Speciale pordenonelegge: “Amoleggere”, quando la cultura diventa manifesto di libertà

a cura di Michelangelo Agrusti, Presidente di Fondazione Pordenonelegge.it

Michelangelo Agrusti Presidente Fondazione PordenoneleggeAmoleggere, claim della 26esima edizione di pordenonelegge, è molto più di una dichiarazione d’intenti, per quanto contagiosa e appassionatamente condivisa dal nostro pubblico. È una manifestazione di amore per la libertà: perché dove questa viene compressa, anche il piacere della lettura e la libera ispirazione della scrittura vengono soffocati, e i libri non si possono più liberamente pubblicare. Pordenonelegge ha scelto di essere Festa del libro e della libertà per sottolinearlo e per esprimere la stretta correlazione che l’amore per i libri porta con sé. Amoleggere va ancora al di là: è una dichiarazione di interesse per il proprio tempo e per la decodificazione della sua complessità: chi legge non solo si informa, ma sceglie di approfondire criticamente i temi, con la consapevolezza che deriva dalla conoscenza. Pordenonelegge è, per questo, un festival concepito “sull’uscio della storia”, e anche quest’anno si propone come osservatorio attivo della realtà contemporanea. Con una dedica speciale all’Europa: l’istituzione della quale tutti abbiamo grande bisogno, nel contesto storico e geopolitico che stiamo attraversando. E che, a sua volta, è chiamata a superare i rischi di un declino strutturale e le sfide della “crisi esistenziale” prospettata dal Rapporto Draghi, per consolidare – nel tempo della crisi globale di pensiero e civiltà – il suo ruolo di riferimento dei valori costitutivi alla base dei Trattati: giustizia, democrazia, libertà, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani. Principi che il terzo millennio mette in discussione a tante, troppe latitudini del pianeta. Per questo “pluralità” è la parola d’ordine di pordenonelegge, anche per l’imminente edizione: avremo autrici e autori ucraini, russi, israeliani e palestinesi, e a inaugurare il festival, come segno di attenzione a quanto accade nel mondo e nel Medio Oriente, sarà l’avvocato e attivista iraniana Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003, da anni costretta a lasciare il suo Paese. Sulle rive del Noncello ci apprestiamo a inaugurare l’Arena Europa, e chiuderemo il festival sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven, con l’Inno alla Gioia: l’inno ufficiale europeo. Amoleggere è anche una rappresentazione “plastica” del territorio: a significare l’inestricabile legame fra cultura e impresa, che la città di Pordenone inscrive nella sua storia, e consolida nella sua realtà attuale. Fondazione Pordenonelegge.it è nata per iniziativa delle istituzioni economiche locali, nella consapevolezza che cultura e impresa sono un binomio virtuoso e inscindibile. La nuova ricerca realizzata da PromoturismoFVG – Università Bocconi certifica che per ogni euro pubblico investito sul festival ne ricadono ben 10,24 sul territorio. Pordenonelegge si è confermato “calamita” per il pubblico nazionale, e non solo: un volano da oltre 120mila presenze, in una città di circa 50mila abitanti: ottimo viatico in vista del 2027, che si appresta a celebrare Pordenone Capitale italiana della Cultura.

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