La luce che illumina il mondo e protegge la nostra salute

La fotobiomodulazione, una pratica antica oggi sempre più oggetto di studi e applicazioni

a cura della Redazione, la modella nella foto è Vanessa Zeneli

La luce, fonte primaria di energia per la vita, svolge un ruolo cruciale non solo nel mantenimento dell’ambiente, ma anche nel benessere e nella salute dell’essere umano. Tra i vari tipi di luce, la luce rossa, la luce infrarossa e i raggi UV sono oggetto di numerosi studi per le loro applicazioni terapeutiche. Queste forme di luce non visibili a occhio nudo influenzano processi fisiologici essenziali e, se correttamente utilizzate, possono diventare strumenti efficaci per il miglioramento della salute. La pratica di usare la luce come cura, nota come elioterapia (dal greco “hèlios”, sole), è stata documentata in molte civiltà antiche, tra cui Egizi, Greci, Romani e culture dell’India e della Cina.

L’esposizione alla luce ultravioletta (UV) e alla luce rossa infrarossa (IR) può avere diversi benefici per la salute e il benessere, se usata in modo appropriato. “La luce ultravioletta è una parte dello spettro solare con lunghezze d’onda che variano tra i 100 e i 400 nanometri – spiega Mirka Dorigo, naturopata del Centro Aureo di Maniago – Anche se l’esposizione eccessiva alla luce UV può essere dannosa, una quantità moderata ha diversi effetti positivi. Il beneficio più conosciuto dell’esposizione alla luce UV-B è la stimolazione della produzione di vitamina D nella pelle. La vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa, il sistema immunitario e la regolazione dell’umore. Per contro, bassi livelli sono associati a malattie cardiovascolari, diabete, depressione e una serie di altri disturbi. L’esposizione alla luce solare e alla luce UV è associata a un miglioramento dell’umore, in quanto può aumentare la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore legato al benessere e alla riduzione dello stress. Inoltre, la terapia UV-B è utilizzata per trattare malattie della pelle come psoriasi, eczema, acne, vitiligine. Regola altresì il ritmo circadiano: la luce UV, parte della luce naturale, aiuta a regolare il ciclo sonno-veglia, migliorando la qualità del sonno e l’energia durante il giorno. L’esposizione ai raggi UV-A stimola la produzione di ossido nitrico nella pelle, un composto che ha diversi benefici, tra cui la vasodilatazione, ossia la capacità di dilatare i vasi sanguigni, migliorando il flusso sanguigno e riducendo la pressione arteriosa; c’è poi una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari”.

“La luce UV – continua Dorigo – stimola la produzione di melanina, il pigmento naturale della pelle, che non solo fornisce l’abbronzatura, ma aiuta anche a proteggere la pelle stessa dai danni futuri. Un’esposizione moderata ai raggi UV può quindi migliorare la tolleranza della pelle all’esposizione al sole, sebbene l’uso di protezione solare rimanga fondamentale. Tornando all’importanza della vitamina D, prodotta dalla luce UV-B, buoni livelli riducono il rischio di malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e il diabete di tipo 1”.

“Anche la luce rossa e infrarossa (in particolare la vicino-infrarossa, o NIR) offre diversi benefici per la salute cardiovascolare, dalla riduzione della pressione sanguigna e dell’infiammazione vascolare, all’aumento della produzione di ossido nitrico e alla protezione contro lo stress ossidativo. Questi effetti combinati contribuiscono a migliorare la funzione cardiaca e la circolazione, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e supportando il recupero da eventi cardiaci. Inoltre è una terapia non invasiva ed efficace per il trattamento di diverse forme di dolore, tra cui dolore muscolare, tendineo, articolare, neuropatico, infiammatorio, cronico e acuto. Ha poi un potente impatto positivo sulla salute cellulare, agendo direttamente sui mitocondri per aumentare la produzione di energia (ATP) e ridurre lo stress ossidativo. Questo contribuisce alla guarigione più rapida, alla riduzione dell’infiammazione e alla protezione delle cellule dai danni a lungo termine. Questi effetti sono cruciali non solo per il trattamento di problemi legati al dolore e alle infiammazioni, ma anche per la rigenerazione cellulare e la prevenzione dell’invecchiamento precoce. Il risultato complessivo è una sensazione di benessere più profonda, con una migliore gestione delle emozioni e una maggiore stabilità psicologica”.

“In conclusione, grazie alla sua capacità di stimolare il recupero cellulare, migliorare la circolazione e ridurre l’infiammazione, la fotobiomodulazione rappresenta una strategia preventiva naturale e non invasiva per promuovere un benessere globale”.

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