Quando un grande magazzino divenne “la casa degli italiani”
a cura di Carlo Sam

La storia della Standa a Pordenone ha segnato un’epoca in cui la città cominciava davvero a respirare la modernità. Il nome Standa non era soltanto un marchio: prometteva un rapporto diretto con il pubblico, con l’identità domestica evocata dallo slogan “Standa – La casa degli italiani”.
Dal centro al viale, la trasformazione urbana
Tutto ha inizio l’8 giugno 1962, con l’apertura in corso Vittorio Emanuele II negli ambienti dell’ex Supercinema Roma, già Teatro Concordia (inaugurato nel 1831), poi Sociale . Fu l’esordio in città della grande distribuzione: reparti assortiti, scaffali ben ordinati, una selezione variegata sotto lo stesso tetto. La novità colpì i pordenonesi, che scoprivano per la prima volta un modo di fare acquisti “all’americana”.

Foto Missinato
Con il tempo la sede del centro storico non bastò più. Nel 1975 iniziarono le pratiche per trasferirsi in un nuovo edificio all’angolo tra viale Marconi, via XXX Aprile e via Beato Odorico. Quell’immobile, costruito negli anni Cinquanta per la concessionaria ICAP – FIAT, fu riconvertito in grande magazzino e inaugurato come nuova sede Standa il 7 giugno 1978.
Il negozio di viale Marconi divenne presto parte della vita quotidiana dei pordenonesi. Al piano terra dominavano i reparti di abbigliamento, mentre una scala mobile conduceva al piano interrato, dedicato agli alimentari e agli articoli per la casa. Soprattutto nel periodo natalizio quel piano sotterraneo assumeva un fascino particolare: era lì che si compravano le palline colorate, le luci e le statuine del presepe, in un’atmosfera che molti ricordano con nostalgia.
Il claim e lo spot con Marco Columbro
Negli anni Ottanta, sotto la gestione Fininvest, Standa lanciò campagne pubblicitarie di grande impatto fondate sul claim “La casa degli italiani”, che voleva rendere il marchio sinonimo di familiarità e fiducia. A incarnare quel messaggio fu anche Marco Columbro, allora tra i volti più popolari della televisione italiana grazie ai suoi programmi su Canale 5 e alle conduzioni di varietà di successo.
La sua presenza nello spot (link a youtube: Standa – La casa degli italiani), contribuì a rafforzare l’idea di un marchio vicino alle famiglie: Columbro, simbolo di simpatia e affidabilità, trasformava il grande magazzino in un luogo quasi domestico, accogliente come un salotto televisivo. Era una scelta coerente con la strategia di Standa: parlare agli italiani attraverso i volti familiari della TV commerciale, rafforzando il legame tra spesa quotidiana e vita di tutti i giorni.
Fine del viaggio, ma non della memoria
Negli anni Novanta le difficoltà economiche e la concorrenza sempre più serrata segnarono il declino. Nel 1997 il punto vendita pordenonese fu ceduto a Italfood e l’insegna Standa sparì definitivamente dalla città. Poco dopo, anche l’edificio di viale Marconi venne demolito per lasciare spazio a Palazzo Naonis.
Eppure, a distanza di decenni, la Standa resta viva nella memoria collettiva. Per molti pordenonesi (incluso me) era il luogo in cui scendere con la scala mobile significava entrare in un mondo nuovo, acquistare addobbi natalizi o vivere la sensazione di fare parte di una modernità che avanzava. Non era soltanto un negozio, ma uno spazio familiare: una vera e propria “casa”, come voleva il suo celebre slogan.
E voi che ricordi avete di quel periodo?
Raccontateceli nei commenti.
Fonti principali: saggio “Sessant’anni fa apriva la Standa” di Matteo Gianni, Il Campanile, n. 2/2022 ; spot televisivi e materiali storici relativi al claim “La casa degli italiani”.





Lascia un commento