Le epigoni di Artemisia Gentileschi chiedono spazio

di Gianni Sartor

La tradizione biblica ci ha insegnato che Dio avrebbe creato prima Adamo e poi Eva da una sua costola. Questa ricostruzione non ha una logica perché è la donna che fa nascere maschi e femmine quindi, contestando la versione biblica, sarebbe più logico che Dio avesse staccato una costola ad Eva per creare Adamo richiamando così anche il dolore del parto. Invece l’insegnamento biblico ricorda che il dolore del parto derivi dal peccato originale. Ecco da dove nasce l’ipocrisia della presunta superiorità maschile nei confronti della donna. Non esiste una superiorità di un sesso rispetto all’altro, ma semmai esiste una complementarietà.
Ogni prevaricazione, in un senso e nell’altro è pura violenza, questa si di genere. Chi è che nel Paradiso terrestre si lascia tentare dal famigerato serpente? La donna ovviamente. Questo per rimarcare il secondo concetto di presunta inferiorità e debolezza che ci siamo trascinati dalla notte dei tempi. Debole invece è il maschio che, invece di essere orgoglioso della propria donna se ha più successo o se guadagna più di lui, entra in un vortice di frustrazioni che generano risentimento e senso di inadeguatezza.
Le donne sono state abituate da sempre: dalla famiglia, dalle religioni, dalla società antica e moderna. Qualche mosca bianca c’è sempre stata: mi viene in mente ad esempio la pittrice Artemisia Gentileschi, nata nel 1583, pittrice di scuola caravaggesca, che contro tutto e contro tutti si impose come valente artista quasi che la pittura fosse una prerogativa solo maschile. Per fortuna ma soprattutto per determinazione, poi ne sono seguite molte altre, tra le più significative Marie Curie, Madre Teresa, Margaret Thatcher, la Regina Elisabetta, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e molte altre ancora come Indira Ghandi e perché no, Tina Anselmi e Nilde Iotti. Non cito Giorgia Meloni perché è presto per valutarla. Piano piano, ma con molte difficoltà e soprattutto senza sgomitare alla maniera dei maschi irruenti, le donne si stanno prendendo lo spazio che meritano nella società e non vengono più viste come delle semplici colf destinate alla continuazione della specie.
E’ di questi giorni la notizia che una nota azienda di Udine abbia assunto quattro donne con mansioni di saldatrici di precisioni e tornitrici, attività queste che venivano tollerate solo nei periodi bellici quando i maschi stavano al fronte. Ben vengano questi esempi ed i maschi presunti “Alpha” si mettano il cuore in pace perché una donna che cerca la sua strada, non può essere picchiata, umiliata ed ammazzata solo perché esercita il suo libero arbitrio. Se vogliamo trovare una pecca alle donne, è la loro mancanza di “sapere fare squadra”, quel sano cameratismo maschile da caserma, che ormai, con la fine della leva obbligatoria, pure i maschi stanno perdendo per strada. Lasciatele andare se non siete in grado di gestire un normale rapporto sano e se sentite la necessità di sfogare i vostri istinti primordiali, esistono le bambole gonfiabili che hanno il “pregio” di essere sempre disponibili e di non lamentarsi mai.

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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