passi da una pianura di superstrade e capannoni industriali a luoghi, che sembrano sospesi nel tempo. E’ come trovare un varco ed entrare in una dimensione parallela, un mondo ancestrale che una carta velina separa dal nostro quotidiano. Alle volte credo che la differenza tra luoghi celeberrimi come la Camargue, le Highlands della Scozia o la Pustka ungherese e i nostri magredi, le nostre valli, i nostri laghi e torrenti sia solo questione di marketing.

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