Sia nelle giornate di cielo terso che quando è avvolto dalle nubi, questa montagna iconica regala emozioni uniche e panorami mozzafiato.
a cura di Piergiorgio Grizzo
Sul libro della vetta qualcuno ha scritto questa frase: il Raut non delude mai. E infatti una salita su questa montagna, che si affaccia sulla pianura del Friuli Occidentale, con quella sua caratteristica forma, che ricorda una rampa di lancio, offre, al pari del suo fratello maggiore, il monte Cavallo, che siede più a Ovest, emozioni uniche e panorami mozzafiato. Nei giorni in cui è avvolto dalle nubi, una volta raggiunto il crinale che porta alla vetta (2025 metri), ci si trova il più delle volte sospesi sopra ad un immenso tappeto bianco, che copre il piano e le valli sottostanti, dal quale spuntano solo le punte bluastre delle cime più alte. Si sente il sapore della grande montagna, si può sognare di essere sulle Ande o sul Karakorum e non semplicemente a duemila metri. Nelle giornate di cielo terso, invece, questo impareggiabile belvedere consente di spaziare con lo sguardo a tramontana verso il gruppo Cima Preti – Duranno e verso il Cadore, fino ad intravedere sull’orizzonte le punte imbiancate dei ghiacciai austriaci.
Mentre verso mezzogiorno l’occhio può spingersi giù, verso la pianura e verso il mare, che brilla come una lama sottile in lontananza, in giornate particolarmente fortunate, anche se, a dire il vero, queste ultime sono sempre più rare. Brutto da scrivere e da leggere, soprattutto in un giornale come questo, che parla di turismo, ma purtroppo lo smog non è affatto estraneo alla creazione di quella cappa che copre come un sudario la nostra pianura. Solo in un giorno soleggiato, dopo un bel temporale estivo, dopo che la pioggia ha lavato il cielo come un panno lava un vetro bisunto, si può ormai godere a pieno di certi spettacoli. La via normale per arrivare sulla vetta del Raut (nome che in friulano significa rododendro) parte dalla forcella di Pala Barzana, sulla strada che unisce Valcellina e Val Colvera, Andreis e Frisanco. Il dislivello è di circa 1200 metri, il sentiero, che è a tratti molto ripido, con due brevi segmenti di ferrata, è un EE (Escursionisti Esperti), ma tutto sommato più che fattibile con un po’ di accortezza e con un minimo di gamba allenata. Inutile dilungarsi qui nelle descrizioni del percorso: in internet si trovano facilmente tutte le schede tecniche che servono. Quello che vorremmo fare è piuttosto cercare di trasmettere, attraverso le immagini di queste pagine, almeno uno piccolo assaggio della magia di questa montagna incantatrice.





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