La guerra non rende nè al fisco nè ai cittadini

Una cinica riflessioni su costi – benefici delle guerre per la nostra già agonizzante economia

di Renato Della Ragione

Le entrate tributarie (imposte e tasse) costituiscono circa il 90% del bilancio dello Stato.
Quando si introduce una nuova “imposta o tassa” (sono cose diverse ma non sottilizziamo, le chiameremo tutte TASSE anche se impreciso) si dovrebbe calcolare l’introito NETTO.
Ad una nuova tassa corrisponde una maggiore entrata su un capitolo, ma inevitabilmente minori entrate su altri capitoli.
Nuova tassa = meno spesa. I cittadini hanno meno soldi, i minori consumi comportano un calo delle entrate tributarie. Se l’aumento del gettito per la nuova tassa è superiore al calo del gettito dovuto dalla diminuzione dei consumi il saldo è positivo (per l’erario). Altrimenti meglio lasciar perdere.
Insomma un cane che si morde la coda, soprattutto quando i nostri burocrati sbagliano i calcoli o addirittura non li fanno.
Vi ricordate il superbollo sulle auto di grossa cilindrata introdotto dal genio di Monti ? Bene questa nuova tassa ha causato un danno all’erario pari a 500.000.000 di € ! (danni all’indotto, mancata IVA sul nuovo e sulle manutenzioni, mancato introito del bollo perché i cittadini si sono liberati dei mezzi ecc.).
Purtroppo molto spesso questi calcoli non si fanno.
E con le guerre come siamo messi ?
Da un lato abbiamo l’industria delle armi che genera profitti ed occupazione e quindi entrate tributarie, ma dall’altro abbiamo le sanzioni che impediscono alle nostre industrie di esportare in certi paesi e di conseguenza una contrazione dell’economia e delle entrate tributarie.
Il calcolo del costo – beneficio lo hanno fatto ? Quanto è costata ai nostri cittadini la guerra (intendo gli embarghi e le sanzioni) contro la Russia? Forse l’Ucraina ci sta compensando in qualche modo? Gli americani si prendono le loro terre rare …. E noi i profughi. Inoltre per aiutarli abbiamo revocato i dazi sulle importazioni di grano dall’Ucraina, con il risultato di far scendere il prezzo italiano costringendo i nostri produttori alla fame.
E ora vorrebbero sanzionare anche Israele, a che pro? Non sarebbe meglio sanzionare il Qatar che è la reale causa di quanto sta succedendo? L’Onu potrebbe requisire il petrolio di questi emiri che fomentano il terrorismo e utilizzarlo per risarcire le popolazioni civili …..perche non lo fanno ? Forse per le generose bustarelle qatariote che hanno scoperto a Bruxelles? O ve le siete dimenticate?
Vi ricordate chi è rimasto con il cerino in mano quando la Francia ha attaccato la Libia ? A noi, come sempre.
I francesi (e soci) ci hanno lasciato i clandestini per fregarsi il petrolio (che una volta era della nostra ENI).
In buona sostanza, uno Stato che si rispetti, prima di appoggiare questo o quel regime, questa o quella guerra, dovrebbe farsi due “conti” e chiedersi : cosa, anzi, quanto ci guadagnano i suoi cittadini ?
Sarà anche cinismo, ma è sempre meglio dell’ipocrisia. Pensiamo prima agli Italiani, a quelli che non arrivano a fine mese, a quelli a cui hanno rubato la casa, a quelli che non possono difendersi dai ladri altrimenti rischiano la galera (mentre al ladro danno la pensione per infortunio sul lavoro).
Ispiriamoci alle procedure di sicurezza degli aerei: PRIMA INDOSSATE LA MASCHERA DELL’OSSIGENO e solamente DOPO AIUTATE GLI ALTRI AD INDOSSARLA.
Tutti gli Stati del mondo hanno un tornaconto in una guerra, tranne noi a quanto pare.
Noi semplici cittadini ci scandalizziamo per i danni collaterali, ma contro i veri responsabili (la lobby mondiale delle armi, della farmaceutica e della finanza) facciamo il Ponzio Pilato, come abbiamo fatto per le baby pensioni … tanto il conto arriverà ai nostri figli e nipoti, perché in fondo … i soldi delle “tasse” mica sono nostri …

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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