Saranno 31 gli appuntamenti dedicati all’AI tra libri, incontri, installazioni, laboratori e sperimentazioni interattive. Epicentro in Galleria Harry Bertoia, trasformata per l’occasione in un vero e proprio cyberspazio letterario
a cura di Carlo Sam

Alberto Garlini, scrittore e saggista, è curatore di pordenonelegge dal 2002 insieme a Gian Mario Villalta e Valentina Gasparet. Autore di romanzi e testi critici, collabora con riviste letterarie e insegna alla Scuola Holden di Torino, affiancando l’attività di narratore a quella di promotore culturale. “C’è una voce nuova tra le giornate del festival: non è quella di un poeta, né quella di un filosofo. È quella dell’intelligenza artificiale – anticipa lo stesso Garlini – E a pordenonelegge 2025, per la prima volta, non solo parlerà: scriverà, disegnerà, farà domande agli autori e converserà con il pubblico. Sì, anche con te”. Dal 17 al 21 settembre, la 26esima edizione del festival letterario più attento alle trasformazioni del nostro tempo apre le sue porte a un futuro già presente, con 31 appuntamenti dedicati all’AI tra libri, incontri, installazioni, laboratori e sperimentazioni interattive. Il cuore di questo nuovo ecosistema sarà la Galleria Harry Bertoia, trasformata per l’occasione in un vero e proprio cyberspazio letterario. Qui ci sarà da emozionarsi e da interrogarsi: potremo parlare con Dante, Shakespeare, Jane Austen, Flaubert o Manzoni grazie ad avatar guidati dall’AI, che risponderanno, consiglieranno letture e comporranno versi su misura. Un “avatar angelo” darà informazioni pratiche sul festival, mentre i visitatori – in particolare studenti e studentesse – potranno mettersi alla prova con test esperienziali e momenti di scrittura condivisa. “Non si tratta di fantascienza. È un assaggio del mondo che ci aspetta – continua Garlini – e il festival, in collaborazione con LEF e WeDigital, ha deciso di portarlo sul palco, al fianco di autori, filosofi e ricercatori”. “L’intelligenza artificiale è uno dei grandi temi del nostro presente. Ma non è nata oggi. Le sue radici affondano nel Novecento, con il genio matematico di Alan Turing, di John Von Neumann e i primi calcolatori programmabili. Da allora, attraverso decenni di ricerca, ottimismo, frenate e nuove accelerazioni, siamo arrivati a una fase in cui l’AI ha lasciato i laboratori per entrare nella vita quotidiana. E ora, nella letteratura”. La vera novità di pordenonelegge è che l’AI non resta dietro le quinte. Partecipa. Si siede accanto a scrittori e scrittrici, porge domande, crea immagini, genera testi, arricchirà le letture degli autori. E ridefinisce il concetto stesso di “incontro letterario”, trasformandolo in un’esperienza multiforme.
Perché non si tratta solo di tecnologia: si tratta di ridefinire le modalità dell’ascolto, della narrazione, del confronto. Eppure, a tanta meraviglia si accompagna anche un’inquietudine diffusa. “Che ne sarà della creatività umana? – si chiede Garlini – L’AI potrà sostituirla? O la affiancherà come una nuova forma di ispirazione, un amplificatore delle nostre possibilità? Tra entusiasmi e paure, il dibattito è aperto. E il festival offre gli strumenti per affrontarlo con spirito critico, sensibilità e immaginazione”. Ecco allora gli eventi in cui AI presenterà scrittori come Vins Gallico e Flavio Santi, porrà domande generate da modelli linguistici e creerà immagini a partire dalle loro opere. La poesia, invece, si aprirà a una nuova dimensione nel format Society, con dialoghi tra poeti e studiosi per esplorare i confini tra emozione, codice e memoria. Come nel confronto tra lo psichiatra Vittorio Lingiardi e la poetessa Laura Pugno, che affronteranno un tema delicatissimo: sbloccare ricordi, comparando la memoria umana a quella delle macchine. Ci saranno anche laboratori: Algoritmo di una storia insegnerà come scrivere racconti trasformando suggestioni in codice creativo, mentre Scrivere con l’AI: 10+1 superpoteri con Federico Favot ci svelerà cosa può fare davvero l’AI quando le diamo voce, immagini e musica. Ma non è tutto. A pordenonelegge si discuterà anche di morte e immortalità digitale con Vivere per sempre di Davide Sisto, si rifletterà sulla sicurezza globale con Codice di guerra di Mariarosa Taddeo, e si analizzeranno frontiere automatizzate e sorveglianza con Fabio Chiusi. In arrivo anche saggi che toccano temi cruciali: ChatGPT ruberà il lavoro agli scrittori? L’arte sarà ancora “umana”? E quale sarà il nostro ruolo nella società del calcolo? Una carrellata di ospiti – da Gianni Riotta a Nello Cristianini, da Massimo Sideri ad Alice Barale – comporrà il mosaico di una riflessione aperta, che il festival ha il coraggio di anticipare: siamo pronti a convivere con intelligenze artificiali che ci leggono, ci parlano, e magari ci capiscono? A Pordenone, per una settimana, lo scopriremo insieme.




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