Sotto il velo dell’ignoranza…

di Gianni Sartor

Oggi vediamo di affrontare un argomento spinoso, dibattuto in privato ed evitato in pubblico da gran parte della nostra civiltà occidentale pusillanime. Come prima cosa, è opportuno fare chiarezza sulle varie tipologie. Ne esistono di varie fogge ed in particolare:
1) HIJAB: E’ il velo più comune, copre i capelli, il collo e talvolta le spalle, ma lascia scoperto il viso. E’ diffuso in molti paesi musulmani e viene spesso considerato un simbolo di modestia.
2) NIQUAB: Copre l’intero viso lasciando scoperti solo gli occhi. E’ più comune in paesi come l’Arabia Saudita e lo Yemen, ma viene indossato anche in altre parti del mondo musulmano.
3) CHADOR: E’ un grande mantello che copre tutto il corpo lasciando il viso scoperto. E’ tradizionalmente indossato in Iran, specialmente dalle donne più religiose.
4) BURQUA: E’ il velo più coprente. Copre tutto il corpo compreso il viso, con una rete di tessuto sulla zona degli occhi per permettere di vedere. E’ usato soprattutto in Afghanistan ed in alcune zone del Pakistan.
5) KHIMAR: E’ un velo lungo che copre il capo, il collo e le spalle, ma lascia scoperto il viso. E’ simile all’Hijab, ma più ampio e lungo.
6) AL-AMIRA: E’ una combinazione di due pezzi, una cuffia aderente e un velo più lungo indossato sopra. E’ pratico e facile da indossare.
7) SHAYLA: E’ una sciarpa lunga e leggera che si avvolge intorno alla testa e viene fissata sulle spalle. E’ molto usata nei paesi del Golfo.
Chiariti questi aspetti, è bene ricordare che alcune donne scelgono di indossarlo per motivi di fede, altre per ragioni culturali. Ben altra cosa è riuscire a capire se è imposto dal “maschio alpha”, in tal caso sarebbe contrario ai nostri principi legislativi e non è facile dimostrarlo. Sono certo invece che Niquab e Burqua siano già vietati dalla Legge del 22 maggio n.152 che impedisce espressamente di coprirsi il volto nei luoghi pubblici. Legge che non viene applicata. Anzi, durante la farsa pandemica, hanno costretto tutti i cittadini, maschi e femmine, ad “islamizzarci” in violazione palese della suddetta Legge. E che non mi si venga a dire che era una prescrizione necessaria dettata dall’emergenza, perché chiunque abbia delle nozioni elementari di biologia, sa benissimo che i virus sono 200 volte più piccoli di un batterio, quindi la mascherina anche se è FP2, ha la stessa funzione di una rete con maglia da 10 cm. Usata per pescare vongole. Nella mia visione laica, non influenzabile da aspetti religiosi, sinceramente non trovo scandaloso il velo che copre i capelli e se dovessimo vietarlo, dovremmo vietarlo anche alle suore cattoliche che per scelta o per imposizione, sono costrette a portarlo. Ma la copertura integrale della donna è una cosa inaccettabile ed inconcepibile nella nostra società ed è espressamente vietata dal nostro ordinamento. Dirò di più, per chi non rispetta la legge 152/75, sono previste pure delle sanzioni piuttosto pesanti con pene previste con reclusione da uno a due anni ed ammenda da 1000 a 2000 euro. Vogliamo applicare questa legge o preferiamo multare gli over 50 non vaccinati o chi girava senza mascherina? Vogliamo che le leggi siano veramente uguali per tutti o continuiamo con questa farsa pseudo democratica dove vince sempre l’arroganza? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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