Tanto tuono’ che piovve

di Alfredo Pasini

Alla fine è stata varata la legge speciale contro il femminicidio che tanti invocavano da anni, ma che nemmeno la cosiddetta sinistra ha istituito quando era al governo; c’è voluta la cosiddetta destra per istituire una legge che comunque lascia perplessi. Non che non sia giusto ridurre quanto più possibile un tipo di delitto che come ogni delitto grida…giustizia, tutt’altro. Ma è proprio qui il punto: “come ogni delitto”. Non si capisce infatti perché si debba avere una legge speciale che punisce il femminicidio come delitto di un uomo contro la propria moglie o compagna o ex-moglie o ex compagna, e non si possa avere una legge – meglio sarebbe una sola legge – che persegua allo stesso modo il reato di maschicidio ovvero l’omicidio di una donna contro il proprio partner o ex-partner. Ogni vita è sacra ed ogni vita ha dignità: se questo è vero perché ignorare il delitto speculare al femminicidio? Il partner maschile vale forse meno del partner femminile? La vita di un uomo vale meno di quella di una donna? Non si può certo dire che non ci siano maschicidi in Italia pur se numericamente inferiori per numero, basta consultare il sito del ministero dell’interno alla voce “omicidi volontari e violenza di genere”. Si è dunque introdotta una disparità di genere a rovescio con la legge appena varata che non ha lo stesso metro di misura di quella generale che persegue l’omicidio a prescindere che si tratti di uomo o donna, la qual cosa pone immediatamente una domanda: l’unica legge prima vigente – ed ancora vigente – per tutti gli altri omicidi è giusta o non è giusta? Perché se come statuito ogni vita ha pari dignità o essa è giusta e dunque la nuova sul femminicidio è ingiusta oppure è vero il contrario.
La punizione deve essere la stessa per ogni omicidio, che si tratti di donna o uomo, di estranei o famigliari, di partner o meno, e dunque la disparità di trattamento per femminicidio e maschicidio è una autentica non-giustizia che pare imposta più dalla ricerca di consenso di una parte dell’elettorato che da un rigurgito di autentica moralità.
Ancora una volta in Italia si è legiferato senza la necessaria equità, freddezza e giustizia, con la aggravante che questa volta si è violato un caposaldo di civiltà.

 

RELIGIONE E STATO DI DIRITTO

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