“Siamo vincoli o sparpagliati?”

“Siamo vincoli o sparpagliati?”

 di Alberto Rossi

Il grande attore napoletano Peppino De Filippo si era inventato negli anni ’60 un personaggio che fece epoca nella commedia italiana. Una sua battuta ci richiama ai drammi di oggi su cui non c’è proprio niente da ridere.
Peppino De Filippo negli anni 60 s’inventò una celebre macchietta “Pappagone” che sovente nei suoi sketch si poneva un dilemma shakespeariano “Siamo vincoli o sparpagliati?”: siamo uniti o separati?
E’ un dilemma che a distanza di oltre mezzo secolo mantiene intatta tutta la sua attualità e non solo per le grandi questioni europee e mondiali, ma anche per le vicende che investono più modestamente il nostro strampalato Paese così diviso fra nord e sud (con l’autonomia differenziata), fra destra e sinistra (con il premierato), fra politica e giustizia (con la separazione delle carriere dei magistrati), e, quel che è peggio, fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.
Quanto è difficile essere “vincoli”! Sul piano internazionale, forse nel momento storico più difficile dopo la fine del secondo conflitto mondiale, il sogno degli stati uniti d’Europa è solo una chimera, buona solo per qualche idealista che non ha ancora smesso di leggere il Manifesto di Ventotene e si illude che alla fine gli interessi continentali prevarranno su quelli nazionali.
Ma basta vedere come gli stati europei hanno reagito di fronte alla decisione della Corte di Giustizia dell’Aia di emettere un mandato di cattura internazionale contro il premier israeliano Netanyahu per crimini di guerra o sulla vicenda altrettanto drammatica dell’Ucraina di fronte alle minacce nucleari dello zar del Cremlino: ciascuno per la sua strada, ciascuno con i propri interessi nazionali da preservare. Per non parlare delle questioni politiche ed economiche interne all’Europa: dall’incapacità di mettere in campo una politica fiscale comune alla difficoltà di costruire un esercito europeo. E’ facile pensare che quando Trump da Occidente e Putin da Oriente si stringeranno la mano, lo “sparpagliamento” europeo sarà ancora più desolante e segnerà il lento, ma inesorabile declino del vecchio mondo.
Ci piacerebbe rispondere alla domanda di Pappagone con un sonoro e convinto: “siamo vincoli”, ma la realtà ci spinge a declinare con un mesto e disincantato “siamo sparpagliati”, ricordando a noi stessi e agli altri che “sparpagliati” non si va da nessuna parte. Ma di questo nessuno sembra preoccuparsene più di tanto. Ce ne accorgeremo, forse, solo quando sarà troppo tardi.

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