Fotografo e viaggiatore, Davide Bortuzzo fa la spola tra le montagne del Friuli e il Grande Nord a cavallo del Circolo Polare Artico, sempre…Into the wild
di Piergiorgio Grizzo
Fotografo e viaggiatore. Davide Bortuzzo é un uomo fortunato. Ha trasformato la passione di quando era ragazzino in una professione che gli da da vivere. Fortunato, ma anche, ovviamente, coraggioso e determinato, perché, si sa, non esistono successi che arrivano gratis a questo mondo.
Classe 1983, originario di Tauriano di Spilimbergo, possiamo definirlo uno story teller per immagini: viaggia e racconta attraverso l’obbiettivo della sua reflex, dalle montagne dietro casa al Grande Nord a cavallo del Circolo Polare Artico, che é la sua terra di elezione, con qualche divagazione ogni tanto verso latitudini piú miti.
“In realtá la mia prima passione, quella che mi folgoró all’etá di 5 anni, é stata l’astronomia. Da lí qualche anno dopo iniziai a fotografare le stellate notturne, in maniera sempre piú seria e con macchine sempre piú professionali”.
Finché in una notte di tregenda del 2014, sotto un diluvio pazzesco, si fa convincere da un gruppo di amici a salire sul monte Pizzoc, in Cansiglio, perché a loro dire lassú non piove e il cielo é terso. “Non ci volevo credere, ma alla fine partii in auto da Tauriano sotto una pioggia torrenziale. Arrivato sulla vetta, sbucai sopra le nuvole, il cielo era di una limpidezza incredibile. Scattai un sacco di foto e una di queste fu per una settimana la cover dell’edizione online della rivista del National Geographic.
Un’altra, dal titolo Aria pura nelle notti di montagna, vinse un concorso indetto da un’azienda trevigiana, che produce filtri per depurare l’aria. Il premio era un viaggio in Islanda accompagnando Stefano Guindani, notissimo fotografo glamour, che era stato presidente di giuria e che doveva realizzare un reportage sull’isola. E lí arrivó un’altra folgorazione, quella per il Grande Nord”.
Da allora Bortu, come lo chiamano gli amici, ha viaggiato in lungo e in largo a quelle latitudini: tutta la Lapponia scandinava, le isole Far Oer, le Swalbard, la Groenlandia e l’Islanda a tappeto. Nel frattempo si é specializzato in fotografia notturna sulle montagne del Friuli: Matajur, laghi di Fusine, Tenchia, Zoncolan, Pramosio, Valinis, Piancavallo e Val Tramontina.

Nel 2017 lascia il suo lavoro a tempo indeterminato per dedicarsi anima e corpo alla fotografia. Quasi contemporaneamente inizia ad organizzare viaggi che contengono al loro interno work shop di fotografia, con destinazione preferita il Grande Nord, a caccia di paesaggi da fiaba e di aurore boreali. “Faccio mediamente 10 viaggi all’anno a scavalco del Circolo Polare Artico – continua – da settembre a marzo, che sono i mesi piú bui, l’aurora boreale si vede quasi sempre. Io l’ho vista e fotografata centinaia di volte. La piú bella? Indimenticabile fu quella che fotografai nel gennaio 2016 ad Andenes in Norvegia: aveva la forma di un angelo”. 
Davide, insomma, fa la spola tra l’Artico e le montagne della sua terra di origine. “Credo che dal punto di vista della fotografia naturalistica il Friuli Venezia Giulia sia tra le cinque regioni piú interessanti d’Italia e quindi tra le primissime nel mondo. La mia personale classifica recita: Toscana, Val d’Aosta, Puglia, FVG e Abruzzo”.
“La nostra regione ha due grossi vantaggi: la varietá di paesaggi e la presenza di molti posti vergini. I miei posti del cuore? Per la fotografia notturna in assoluto Valinis: siamo giá a mille metri quindi l’inquinamento luminoso é giá accettabile; é esposto a sud quindi verso la via Lattea, mentre dall’altra parte nel buio completo si puó comodamente vedere la Stella Polare. Altri posti interessanti sono la dorsale Cansiglio – Cavallo, la Val Zemola e la zona del Pradut a Claut. Per le foto diurne c’é l’imbarazzo della scelta: il sentiero del Dint a Barcis, la vecchia strada della Valcellina, la Valcimoliana”.
Per l’estate di quest’anno sono giá in programma diversi work shop tra Friuli e Veneto. E sul versante viaggi? “Io e la mia compagna andremo a visitare le isole Shetland in Scozia”. I progetti a lungo termine? “Una bella spedizione in Antartide”. Insomma dal profondo Nord al profondo Sud…




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