La grande rotatoria, un’attesa lunga trent’anni divenuta realtà

Sicurezza, efficienza e arte: la nuova identità della Statale 13 a Porcia. Il sindaco Marco Sartini: “C’é la percezione che il traffico sia diminuito. In realtà i numeri sono rimasti invariati: è la capacità della nuova infrastruttura di assorbire e smaltire i flussi a fare la differenza”

a cura della Redazione

Sabato 17 gennaio 2026 la comunità di Porcia si è ritrovata per l’inaugurazione della grande rotatoria sulla SS13,alla presenza di autorità civili e militari, associazioni e tanti cittadini. Un momento solenne e partecipato che ha segnato la conclusione di un percorso atteso da oltre trent’anni.

L’opera, voluta e realizzata dall’Amministrazione guidata dal Sindaco arch. Marco Sartini, rappresenta un passaggio fondamentale per la sicurezza stradale, la fluidità del traffico comunale e intercomunale e il miglioramento della qualità ambientale.

Una veduta zenitale della nuova rotatoria sulla statale Pontebbana a Porcia

Non si tratta soltanto di una nuova infrastruttura viaria, ma di un intervento strategico capace di rafforzare la mobilità su scala locale, regionale e interregionale, contribuendo allo sviluppo e alla vivibilità del territorio. “Ogni inaugurazione pubblica – spiega il Sindaco Sartini – è un momento importante, perché testimonia in modo concreto l’utilizzo responsabile delle risorse pubbliche. Questa, però, ha assunto un valore ancora più significativo: per tre decenni cittadini e utenti della strada hanno atteso una soluzione a uno snodo critico che quotidianamente metteva a dura prova la viabilità”. L’incrocio a cinque bracci confluenti registrava tempi di attraversamento che, in alcune fasce orarie, superavano i dieci minuti. Un nodo attraversato mediamente da 25 mila veicoli al giorno, con picchi fino a 35 mila il venerdì, in occasione dei rientri verso il Veneto orientale e il Friuli occidentale. I residenti di Porcia rappresentano una quota minima rispetto al volume complessivo dei transiti: questa rotatoria, infatti, è un’opera che offre risposte a due territori e a un bacino di mobilità ben più ampio dei confini comunali. L’intervento ha reso l’attraversamento più veloce, più semplice e più sicuro: un’espressione che riassume l’impatto concreto dell’opera sulla vita quotidiana di migliaia di persone.
La storia progettuale affonda le radici alla fine degli anni ‘90: quando emergono le prime proposte della Provincia di Pordenone; nel 2001 l’ipotesi di una rotatoria entra nel dibattito del Consiglio comunale di Porcia.
Nel marzo 2003 ANAS cede al Comune il diritto di proprietà del tratto della SS13, comprensivo degli oneri di manutenzione e delle attività connesse alla gestione. Da allora si sono susseguite analisi, studi e confronti, fino all’avvio concreto del progetto di fattibilità nel maggio 2021. I lavori si sono conclusi nel dicembre 2025: quattro anni e sette mesi, meno di cinque anni complessivi per progettare, finanziare e realizzare un’opera molto complessa. Il costo totale ammonta a 2,4 milioni di euro: 1,4 milioni finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, 600 mila euro provenienti dall’ex UTI e 100 mila euro stanziati dal Comune, a cui si aggiungono circa 300 mila euro per i lavori sulla rete acquedottistica. Ciò che oggi appare in superficie è solo una parte dell’intervento. Meno della metà del lavoro realizzato è visibile: sono state demolite due unità abitative, rifatta tutta la rete idrica e gli scarichi, riposizionati fasci di cavi interrati sul posto nel corso degli ultimi cinquant’anni e intubato un tratto del canale Brentella del Consorzio Cellina Meduna, che scorre sotto l’area della rotatoria. Il canale Brentella nasce alla fine del Quattrocento per volontà del Doge Barbarigo, come grande opera idraulica per il trasporto del legname dalla Val Cellina alla pianura in anni particolarmente rigidi in cui persino la laguna di Venezia ghicciava. Realizzato in pochi mesi per oltre 26 chilometri, collega San Leonardo Valcellina a Rorai Piccolo ed è tuttora funzionante, esempio di ingegno tecnico e visione strategica del territorio. “Il cantiere stradale – sottolinea il Sindaco Sartini – è durato undici mesi, senza mai interrompere il traffico: un risultato significativo, accompagnato da zero incidenti stradali e zero infortuni sul lavoro. Un merito che va riconosciuto all’impresa Coletto di San Biagio di Callalta, ai lavoratori, al direttore di cantiere e ai responsabili della sicurezza, che hanno operato con professionalità e attenzione costante.Dal 17 dicembre l’infrastruttura è pienamente operativa e molti cittadini hanno la percezione che il traffico sia diminuito. In realtà i numeri sono rimasti invariati: è la capacità della rotatoria di assorbire e smaltire rapidamente i flussi a fare la differenza”.
L’opera si colloca ai massimi livelli di servizio secondo gli standard internazionali, garantendo leggibilità degli spazi, riduzione dei tempi di percorrenza, maggiore sicurezza e minori
emissioni inquinanti. Nel 2023 è stato installato anche un sensore per il rilevamento delle polveri sottili, che consentirà di monitorare nel tempo gli effetti dell’intervento sulla qualità dell’aria. La rotatoria è stata concepita nella sua forma più semplice ed efficace: un grande anello centrale, il più ampio possibile, con ingressi e uscite laterali e corsie dedicate per le svolte a destra, così da evitare l’impegno dell’anello rotatorio quando non necessario.
Per realizzarla è stato necessario acquisire alcune proprietà private, un passaggio che ha richiesto tempo ma ha consentito di ottenere una soluzione funzionale e definitiva. Ad arricchire l’infrastruttura sono state collocate opere artistiche di forte valore simbolico. Al centro della rotatoria trova spazio l’Uroboro, donato da Electrolux, il cui stabilimento di Porcia è il più grande al mondo per la produzione di lavatrici. L’idea nasce nell’aprile 2025, durante un sopralluogo in cantiere, e si trasforma rapidamente in un “progetto nel progetto”, che coinvolge progettisti, direzione lavori e realtà produttive del territorio. L’Uroboro è un simbolo antichissimo che rappresenta il tempo ciclico, il movimento perpetuo e la rigenerazione continua. L’installazione, ideata dagli artisti Simone Ostan e Mauro Peloso, è composta da tre anelli metallici per oltre 7 metri di diametro e 5 di altezza, rivestiti da 960 elementi ricavati dallo sfrido circolare prodotto dallo stampaggio degli oblò delle lavatrici. Uno scarto industriale che diventa materia d’arte, in un dialogo tra sostenibilità, industria e comunità. Dopo una prima esposizione al Mudec di Milano in occasione del Fuorisalone, l’opera ha trovato la sua collocazione definitiva a Porcia, integrandosi in uno spazio di attraversamento quotidiano.
Completano l’intervento due stele musive realizzate con la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, pensate per segnalare l’ingresso in città e rafforzare l’identità visiva del luogo.
La grande rotatoria della SS13 non è soltanto un’infrastruttura viaria: è un’opera pubblica che unisce sicurezza, efficienza, memoria storica, arte e sostenibilità. Un segno concreto di
programmazione, visione e capacità amministrativa, che restituisce ai cittadini un nodo finalmente risolto e apre una nuova stagione di mobilità più sicura e moderna per Porcia e per l’intero territorio.

Il taglio del nastro lo scorso 17 gennaio

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