La guerra russo-ucraina ad un bivio. E anche l’umanità

di Gianni Sartor

Einstein disse: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si farà con pietre e bastoni”. Non credo servano commenti ad una frase del genere. Pure io sono convinto che, nel caso sciagurato di una guerra nucleare, la vita nel pianeta prevarrà sulla nostra follia e ripartirà un nuovo ciclo, con o senza il genere umano. Chissà quante volte è già successo. Invece di sciogliere la NATO dopo il crollo del muro di Berlino, essa si è progressivamente allargata ad Est avvicinandosi sempre più pericolosamente alla Russia e questa azione è stata vista come una provocazione da parte dei nuovi padroni del Cremlino. Berlusconi, da grande commerciale quale era, sono sicuro avesse in mente di portare i russi all’interno dell’Unione Europea e ci stava riuscendo se non fosse che questo andava contro gli interessi americani che, da dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono abituati a trattare i paesi europei, salvo forse la Gran Bretagna, come dei vassalli sciocchi da telecomandare. Se avessimo avuto la possibilità di curare i nostri interessi, avremmo avuto la convenienza ad agganciare la Russia al treno europeo acquistando gas ed energia a condizioni vantaggiose anziché acquistare dagli Stati Uniti il gas liquido trasportato via mare per poi rigassificarlo. Avremmo avuto tutto l’interesse di attivare ingenti scambi commerciali con un’economia in pieno sviluppo dopo 70 anni di comunismo, invece di sanzionare un sistema economico che delle nostre sanzioni nemmeno si accorge. E questo, il tanto vituperato Berlusconi lo aveva capito subito, per tale motivo aveva intessuto rapporti personali con Putin e costruito un’amicizia senza precedenti. Nel 1954, per celebrare “i 300 anni di amicizia tra Ucraina e Russia” , l’U.R.S.S. decise di regalare” la Crimea all’Ucraina, togliendola alla Federazione. Tutto ciò all’interno dell’Unione Sovietica, durante la presidenza di Nikita Sergeevič Chruščëv che si dice abbia fatto questo regalo dopo una colossale sbornia di vodka durante la sua visita a Kiev. Gran parte della regione orientale dell’Ucraina parla la lingua Russa e si sente russa, di conseguenza, essendo stata discriminata dai tempi dell’indipendenza nel 1991 ed addirittura bombardata dal 2014 dal nuovo regime per ucrainizzare i territori russofoni, è evidente che questi abitanti si rivolgano alla vera madre patria per trovare sostegno. E così è stato. L’invasione di uno stato sovrano è sempre un evento esecrabile, però è necessario capire perché si è verificato e soprattutto ragionare su chi non ha fatto nulla per evitare il conflitto ed anzi, lo ha nei fatti favorito. Ora ci troviamo in una situazione nella quale la Russia sta ottenendo quello che voleva, il Presidente ucraino chiede la pace ma non intende rinunciare ad un metro quadro del suo territorio. L’Europa agisce in ordine sparso, ma soprattutto scarso, continuando a gettare soldi in armamenti e continuando a sostenere il Beppe Grillo ucraino. Come uscirne? Pace adesso significherebbe per la Russia, interrompere all’ottantacinquesimo una partita di calcio che sta vincendo 5-0. L’unico modo per uscirne è quello di cedere dei territori e chiedere garanzie di sicurezza per il futuro della Repubblica Ucraina. Per i sapientoni europei, questo significherebbe legittimare la violenza, mentre le diplomazie dovrebbero innanzitutto cercare di capire quanti morti l’opinione pubblica ed i due governi sono disposti a sopportare e quindi individuare un corretto compromesso.

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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One Comment

  1. Fernanda Tiveron

    Gianni Sartor, senza perifrasi, dice . tout court, pane al pane e vino al vino rendendo comprensibile quello che il politichese ingarbuglia con propaganda sempre di parte. Applauso

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