“I figli di Mirian”, la storia del Friuli e d’Italia in una grande saga familiare

Un intreccio di storie vere, di persone comuni, che attraversano per 7 secoli la grande Storia, nell’ultimo libro di Danilo Narduzzi. Presentazione il 12 febbraio a Morsano al Tagliamento
a cura della Redazione

Sará presentato Mercoledì 12 febbraio, ore 20.30, nella Sala del Tabar nel Municipio di Morsano al Tagliamento “I figli di Mirian”(In.edit Edizioni, Castel San Pietro Terme, Bologna; Pag. 334), ultima fatica letteraria di Danilo Narduzzi, giá consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, ora tornato alla sua professione di insegnante di italiano e storia.
Il libro é una storia vera che attraversa i secoli e due continenti, raccontata con il registro del romanzo storico. Il capostipite, Ser Mainarduccio da Sacco, popolano benestante dall’origine incerta e misteriosa, acquista nel 1325 un’ampia di terra chiamato Prato in Valle di Mirian, ai piedi del colle di San Daniele, nel Patriarcato di Aquileia, la Patria del Friuli.
Da quel giorno i discendenti di Mainarduccio finiscono risucchiati dal turbinio della storia: la peste e il terremoto del 1348, la guerra tra Venezia e il Patriarcato, i massacri dei predoni turchi, il sangue versato e le ribellioni del giovedì grasso del 1511, e così via.
Un albero genealogico raccontato attraverso la vita di giovani dame e crociati pacifisti a Gerusalemme, esecuzioni e torture, storie di artisti, di sante e di streghe, miracoli, figli illegittimi e meravigliosi amori proibiti. Poi con l’arrivo della modernità, gli orrori delle guerre napoleoniche, il Risorgimento, l’emigrazione in America in cerca di fortuna, la corsa all’oro del Klondike, la Seconda guerra mondiale e il dopoguerra. Sessantatré capitoli, sessantatré storie di vita vera e vissuta.
Un viaggio nel tempo che accarezza la storia del Friuli, dell’Italia e (seguendo gli emigranti friulani) nell’America selvaggia del primo ‘900; vista attraverso la vita e gli amori dei suoi protagonisti.
Un racconto lungo le vite di alcune famiglie legate tra loro per sangue ed affetti e di quello che ci girò intorno, a rappresentare il viaggio meraviglioso e necessario che gli italiani hanno dovuto affrontare, dai tempi più remoti, per poter resistere ed esistere. Per poter far sì che fossimo ancora qui, oggi.
Narduzzi, 61 anni, due figli, nato e residente a Pordenone, aldilá della carriera politica per la quale é noto, é da sempre un appassionato di storia locale e genealogia, laureato in storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il romanzo è ordinabile nelle migliori librerie della città di Pordenone, su Amazon e sulle principali piattaforme digitali nazionali.
“I figli di Mirian” è il frutto di quasi quattro anni di ricerca d’archivio, scrittura e revisione. I personaggi sono tutti realmente esistiti e le loro storie accadute e documentate.
Ma come è nata l’idea di scrivere un libro del genere? Lo abbiamo chiesto direttamente all’autore. “Passando le giornate alla ricerca di genealogie, documenti e storie locali negli archivi e biblioteche di Udine e San Daniele – racconta Narduzzi – tra quelle carte ingiallite e corrose dal tempo, pian piano emergevano le storia di vite vere, vissute, di donne e uomini con amori, speranze, gioie e tragedie. Persone di cui restavano ormai solo semplici nomi, date, trascrizioni. Spesso vergate dalla mano malferma di un vecchio parroco o di un notaio.
La storia ufficiale del Friuli (la peste e i terremoti, i turchi, il massacro del giovedì grasso del 1511, le guerre di Napoleone e del Risorgimento, l’emigrazione, la Prima e Seconda guerra mondiale ndr), quella storia fatta dai grandi e dai potenti, vista invece attraverso gli occhi di queste “persone normali” che pure l’avevano davvero vissuta sulla loro pelle, era tutta davanti a me. Bisognava solo lasciarli parlare. Era una sensazione di straordinaria empatia. La sera, dopo aver passato tutto il giorno in archivio, rientravo finalmente a casa e immaginavo di invitarli a sedersi a tavola con me. Loro così, con semplicità mi raccontavano le loro storie…così come io le ho raccontate a voi”.

 

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