All’inizio pensavo fosse il nome di qualche paesino nel Viterbese o nello sperduto entroterra della Sardegna, magari in Barbagia, che ospitava, per qualche motivo, la convention dei Fratelli d’Italia. Poi mi hanno spiegato che era il protagonista de La Storia Infinita, iconico filmone fantasy anni Ottanta, dove lui, Atreju, era il ragazzino a cavallo di quel gigantesco peluche con il testone che era una via di mezzo tra ET e un Labrador. Un mito, evidentemente, per chi a quei tempi frequentava i campi Hobbit del Fronte della Gioventú.
Insomma la destra di oggi parla alla gente attraverso icone pop, mentre la sinistra é radical chic e abita nelle ZTL. In pratica il mondo si é capovolto con il culo all’insú.
Aldilá della distinzione sempre piú approssimativa tra la destra bluette e la sinistra fucsia, come le chiama il filosofo Diego Fusaro, é ormai chiaro a quasi tutti che la politica oggi é come il wrestling: fanno finta di menarsi, ma sugli argomenti strategici sono giá tutti d’accordo. O meglio: si menano sí, ma come dei camerieri che cercano di farsi le scarpe per prendersi i ruoli e gli stipendi migliori, mentre i padroni si occupano delle cose serie.
E’ talmente chiaro a quasi tutti, che la gente non va piú a votare. L’ho capito perfino io. E infatti avevo giurato a me stesso che non sarei piú andato a votare per il resto della mia vita.
Invece mi sa che alle prossime amministrative ci andró perché un’amica mi ha chiesto il voto.
Dopotutto anch’io sono solo un altro mattoncino nel muro…




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