Luci a led, risparmio in bolletta ma a quale prezzo?

Il dottor Paolo Baron: “La completa eliminazione dei raggi ultravioletti potrebbe comportare delle conseguenze, quali la mancata o ridotta produzione della vitamina D”.

a cura di Marianna Maiorino

Che la luce naturale emanata dal sole sia un toccasana è cosa nota, come altrettanto noto è che alcuni accorgimenti devono essere sempre adottati, per esempio non esporsi nelle ore di punta o non fissare il sole con gli occhi senza filtri. Ma oltre alla luce naturale ormai siamo sempre più circondati anche da luci artificiali che a loro volta possono incidere sulla nostra salute perché la luce, tutta, è energia elettromagnetica che viene assorbita dal nostro corpo e ogni frequenza, ogni vibrazione emessa, se non rispetta determinati limiti è capace di produrre delle reazioni nel nostro corpo. Detto ciò, da diversi anni si parla anche dei possibili effetti nocivi della luce emanata dagli schermi di telefoni cellulari, tablet e computer, televisori, dai puntatori luminosi, dai telecomandi; luce che spesso è quella cosiddetta a LED, acronimo di Light-Emitting-Diodes, diodo a emissione luminosa, un componente elettronico che quando viene a contatto con la corrente genera una luce brillante e intensa priva di raggi infrarossi e UV. Il pregio di questa luce, che possiamo dire ormai sta illuminando case, giardini, e strade di tutto il mondo in misura sempre maggiore, è che è efficiente e permette grandi risparmi sulle bollette. Ma non mancano i timori per la salute. Ad esempio l’Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare, Ambientale e Occupazionale, ha sottolineato la tossicità della luce blu emanata dai LED sulla retina e le conseguenze che questa avrebbe sui ritmi biologici umani; sul disturbo del sonno dovuto all’esposizione alla luce blu di sera o di notte, in particolare attraverso gli schermi e soprattutto per i bambini. Ciò è dovuto alle caratteristiche tecnologiche dei LED, che consentono di emettere una luce a lunghezza d’onda più corta, nota come “blu-ricca”. Anche l’Associazione Utenti e Consumatori (Aduc) conferma quanto sopra e ritiene anche che “queste particolari lampade debbano essere usate solo professionalmente e in condizioni che permettano la sicurezza dei lavoratori”. L’Unione europea nel sito https://health.ec.europa.eu/scientificcommittees/easy-read-summaries-scientific-opinions/are-ledlights-safe-human-health-2_it alla domanda se la luce a LED è dannosa per la popolazione afferma invece che: “Gli studi dimostrano che la radianza degli schermi è inferiore al 10% della quantità massima entro i limiti di sicurezza stabiliti per proteggere la retina da danni fotochimicamente indotti. In sintesi, dunque, la risposta è negativa: la popolazione in generale non rischia lesioni oculari derivanti dall’esposizione alle radiazioni ottiche di uno schermo LED in normali condizioni d’uso. La risposta più completa, tuttavia, è che la valutazione dei rischi non è così semplice come potrebbe sembrare, a causa delle numerose variabili che devono essere prese in considerazione”. La risposta inoltre conclude con: “La componente di luce blu delle emissioni ottiche delle luci LED è simile a quella di una lampada a incandescenza, ma l’emissione infrarossa risulterà fortemente ridotta o assente. Ciò potrebbe influenzare i normali processi biologici nell’uomo, e gli studi sulla questione sono ancora in corso.” Insomma molte le variabili da considerare. A fronte di ciò però la luce a LED sta illuminando sempre più le nostre case e le nostre città, anche nel Pordenonese grazie ai grandi risparmi in bolletta. Il Comune di Porcia addirittura è passato ai Led già dal 2017 e l’amministrazione comunale per voce del sindaco Marco Sartini si dice molto soddisfatta anche grazie al contratto siglato con Hera spa, società che sta prendendo, tramite contratti di partenariato pubblico privato (PPP), la gestione dell’illuminazione pubblica di quasi tutti i Comuni del territorio. Lo stesso Comune di Pordenone da aprile 2023 sta mettendo in atto la conversione a Led sempre tramite PPP e sempre con Hera. Fa eccezione il comune di Montereale Valcellina che ha preferito gestire in prima persona la sostituzione, senza dare quindi in appalto l’illuminazione pubblica a terzi, cosa che, ha detta del sindaco Igor Alzetta alla fine dei conti, con opportuni accorgimenti, consentirà una riduzione dei consumi pari 65-70 per cento.

il dottor Piero D’Angelo

Quanto infine al discorso salute, nessuno pare si sia chiesto se illuminare le strade coi LED possa avere conseguenze negative, probabilmente perchè si dà per scontato che ciò che sia immesso in commercio sia a norma. La normativa non manca a partire dalla necessaria conformità alle linee guida per la marcatura CE, alle direttive europee, alle norme illuminotecniche dell’UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, e infine quelle del CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano. Insomma le norme ci sono. Se siano poi rispettate è un altro discorso. Ma non abbiamo alcun elemento, al momento, per dubitarne.

il dottor Paolo Baron

Per ulteriore scrupolo però abbiamo interpellato infine anche degli esperti della salute; il dottor Piero D’Angelo, medico oculista, il quale ci assicura che: “Mentre per pc, televisori e cellulari potenzialmente potrebbero esserci delle ripercussioni, i cosiddetti disturbi astenopeici (mal di testa, bruciore e secchezza oculare per indicarne solo alcuni ndr), per l’illuminazione stradale non ci sono ripercussioni perché la fonte luminosa è troppo distante dagli occhi”. Dello stesso avviso è il dottor Paolo Baron, Medico Chirurgo Psicoterapeuta, secondo il quale “La luce a LED, se rispetta le normative e tenendo gli accorgimenti del caso (non usare pc e cellulari prima di andare a dormire ad esempio ndr), non è un problema per la salute. Mentre si dovrebbero fare attente valutazioni rispetto all’eliminazione totale dei raggi ultravioletti che, come sappiamo, hanno una funzione ben precisa nell’organismo. Eliminarli completamente – ha sottolineato il dott. Baron – potrebbe infatti comportare delle conseguenze, quali la mancata o ridotta produzione della vitamina D, sostanza preziosa per il metabolismo dell’osso, per il sistema immunitario, e per l’attivazione delle catelecidine, potenti molecole antibatteriche”.

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