Il museo della Guerra Fredda a Pordenone, un’idea in stand by

Un’esposizione permanente e una serie di itinerari tematici sparsi sul territorio. Giorgio Zanin: “Sarebbe anche un risarcimento morale per quello che il nostro territorio ha dovuto sopportare in quegli anni”

di Piergiorgio Grizzo

Da un convegno tenutosi a Pordenone nell’ormai lontano 2014 era nata l’idea di costituire un museo permanente sul tema della Guerra Fredda. Il progetto si era concretizzato in una proposta di legge, presentata in Parlamento a firma di Giorgio Zanin, all’epoca deputato, che aveva riscosso il parere favorevole sia dell’allora ministro della difesa, Roberta Pinotti, che di quello della cultura, Dario Franceschini. Poi non se ne fece più nulla, mancando la necessaria copertura finanziaria.
Nel frattempo all’idea, tuttora buona e meritoria di attenzione ancorche’ in stand by – aveva lavorato un comitato, composto dallo stesso Zanin, da Moreno Baccichet, Guglielmo Cevolin, Arturo Pellizzon, Antonio Zanella e Stefano Tessadori.

Giorgio Zanin
Giorgio Zanin

“Il progetto di massima – spiega Zanin – prevede un’esposizione museale permanente e una serie di itinerari tematici sparsi sul territorio regionale, quindi una sorta di museo diffuso. Nella prima troverebbero spazio documenti, fotografie ed una cospicua parte multimediale. Si potrebbero coinvolgere molte realtà del territorio come il Craf di Spilimbergo, con il suo vastissimo archivio iconografico, o l’università di scienze e tecnologie multimediali di Pordenone”.
La location? “Nell’area della caserma Mittica di Pordenone ci sono alcuni stabili, peraltro di pregevole architettura, anche se oggi lasciati in stato di abbandono, che potrebbero costituire la sede ideale del museo”.
I percorsi tematici potrebbero interessare due diversi aspetti del turismo: quello legato a coloro che hanno effettuato il loro servizio militare in Friuli e che quindi vorrebbero tornare sui luoghi dove vissero nell’anno di naja, oppure quello legato agli studiosi ed appassionati dell’argomento Guerra Fredda, che sono numerosi in Italia come in molte altre parti d’Europa.

Veduta aerea dell'area della caserma "Mittica" in via Montereale a Pordenone
Veduta aerea dell’area della caserma “Mittica” in via Montereale a Pordenone

“Pordenone è la città degli eventi, ma non può vantare ad oggi una grande esposizione permanente – continua Zanin – credo che un museo di questa portata potrebbe avere per la nostra città ricadute simili a quelle che il Museo della Grande Guerra e il Mart hanno per una realtá come Rovereto, in Trentino”.
“Sarebbe il giusto risarcimento morale per quello che il nostro territorio ha dovuto sopportare per diversi decenni in termini di vincoli e restrizioni dovuti alle servitù militari – conclude Zanin – e oltretutto un bel modo di riqualificare parte di quell’immenso patrimonio oggi dismesso. Un altro tema già colpevolmente fatto cadere nel dimenticatoio”.

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