Di fronte a migliaia di spettatori tra i viottoli del centro storico di Erto ogni anno si perpetua I Cagnudei, la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo
a cura di Piergiorgio Grizzo. foto credits Massimo Chiaranda
Si è perpetuata la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo di Erto, i Cagnudei, come la chiamano gli stessi ertani. Un nome di etimo incerto, come incerta è l’origine di questa gigantesca opera lirica, che coinvolge un intero paese: uomini, donne, bambini, anziani, molti a camminare scalzi sui ciottoli del centro storico anche in giornate di pioggia e nevischio, tutti orgogliosamente coinvolti in un rito collettivo che è puro spirito di appartenenza e condivisione. Secondo la tradizione orale del paese della Val Vajont, tutto risalirebbe a un ex voto fatto dai suoi abitanti nel 1630 per essere stati risparmiati dalla peste, la stessa raccontata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, che per un triennio funestò l’Italia settentrionale.
Erto fu miracolosamente salvato da quel flagello, mentre i paesi vicini e soprattutto la pianura padano-veneta ne furono tragicamente colpiti. Il contagio arrivò a lambire persino il Cadore lungo la valle del Piave, proveniente dai territori veneziani, che erano fortemente contagiati. Il paese, in alto, sopra la valle, era inaccessibile e isolato, per cui poco esposto al contagio. I Cagnudei, nella sua secolare storia, non si è celebrata solo in due occasioni: dopo il disastro del Vajont per quattro anni e nel 2020 e 2021, gli anni del Covid. Nel 2022 c’è stata la ripartenza, un po’ in sordina; successivamente la tradizione ha ripreso in pieno il suo vigore e migliaia di spettatori hanno affollato i viottoli della vecchia Erto per assistere allo spettacolo offerto da un centinaio di figuranti (in una comunità che non raggiunge le 400 anime). La giornata inizia, come consuetudine, con la processione religiosa dalla chiesa di San Bartolomeo, davanti alla quale viene inscenato il quadro vivente dell’Ultima Cena. Poi, con l’arrivo del buio, comincia il rullo dei tamburi e alla luce delle fiaccole il rito di questa laica Via Crucis si ripete, come avviene da secoli.





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