di Gianni Sartor
In questo periodo, complice la congiuntura negativa, la maggioranza delle persone secondo me ha perso il senso della misura, quindi si lamenta spesso immotivatamente per qualsiasi cosa. In particolare, sento continue critiche verso il nostro sistema sanitario regionale. Molti anni fa, mi è capitato di dover ricorrere all’ospedale di Catania per un’intossicazione alimentare e non sono riuscito ad andare oltre il primo corridoio d’ingresso che ho girato i tacchi, mi sono andato a comprare delle punture e me ne sono fatta una da solo in albergo. Da quella volta, mi sono imposto di non criticare più la nostra sanità seppure a volte mostri delle inefficienze che vengono puntualmente rimarcate da noi, che non ci rendiamo conto di essere abituati troppo bene. Secondo me la struttura va ripensata e la mentalità collettiva va cambiata. Non è più pensabile che ogni ospedale sia dotato di tutti i reparti perché ciò comporta costi elevatissimi e scarsa specializzazione.
Ciascun ospedale dovrebbe essere dotato di un pronto soccorso, una cardiologia, una terapia intensiva e coronarica ed un reparto per le degenze di medicina generale. Insomma tutto ciò che comporta pericoli imminenti e che richiede velocità nel ricovero. Le altre specialità, possono essere tranquillamente distribuite tra le varie sedi. Ad esempio, neonatologia a Pordenone e Spilimbergo, ortopedia e nefrologia a San Vito al Tagliamento, ostetricia e ginecologia a Sacile, psichiatria e nefrologia a Maniago, chirurgia generale a San Vito e Pordenone. Insomma razionalizzare il servizio dando priorità alle urgenze e penalizzando la comodità di avere sotto casa quelle che non sono considerate priorità. Tale organizzazione permetterebbe una maggiore specializzazione e spingerebbe le varie strutture all’obiettivo dell’eccellenza sia nelle strutture che nel personale. Per quanto riguarda il pronto soccorso, va scoraggiato il ricorso a tale servizio nei casi non necessari. Negli ultimi anni, considerato anche l’aumento indiscriminato di popolazione straniera, abbiamo assistito ad intasamenti sistematici perché comunque è gratis o si paga un ticket irrisorio. Utilizzare il pronto soccorso per casi non degni di tale servizio, andrebbe sanzionato al pari del costo di una visita nel privato. Quando l’utente si trova a dover pagare 150 euro per aver intasato il pronto soccorso per un caso non degno, la volta successiva farà molta attenzione e magari consulterà il suo medico di base prima di recarsi in ospedale. Poco prima di Natale, mio malgrado, ho dovuto affrontare una degenza ospedaliera presso la struttura di San Vito al Tagliamento. Per 45 anni non ho avuto la necessità di ricorrere ad un ospedale e devo dire che sono rimasto piacevolmente stupito dalla professionalità, dalla gentilezza del personale e soprattutto dalla pazienza verso particolari categorie di degenti. Purtroppo la tendenza a lamentarci di ciò che è pubblico è diventata una malattia di questi tempi, quella si difficile da curare. Con un po’ di più equilibrio e collaborazione, io sono convinto che ognuno di noi potrebbe dare un piccolo contributo al miglioramento del servizio. Trattate bene chi lavora per voi e per la vostra salute e sarete trattati bene pure voi.




Verità sacrosanta