La Galleria Sagittaria del Centro Iniziative Culturali Pordenone ospita la rassegna grafica europea della donazione “La roggia”
a cura di Giancarlo Pauletto
Diversi e importanti sono i motivi d’interesse della rassegna ora aperta presso la Galleria Sagittaria del Centro Iniziative Culturali
Pordenone, intitolata:Grafica europea dalla donazione “la roggia”. Si comprende in primo luogo che si tratta appunto di una donazione: sono oltre quattrocento, infatti, “le voci d’inventario” che identificano l’archivio grafico della galleria pordenonese “la roggia”, che ha operato in città dal 1970 al 2020. Archivio che è stato recentemente donato alla Fondazione Concordia Sette la quale, come si sa,
dal 2010 custodisce e ripropone – in mostre specificamente tagliate – le oltre duemila opere d’arte che costituiscono il suo patrimonio, proveniente da donazioni di artisti, collezionisti e privati nel corso della ormai sessantennale attività della Galleria Sagittaria, che si aprì il 26 febbraio del 1966 per volontà di don Luciano Padovese,indimenticato direttore per moltissimi anni dell’istituzione pordenonese universalmente nota come “Casa dello Studente”. Abbiamo detto che la galleria “la roggia” ha operato in città, e infatti sono quasi seicento le manifestazioni organizzate a Pordenone, ma bisogna aggiungere che più di duecento – essa e l’Associazione che l’ha sostenuta – ne ha organizzate in altre località della nostra Regione, e poi in tante altre regioni d’Italia, da sud a nord: e quasi un centinaio, inoltre, sono stati gli impegni di collaborazione e scambi culturali con altri paesi d’Europa. Si comprende dunque il grande interesse che in qualunque appassionato d’arte può suscitare l’archivio di cui si parla, determinato non solo dalla presenza, ovvia, di artisti di Pordenone e della Regione, ma altrettanto per quella di tanti artisti di altre regioni italiane, e inoltre per quella di parecchi artisti europei certamente poco noti al nostro pubblico, ma proprio per questo ancora più importanti in un’ottica d’apertura all’Europa, non da oggi sempre più necessaria. L’attuale mostra non può, ovviamente, rendere conto di tutto, sia per ragioni di spazio come per ragioni di ordine critico: i tagli possibili all’interno dei materiali presenti erano più d’uno, ma niente vieta che, in futuro, altre esplorazioni vengano condotte; in questa occasione si è scelta una discriminante vorremmo dire nobilmente “tradizionale”: opere grafiche apparentate dall’essere, tutte, testimonianze di tecniche di stampa molto note: acquaforte, acquatinta, puntasecca, xilografia, litografia, serigrafia, con la presenza anche di disegni e acquerelli originali, e un paio di lavori su tela esponibili comunque in pannello sottovetro. Ne viene l’altra grande ragione d’interesse di questa esposizione, quella determinata dalla qualità estetica, l’ultima a venir ricordata ma certamente la prima per importanza, dato che stiamo parlando d’arte. Sono più di trenta gli autori, italiani e di altre nazioni europee, testimoniati, qualcuno magari con una sola opera, qualcuno anche con tre o più opere, in rapporto sia alla presenza numerica delle tavole in questione, sia alla loro dimensione; qui è possibile solo un cenno alla tensione tra il fantastico, il fiabesco e il metafisico di Tutta, Mc Cord, Golija, de Marinis, Simione,Tito; ai mitologemi di Avsenik e all’esoterico di Mikeska; allo spaziare tra ironico e giocoso di Ghelli, Casciello, Donzelli, Zevola, Persico, D’Adda, Ferraro, Santorossi; al lirismo purificato di Spacal, Gonzales,Dimovski, Vecchiet; ai diversi toni informel di Fermariello, Coppola, Avila, Epifani; al vario segnare e presentarsi di Scagnetti e di Axmann, di Maraniello e di Orac; al libero colore di Zambanini, alla preziosità di Thomakakis, alla costruttività di Chersicla, al dinamismo segnico di Mirella Brugnerotto, alla raffinatezza di Capone. Infine un grande ringraziamento va doverosamente fatto a chi ha voluto questa donazione, i due determinanti protagonisti di tutta la vicenda de “la roggia”: Giovanna Lisa, presidente dell’Associazione omonima, e Enzo Di Grazia,purtroppo scomparso da qualche mese: anima critica delle tantissime iniziative pordenonesi,italiane ed europee.





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