L’esercito “arcobaleno” in Ucraina agli ordini del generale Figliuolo

di Gianni Sartor

E’ di questi giorni la notizia che la sedicente e non eletta Commissaria Europea Von Der Leyen voglia costituire un esercito europeo per difenderci da un nemico che i burocrati di Bruxelles si sono costruiti in laboratorio. Quali mirabolanti novità ci proporrà la signora all’insegna del politicamente corretto? Un esercito di tridosati di genere indefinito e magari comandati dal generale Figliuolo? Sessualmente fluidi e generati da genitore 1 e genitore 2? Si svilupperanno carri armati ad alimentazione ibrida o elettrica? Si useranno bombe con sviluppo di fumi non inquinanti e rispettosi dell’ambiente? Con il nuovo esercito europeo combatteremo un giorno in meno e staremo in spiaggia un giorno in più? Il programma della Von Der Lyen per questa follia, prevede una spesa di 800 miliardi in 4 anni, naturalmente tutti fuori dal patto di stabilità mentre la sanità va a puttane, il lavoro viene decentrato e le bollette raddoppiano. Hanno passato gli ultimi anni a provocare Putin allargando la Nato, circondandolo di postazioni missilistiche per compiacere gli americani ed oggi che è arrivato il castigamatti alla Casa Bianca, gli “europazzi” si trovano spiazzati e vorrebbero mostrare i muscoli senza frequentare le palestre. Intanto questa follia ci ha portato ad acquistare il gas liquido dagli americani costringendoci a rigassificarlo con costi di trasporto via nave esorbitanti. Sono state erogate sanzioni economiche che, secondo il “genio economista” Mario Draghi avrebbero dovuto mettere in ginocchio la Russia ed invece l’hanno spinta tra le braccia dell’India e della Cina creando un equilibrio mondiale contrario agli interessi dell’occidente. Trump se ne è accorto ed è corso ai ripari cercando di spezzare questo asse salvaguardando gli interessi americani e stabilendo che il vero “nemico economico” non è la Russia, ma la Cina. In mezzo al guado resta l’insipiente l’Europa e l’inconsistente Zelensky. La questione ucraina andrebbe analizzata riascoltando le interviste a Giulietto Chiesa quando nel 2014 denunciava gli attacchi indiscriminati degli ucraini alle popolazioni russofone del Donbass, quando veramente esistevano in Ucraina dei gruppi di ispirazione nazista che operavano al di fuori di qualsiasi regola internazionale. Putin sicuramente non è uno stinco di Santo, ma definirlo un nazista come improvvidamente ha fatto Mattarella è un insulto fuori luogo e fuori da ogni contesto storico. Berlusconi ancora una volta aveva capito tutto in anticipo. Ci era quasi riuscito a portare la Russia nell’Unione Europea, ma ovviamente questo non faceva comodo agli americani, agli inglesi, ai tedeschi ed ai francesi. Berlusconi aveva un approccio commerciale e non politico, esattamente come Trump. Berlusconi vedeva Putin come un cliente e soprattutto come un fornitore, quindi era riuscito ad affascinare il suo interlocutore prima di tutto prediligendo il rapporto umano. Oggi l’Europa si trova in un pasticcio senza precedenti. Mollata dagli americani, con una Russia ostile e con un ricattatore che recita la parte della vittima dopo che i suoi predecessori hanno fatto di tutto per provocare lo scontro. Americani “diversi” compresi. Un dilemma che va risolto al più presto evitando di impegnare risorse in armamenti “ecologici” che in caso di armageddon, per citare De Gregori, tanto caro alla sinistra guerrafondaia: “In questa notte storica senza lapilli e senza lava, tirano certe bombe che sembrano dei giocattoli che ammazzano le persone e risparmiano gli scoiattoli”. Quanto ci mancano De Gasperi, Monnet, Shuman e Spinelli…

(Sotto: un ormai famoso meme diffuso su Facebook)

 

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