Ospedale di Pordenone, la Storia Infinita…

di Gianni Sartor

Io c’ero in piazzetta Cavour nel 2013 a raccogliere le firme per far rimanere l’ospedale in via Montereale. Eravamo in tre, abbiamo raccolto 3000 firme ed abbiamo affrontato ogni genere di ingiuria meteorologica, ma con la convinzione che realizzarlo in Comina sarebbe stato un errore madornale. Dopo il crollo del mercato edilizio infatti, al di la del consumo del suolo che si sarebbe perpetrato, in via Montereale si sarebbe creato un buco nero dove nessuno avrebbe avuto interesse di demolire la struttura per realizzare un’area residenziale. Per di più, i preventivi che giravano all’epoca, non consideravano gli oneri di urbanizzazione e molti altri dettagli di non poco conto. All’epoca, i sostenitori della Comina erano assolutamente trasversali ai partiti di maggioranza ed opposizione, ma alla fine la presidente Serracchiani, in un momento di lucidità pratica, decise che l’ospedale avrebbe dovuto sorgere nell’area attuale, scontentando pure il suo vice. A distanza d’anni e nonostante tutte le difficoltà operative, sono ancora convinto della validità di questa scelta, in primis per la comodità di poter raggiungere la struttura a piedi e pure in bicicletta, cosa che in Comina sarebbe stata impossibile. Tutta la politica, quella con la P maiuscola, era favorevole allo spostamento, ma a quanto pare, gli utenti (3000 raccolti da noi), sembravano orientarsi verso la soluzione da noi “moschettieri” convintamente sostenuta. Si arrivò così al cantiere che si prolungò ben oltre i 5-7 anni previsti per arrivare all’operatività. C’è chi da la colpa alla burocrazia, chi agli udinesi geneticamente avversi a Pordenone, chi alle difficoltà logistiche di costruzione in adiacenza ad un ospedale esistente. Comunque, tra mille difficoltà si arriva ai giorni nostri e devo dire che, avendo avuto la possibilità di intravedere in foto, alcune strutture interne, devo riconoscere che sono stati costruiti dei reparti avveniristici che veramente lasciano a bocca aperta. Al di la di questo, le strutture sono sì importanti, ma ben più importante è il personale che dovrà utilizzarle. Sarà quindi necessario che l’ospedale diventi attrattivo e gratificante dal punto di vista professionale per medici ed infermieri, insomma un centro di eccellenza ed un polo attrattivo. Di questo compito, dovrà necessariamente essere investito il Direttore sanitario che, invece di preoccuparsi di inaugurare una struttura non ancora terminata (dicembre 2024), dovrebbe pensare ad un reclutamento di eccellenze. La politica poi, dovrebbe chiedersi il perché di tutta questa urgenza inauguratrice: a pensare male si fa peccato, ma di solito non si sbaglia.

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