Pordenone puo’diventare una citta’universitaria?

A colloquio con Paolo Candotti e Andrea Zanni, presidente e direttore del Consorzio Universitario di Pordenone

di Marianna Maiorino

Il 1992 è un anno che segna una delle tappe più importanti nella storia recente di Pordenone, una scommessa che, in particolare oggi, si può dire vinta: la creazione del Consorzio Universitario.
Oggi, in via Prasecco, a Borgomeduna, sono attivi 6 corsi di laurea triennali, tre ma­gistrali, oltre a master e corsi di perfezionamento attivati dalle Università degli Studi di Udine e di Trieste, dall’Accademia ISIA Roma Design e dalla Fondazione ITS Alto Adriatico. Ma dopo 32 anni che momento sta vivendo il Consorzio Universitario di Pordenone? E qual’è il rapporto tra gli studenti e la città? Lo ab­biamo chiesto al presidente del Consorzio stesso, Paolo Candotti (nella foto sotto).

“Innanzitutto posso dire che è un momento positivo – spiega – Quest’anno infatti sono partiti i nuovi corsi, in Ingegneria in­dustriale per l’energia con l’Università di Udine, e in Dietistica con l’Università di Trieste (il prossimo anno è previsto l’avvio di Igiene dentale ndr) e abbiamo avuto subito un buon riscontro di iscrizioni, quasi venti iscritti per ingegneria e trenta per dietistica che sono davvero un ottimo risultato. Ed è anche un momento molto positivo per i nuovi spazi che il Consorzio avrà nel cuore di Pordenone nel nuovo Centro Valle (l’ex Centro Direzionale Galvani). L’università sta conquistando un po’ alla volta l’atten­zione dei cittadini, si sta formando una consapevolezza nuova che è fondamentale per creare una città accogliente e attrattiva per gli studenti universitari. La nostra ambizione infatti è che i ragazzi e le loro famiglie scelgano Pordenone, oltre che per i corsi di quali­tà, anche per i servizi che vi trovano e per l’esperienza di vita che vi potranno fare”.

– Noi i ragazzi che frequentano il Consorzio li abbiamo intervistati e loro, pur avendo dato delle indicazioni precise di miglioramento, han­no espresso un grado di soddisfazione estremamente alto, in media vi hanno dato un bell’otto. Si aspettava un voto così alto?

“Onestamente devo dire di sì, perché vivendo l’università, camminando in mez­zo ai ragazzi, vedo sempre volti sorridenti. Lo percepisci se un ambiente è positivo e devo dire che questo ci sta stimolando tanto a continuare ad investire nel futuro di questi ragazzi”.

– Arriviamo adesso però ai fattori di miglioramento. Tra le indicazioni dei ragazzi al primo posto c’è la domanda di alloggi…

“E’ un problema che conosciamo e ci stiamo lavorando. Innan­zitutto l’anno scorso abbiamo attivato, grazie al Comune di Por­denone una convenzione con i privati che potranno usufruire di sconti significativi sulle tasse comunali se affittano a studenti. Con il nuovo Centro Valle poi avremmo altri 40 alloggi che si andranno a sommare ai 100 già esistenti nel campus. E stiamo poi valutando l’utilizzo di spazi importanti già esistenti, come ad esempio il Seminario. Certo sono strutture che andrebbero adattate ai giovani, rinnovate, ma ci permetterebbero di valoriz­zare un patrimonio già esistente in perfetta sintonia quindi con il concetto di rigenerazione urbana”.

– Altre richieste: le panchine, un bar più grande, e segnalano margini di miglioramento per quanto riguarda la mensa. Mi permetta di dire che con un corso dedicato alla dietistica sulla mensa non potete sbagliare…

“Quanto ai primi due punti considerateli già fatti. Aggiungo che stiamo pensando anche alla palestra interna al campus, che at­tualmente è in gestione al Comune per le scuole, ma che vor­remmo impiegare per farci un vero e proprio centro sportivo e/o aumentare lo spazio per la didattica. Quanto alla mensa ce ne oc­cuperemo senz’altro, sarà una nostra priorità. Penso, ad esempio, ad esperienze di gestione partecipata (si pensi alla commissione paritetica sulla mensa già in uso in Electrolux ndr) nella scelta dei menu e nella sorveglianza sulla qualità del servizio, che avreb­bero il pregio di coinvolgere e responsabilizzare i diversi soggetti coinvolti”.

– Ci sarà mai l’Università degli Studi di Pordenone?

“Penso che la formula del Consorzio Universitario sia quella giu­sta per Pordenone”. Andrea Zanni (nella foto sotto), ingegnere informatico, è il direttore del Consorzio Universitario di Pordenone da 11 anni. Anche lui ci dice di non essere sorpreso dei voti positivi dei ragaz­zi e precisa: “Non mi stupiscono i voti, sa anche perché? Consi­deri che da quando ho memoria in questa realtà che conta 1600 studenti circa, non c’è mai stato un problema, né atti di vanda­lismo, né furti e questo non è un dato banale, è un indice molto rilevante del fatto che qui i ragazzi si sentono a casa e hanno un atteggiamento molto collaborativo. D’altra parte noi siamo da anni impegnati a rendere il Consorzio il miglior posto dove farli studiare e cerchiamo di fornire ai nostri studenti gli strumenti migliori per affrontare un percorso universitario di eccellenza”.

– Tra le affermazioni dei ragazzi emerge chiaramente il loro apprezza­mento non solo per il livello dei corsi ma anche per l’attenzione che i do­centi riservano loro, si sentono molto seguiti. Avete un codice di compor­tamento cui i docenti devono attenersi?

“In realtà no, ma una della caratteristiche del nostro gruppo è sicuramente lo spirito estrema­mente collaborativo anche perché siamo chiamati a coordinare le attività tra corsi e Università diversi. Ma devo dire che anche i docenti sono contenti di venire a lavorare a Pordenone, perché c’è molta attenzione anche nei loro confronti; quando hanno richie­ste cerchiamo di fare il possibile per dare una risposta positiva. Inoltre, investiamo tantissimo in tecnologia, le aule sono total­mente domotizzate dal 2008 quando fuori non si sapeva nemme­no cosa fosse la domotica, che, tradotto, vuol dire che il docente, quando entra in aula, può concentrarsi solo sull’insegnamento, insomma viene messo nelle migliori condizioni per farlo. Non è un caso che dopo un anno dalla laurea il 96 per cento dei nostri studenti abbia già un lavoro”.

– Qual é la sfida attuale?

“Ampliare la squadra di imprese che collaborano con il Consorzio. Ad oggi abbiamo realtà importanti e sensibili verso l’importanza della formazione del personale come ad esempio Friul Intagli e LS Engineering & Safety, e vorremmo coinvolgere altre aziende. Sa­rebbe di grande impulso certamente per il Consorzio, ma anche per le aziende stesse. Speriamo rispondano alla chiamata”.

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