di Gianni Sartor
Tutti siamo a conoscenza del malvezzo del popolo italiano che tende per natura a saltare le code. Allora si sono inventati i numeretti al supermercato ed i numeri e le lettere agli uffici postali. Benvenuti allora all’epico scontro dell’estate: “Battaglia Navale alle Poste”! Qui, nel campo di battaglia più affollato d’Italia, ogni cittadino è un audace capitano, armato di poca pazienza e perfida determinazione, pronto a fronteggiare le sfide quotidiane del nostro sistema postale. Immaginate la scena: una fila interminabile di avventurieri della burocrazia, ognuno con il proprio numero in mano e una busta di aspettative. Ma attenzione! Qui, i temuti “saltatori di coda”, quei valorosi individui che, con la stessa eleganza di un incrociatore, si insinuano nelle file altrui, ignari dell’onore e della dignità degli altri, difficilmente trovano soddisfazione. Le poste, quel regno incantato dove le lettere danzano sui tavoli e i pacchi si moltiplicano come conigli, diventano il campo di battaglia perfetto dove l’attesa si conclude con un urlo liberatorio: “affondata”!. I saltatori di coda, armati di sguardi furtivi e false aspettative, affollano le retrovie, cercano comunque di avvantaggiarsi accampando le scuse più fantasiose. E così, le code diventano un gioco alquanto surreale: “P10, A2, B31” potrebbero essere la replica di un colpo in Battaglia Navale, mentre il fiero condottiero con il numero 27 si lamenta silenziosamente della sua sorte, osservando il nemico avanzare con la faccia impassibile, come se il giro di boa non avesse mai avuto inizio. I veri maestri di questo sport sono coloro che, senza alcun pudore, riescono a passare davanti a chi attende pazientemente il proprio turno accampando le scuse più improbabili tipo, “devo chiedere solo un’informazione”. Basta un movimento strategico, un sorriso disarmante, e il prossimo a subire il colpo fatale sarà il malcapitato con l’aria vittoriosa ma l’anima stanca. Eccolo, il guerriero della fila, in quella battaglia postale, che con un numero agguerrito in mano esegue attacchi a sorpresa, aggravando la frustrazione degli onesti combattenti. In questo teatro di guerra, la pazienza diventa un’arte dimenticata. Il primo capitano mollerà la presa e sarà costretto a soccombere all’assalto del temerario saltatore, il quale, come un vero ninja, si ritirerà rapidamente nel suo rifugio, con l’aria di chi ha conquistato un tesoro inestimabile (magari una raccomandata!). Quindi, se mai vi troverete in fila alle poste centrali di Pordenone e sentirete un certo odore di battaglia nell’aria, ricordate: non è solo una questione di attesa, ma un vero e proprio “gioco senza frontiere” e saltatori di coda, dove l’unico vero vincitore sembra essere sempre chi ha il coraggio e la capacità di infrangere regole sempre più complicate. In mezzo a tutte queste strategie, dipendenti stressati che faticano a mantenere la calma per evidenti problemi di comprensione con utenti che utilizzano la lingua italiana come un optional ed intasano gli uffici con le richieste più fantasiose ed estemporanee.




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