Tra cocktail e pappagalli l’insolito locale di Antonio Mazzucchin ha rivitalizzato uno degli angoli piú suggestivi della cittá
a cura della Redazione
Nel cuore del cuore di Pordenone, nel chiostro di quell’edificio che fu nei secoli prima un convento, poi un tribunale e che oggi ospita la biblioteca civica, c’é il bar “Le ciaccole”, aperto nel 2017 da Antonio “Toni”Mazzucchin, bartender nato a Pordenone e maturato come professionista all’estero, il quale dopo aver fatto il globetrotter per mezza Italia e poi a Londra, Barcellona e in Estremo Oriente (Singapore, Pechino, Shangai) ha deciso di ritornare a casa. “E’successo quando é nata mia figlia Francesca. Avevo 40 anni – racconta – la nascita di un figlio é un buon motivo per una scelta di vita radicale. Ho preso inizialmente la direzione di un locale che non stava andando benissimo, riuscendo a rilanciarlo, poi ho accettato la sfida che mi aveva lanciato l’allora sindaco Alessandro Ciriani: prendere in gestione il bar del chiostro, che era chiuso da due anni con una serie di aste che erano andate tutte deserte”.




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