Italiani voltagabbana?

di Alfredo Pasini

Il risultato del referendum sulla giustizia non può essere letto come una bocciatura del governo per il semplice fatto che la riforma della giustizia è contenuta nel programma elettorale di Giorgia Meloni e del centrodestra che gli italiani hanno votato a larga maggioranza nel 2022. Sono semmai questi, gli italiani, che si sono comportati da voltagabbana votando di fatto la riforma alle elezioni e bocciandola poi con un referendum di dubbia legittimità per le modalità con cui è stato ammesso sotto la spinta della sinistra. Quella stessa sinistra che prima delle elezioni del 2022 aveva proposto una legge di riforma della giustizia pressocché identica basata proprio sulla separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. Ciò pone subito una domanda: è più in malafede la sinistra o si sono fatti più infinocchiare gli italiani che hanno votato NO sotto il terrorismo mediatico scatenato dai media che ancora oggi sono in larga misura in mano alla sinistra e sotto la sua influenza? Già, perché non v’è chi non veda che arbitro e squadre in campo devono essere completamente indipendenti, che non deve mai verificarsi che l’arbitro decida facendosi suggerire le proprie decisioni da una delle due squadre o che un giocatore possa diventare arbitro e poi magari tornare giocatore. La separazione delle carriere era fortemente auspicata dallo stesso Giovanni Falcone, martire, monumento e faro della Giustizia vera.
In ogni caso il referendum ha fatto esprimere gli italiani su una delle tante parti del programma del centrodestra, non su tutto il programma elettorale o su una parte maggioritaria di esso, quindi la giravolta degli italiani non può minimamente mettere in discussione la continuazione delle attività del governo, il quale, pur con comprensibile delusione e rammarico, il giorno dopo avrebbe dovuto riprendere il proprio lavoro senza alcun condizionamento di alcun tipo.
No, le vere motivazioni delle fibrillazioni sono sicuramente altre, ed esistevano già prima del referendum.
Su gestione degli scontri politici e comunicazione questo centrodestra ha comunque ampi margini di miglioramento.

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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One Comment

  1. Carlo Sam

    Aggiungerei una domanda: non è che molti elettori hanno votato no alla riforma, semplicemente perché, pur ritenendo l’obiettivo giusto, hanno reputato che lo svolgimento del tema non fosse quello corretto, ovvero hanno ritenuto che la riforma proposta non andasse nella direzione auspicata?

    Si può essere a favore della separazione delle carriere, ma aver votato no al referendum.

    Spesso il come conta anche più del cosa.

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