“PARI. Né schiave né oggetti: solo donne”

Presentazione del concorso artistico nazionale per la sensibilizzazione sul tema della violenza contro le Donne

Si è tenuta ieri, martedì 10 dicembre,  presso la sala incontri Ellero di Palazzo Badini, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del concorso nazionale “PARI. Né schiave né oggetti: solo donne”. L’iniziativa è rivolta a giovani e adulti di tutta Italia con l’obiettivo di sensibilizzare contro la violenza sulle donne attraverso progetti creativi.

Le dichiarazioni chiave dell’assessore Cucci

L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone, Guglielmina Cucci

L’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità, Guglielmina Cucci ha chiarito che l’obiettivo del concorso “è quello di favorire un cambiamento culturale profondo, rendendo protagoniste le giovani generazioni in un percorso di consapevolezza e responsabilità condivisa. Tutto questo partendo dalla rete tra istituzioni, enti e associazioni che da tempo lavorano in sinergia sul territorio, sia a livello di area vasta, che regionale, sui temi dell’uguaglianza di genere e della violenza maschile contro le donne, guardando a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027″.

“L’intento – ha proseguito Cucci – è quello di stimolare idee, immagini, video e testi innovativi volti alla realizzazione di una campagna mediatica efficace, originale e innovativa sulla violenza di genere donne, sull’importanza di promuovere relazioni e rapporti rispettosi, arricchenti e paritari tra donne e uomini in ogni ambito. Una iniziativa che si inserisce coerentemente anche nel percorso dedicato alla comunicazione e al linguaggio sviluppato da Carta di Pordenone e pone l’accento sulla volontà di costruire assieme una cultura del rispetto e della parità”.

L’importanza dell’educazione e della formazione dei giovani

Da sinistra: La dottoressa Brazzolli, l’assessore Cucci e l’assessore Tropeano

Sulla centralità del tema educativo è intervenuto l’assessore all’educazione Pietro Tropeano: “Si dice che la violenza sia un problema culturale, e sono d’accordo. Per i giovani è prima di tutto un problema di educazione e formazione. Dobbiamo dare loro uno stimolo giusto per comprendere davvero questo tema nel suo reale significato. È un dovere formare i ragazzi in questa direzione”.

Modalità di partecipazione e premi

La dirigente comunale Federica Brazzafolli ha illustrato i dettagli “tecnici” del concorso. 

Quest’ultimo si articola in cinque sottosezioni: tre dedicate ai giovani (dalle scuole primarie all’università) e due agli adulti (cittadini e associazioni).

I partecipanti dovranno inviare gli elaborati (fotografie, video, spot, storyboard, contenuti multimediali), privi di diritti d’autore, in formato digitale  entro il 22 febbraio 2026, mentre la premiazione avverrà l’ 8 marzo.

Sono previsti cinque premi (uno per il vincitore di ogni categoria) del valore di 1.000 euro ciascuno in esperienze culturali (ingressi a teatro, cinema, laboratori del Palazzo del Fumetto).

Collaborazioni

Il concorso, promosso dal Comune di Pordenone in collaborazione con la rete del Protocollo dei 50 Comuni, ha avuto il supporto di numerosi enti: la Regione Friuli Venezia Giulia, Commissione regionale Pari Opportunità, Anci FVG – Tavolo delle Politiche di Genere, Informagiovani Pordenone, Associazione Voce Donna, Associazione In Prima Persona, Associazione L’Istrice, Carta di Pordenone, Cinemazero, Pordenonelegge, Palazzo del Fumetto, Consigliera di Parità di Area Vasta di Pordenone e Coop Alleanza 3.0.

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