La più famosa romanza della lirica mondiale, poi musicata dal compositore toscano, fu scritta dal letterato veneziano Carlo Gozzi nella sua villa di Visinale. La dimora patrizia ospitò nel corso del XVIII secolo molti ospiti illustri e fu anche teatro delle prime avventure amorose di un giovanissimo Giacomo Casanova
a cura di Paolo F. Quirini
Questa romanza – forse la più famosa di tutta la lirica mondiale – termina con il potente Do di Petto “Vincerò”, ed è il cavallo di battaglia dei più famosi tenori che si cimentano ne “La Turandot” di Giacomo Puccini: il suo testo proviene dalla fiaba omonima scritta nel 1762 dal grande letterato, commediografo e drammaturgo veneziano Carlo Gozzi, fratello dell’altrettanto insigne intellettuale Gasparo, fondatore della “Gazzetta Veneta” e artefice di varie importanti iniziative culturali. In provincia (si fa per dire…) di Pordenone, specificatamente nel comune di Pasiano, c’è un teatro intitolato a questo due illustri personaggi, ed il motivo va riportato al fatto che a Visinale, frazione di questo comune friulano, dalla fine del 1500 i conti Gozzi avevano acquistato molti terreni e costruito la loro bella ed accogliente villa per la villeggiatura, dove venivano da Venezia, loro dimora principale, per trascorrere le estati.
E fu proprio qui, a Visinale, che Carlo scrisse “La Turandot”, la fiaba che poi egli stesso trasformò nel testo delle recite teatrali, di cui ne era anche il regista, le cui prove, in mancanza di attori professionisti in questa località di campagna, erano interpretate “dai villici del paese”, come Carlo scrisse al fratello Gasparo, impegnato a Venezia nella redazione della sua “Gazzetta”, i cui articoli erano tutti di suo pugno. Soprattutto nel 1700, villa Gozzi era meta di visite importanti: intellettuali, aristocratici, scienziati erano spesso ospiti in questa dimora, che aveva anche un attracco sulla Meduna, l’adiacente fiume torrentizio che era parte dell’idrovia Livenza-Meduna-Noncello, che collegava Venezia a Portus Naonis, l’odierna Pordenone, a 10 km da Visinale. A Pasiano, il capoluogo dell’omonimo comune distante 5 km da Villa Gozzi, risiedeva l’importante Famiglia dei conti Montereale Mantica, della quale fu ospite almeno un paio di volte tra il 1741 e il 1743, niente di meno che il famosissimo “Tombeur de Femmes” Giacomo Casanova, che, oltre a coltivare “una tenera amicizia” (almeno così egli scrisse nelle sue “Memorie”…) con Lucia – la figlia quattordicenne del custode della villa dei Montereale Mantica – il Casanova si recò dai Gozzi, imparentati per matrimonio con i Montereale Mantica: qui ebbe una dotta conversazione con la poetessa Luisa Bergalli, la colta moglie di Gasparo. Trasferitisi definitivamente nella villa di Visinale, la stirpe dei Gozzi continuò con Almorò, fratello dei due letterati, fino agli ultimi eredi, che estinsero questa illustre Famiglia con la morte della contessa Loredana Fiorio di San Cassiano, figlia di Anna Gozzi e moglie del conte Lorenzo Marcello, discendente dei grandi musicisti Alessandro (autore del conosciutissimo “Adagio”) e suo fratello Benedetto.
Una citazione particolare va fatta ad Alvise Gozzi, ultimo erede maschio della famiglia, che morì verso la fine del 1960: persona di grande simpatia e spirito libero, divise la sua vita tra Venezia e Visinale, dove il suo ingegno si sbizzarrì in iniziative che purtroppo non gli portarono risultati economici, anzi: insieme ad una socia del luogo creò un allevamento di galli; progettò una fabbrica di spinaci in scatola (fatto all’avanguardia in quegli anni ’30); aprì a Pordenone due trattorie, titolate “Tre da Coppe”, dove forniva ai clienti i prodotti ed i vini delle sue campagne di Visinale, ma la sua scarsa attenzione all’amministrazione, il suo tenore di vita e la passione per il gioco, lo portarono a dilapidare il suo patrimonio. In età ormai avanzata, alcuni suoi cari amici lo presentarono ad una ricchissima vedova americana, l’imprenditrice Elsie Lee, proprietaria a Venezia della fabbrica “Fortuny”, conosciuta in tutto il mondo per l’altissima qualità dei suoi tessuti pregiati. Così Alvise lasciò la sua parte di villa Gozzi di Visinale a sua sorella Anna ed alle nipoti, delle quali l’ultima erede superstite, la Contessa Loredana Fiorio di San Cassiano Marcello, ne fece un lascito ad un erede nominato. Oggi, Villa Gozzi, è in fase di ristrutturazione, molto probabilmente per diventare un Residence di lusso.
Da Venezia, la Serenissima Repubblica, la Dominante, a Visinale di Pasiano di Pordenone: che ci resta dell’affascinante storia dei due fratelli Gasparo e Carlo, che tanto incisero nella cultura veneziana del ’700 ed ancor oggi sono oggetto di studi? Grazie alle ricerche del ticinese professor Fabio Soldini, che si mise in contatto con la Contessa Loredana, nel 1986 l’archivio della Famiglia è stato acquisito dalla Biblioteca Marciana di Venezia, dove oggi è a disposizione di studiosi che provengono da tutto il mondo, affascinati dal tempo vissuto e narrato da Gasparo e Carlo Gozzi.





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