a cura della Redazione
Un libro biografico che racconta senza infingimenti un male strisciante, spesso sottovalutato, un male dei nostri tempi: la depressione. Vittorio Venier, classe 1943, pordenonese, ha voluto scriverlo per esorcizzare il peso dei ricordi, ma soprattutto perche’convinto che condividere la sua drammatica esperienza di vita possa aiutare altri a destreggiarsi in situazioni sempre più frequenti nella società di oggi.
“Questo libro – spiega Venier – ha lo scopo principale di far capire come la depressione possa trasformare una persona dolce, intelligente, istruita ed elegante come era mia moglie Olga. La sua e’ stata una malattia mal curata, che ha trasformato letteralmente la sua vita e di conseguenza anche quella dei suoi famigliari. Un consiglio che io purtroppo non ho seguito, non per mia volontà ma per inesperienza, e’ quello di rivolgersi ad uno psicologo che sia in grado di rimuovere la causa della depressione. Lo psichiatra dovrebbe essere l’ultima spiaggia in quanto tende a prescrivere subito degli psicofarmaci che danno si al momento dei benefici, ma hanno degli effetti collaterali devastanti e alla lunga la malattia diventa cronica senza via di ritorno. In questo libro non ho tralasciato nulla, ho scavato in profondità mettendo a nudo il nostro intimo.
Tutto questo per mettere in evidenza le storture che provoca questa tremenda e subdola malattia. Questo libro si divide in tre parti. La prima e’ dedicata alla mia infanzia e continua fino alla mia partenza per la Libia. Nella prima parte parlo anche della mia famiglia paterna e materna. La seconda parte parla dell’incontro con Olga e l’inizio della nostra storia d’amore; la terza parte infine, la più triste e sfortunata della nostra vita, finisce con il ricovero di Olga in una casa di riposo dopo ventotto anni di depressione e sofferenze”.




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