Da una costola della Land Art nasce questa disciplina che opera con la Natura, dentro la Natura
a cura della Redazione
La Natura ha la capacità di rimetterci in asse, di riequilibrare le nostre condizioni psicofisiche. È adattogena, terapeutica, secondo alcuni addirittura salvifica. Ne è convinto Enrico Iodice, 58 anni, nativo di Maniago e oggi residente a San Quirino.

Ex avvocato, si dedica da otto anni a un progetto di impresa sostenibile nel mercato del web. “Una soluzione lavorativa che mi ha reso felicemente padrone del mio tempo”, dice. E il suo tempo libero dal lavoro Enrico lo dedica, oltre che alla compagna e ai due figli, a lunghe passeggiate nei magredi, dove è nata una nuova, grande passione. “Vado nelle grave tutti i giorni – racconta – e quando dico tutti i giorni intendo letteralmente tutti i giorni, almeno 320 volte l’anno.
Sono un’oasi di pace, che offre vedute, paesaggi, emozioni in tutti i periodi dell’anno. In inverno è facile trovare cervi e caprioli che scendono dalle montagne, in primavera durante la fioritura queste brughiere diventano un immenso giardino botanico; in estate la zona del greto è uno spettacolo unico: un deserto bianco disegnato da canali d’acqua che alcune volte assumono gradazioni di verde e di turchese. E poi l’autunno con i suoi colori inconfondibili”. La nuova passione nata nei magredi e dall’incontro casuale con due artisti è lo stone balancing, un insolito intreccio di arte e meditazione. Consiste nel creare delle installazioni bilanciando una serie di pietre o legni. Le opere hanno sempre una durata limitata, da pochi secondi ad alcuni giorni. “Si deve cercare il punto di equilibrio tra le due pietre con le quali si agisce per scoprire poi che in una struttura complessa, formata magari da dieci pietre, il punto di equilibrio è uno solo, come se tutte fossero unite da un unico filo invisibile. È un’operazione che richiede un’estrema capacità di concentrarsi, di estraniarsi. Il corpo è lì, ma la mente va da un’altra parte, il tempo si ferma, si trascende. È una disciplina meditativa che si pratica nella Natura, un mix molto potente”. “Può essere definita una costola della Land Art – continua Iodice – e infatti i concetti di fondo sono molto simili. Si utilizzano materiali naturali per creare opere effimere, destinate a ritornare alla terra, secondo il naturale incedere del tempo e delle stagioni. Infatti ad iniziarmi a questa disciplina sono stati Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, artisti sanquirinesi, che nel mondo della Land Art sono considerati dei maestri a livello mondiale”. L’origine dello stone balancing non è univoca: molte culture, tradizioni e popoli, nel corso dei secoli, hanno adottato l’usanza di impilare le pietre una sopra l’altra per diversi scopi, come offerta agli dei, come corredo funerario o semplicemente come “segnaletica stradale”. Infine, nella filosofia Zen l’atto di accatastare i ciottoli è associato all’equilibrio interiore. Di certo questa espressione artistica sta facendo sempre più proseliti, al pari del forest bathing e di altre discipline outdoor, tra gli amanti delle pratiche meditative e della vita all’aria aperta.




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